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Figa, soldi e pistole: così Bilzerian conquista Instagram

Ci aspettiamo che il mondo del poker torni popolare grazie a qualche successo in un grande torneo, ma nell’epoca dei social network potremmo finire col dover ringraziare gli addominali di Dan Bilzerian.

Il profilo Instagram dello statunitense – pieno com’è di foto di giovani donne in bikini, mazzette di denaro, auto sportive ed armi semiautomatiche – non soltanto è molto popolare fra gli appassionati del gioco, ma ormai non sta sfuggendo neppure all’attenzione di chi, del poker, finora ha sentito solo vagamente parlare.

“Quando ero un ragazzino non ho mai desiderato essere di classe, ho sempre voluto essere ricco”

Giusto recentemente è stato scritto un articolo al riguardo, molto condiviso sui profili Facebook d’oltreoceano e dal titolo fin troppo chiaro: “Il giocatore di poker milionario che fa sembrare poveri i ragazzini ricchi di Instagram“. Naturalmente ampiamente corredato di foto, dove il poker è presente solo grazie alle fiches più “pesanti” che circolano all’Aria Casino.

Su Instagram infatti, seguendo l’irritante filosofia del “get rich or die trying”, è pieno di rapper da cantina, spacciatori di menzogne e trader di lupini che millantano benessere per dimostrare di essere uomini realizzati ed agiati: che la troviate stucchevole o meno, di certo è una gara in cui il giovane rampollo di casa Bilzerian non può arrivare secondo.

La probabilità che diventi la Paris Hilton del Bellagio è alta, ammesso non sia già accaduto, e per quanto un personaggio simile appaia tanto macchiettistico da risultare caricaturale più che figo, non può mancare di far riflettere tanto sulla natura umana che sui messaggi in fondo più efficaci, per avvicinare al mondo del Texas Hold’em chi finora lo ha guardato con distacco.

“E’ di cattivo gusto, pubblicare foto di orologi che costino meno di 100.000 dollari”

Da un lato, questo interesse denota che in fondo non soltanto in molti vorrebbero avere a disposizione le finanze del buon Dan – chi scrive in questo non fa eccezione – ma che tanti se potessero spenderebbero quel denaro nello stesso modo, se non addirittura peggio. Il che è legittimo, ma vagamente deprimente, specie considerando che Dan quel denaro non ha fatto molto per guadagnarselo, e che il padre ha alle spalle una reputazione non esattamente limpida.

La promozione di personaggi positivi, vincenti, con la testa sulle spalle – pensiamo ai vari Isaac Haxton, Phil Galfond, Vanessa Selbst e via dicendo – impallidisce di fronte al successo che hanno i degenerati, a prescindere dai risultati che poi riscontrino ai tavoli da poker. In questo senso, un team pro formato da Viktor Blom, Ilari Sahamies, Dan Bilzerian e Jean Robert Bellande potrebbe essere un’idea da tenere in seria considerazione.

Nulla di nuovo sotto il sole, in fondo, e cinicamente chi è un professionista dovrebbe forse esserne contento, vista la nuova “linfa” che (anche grazie a personaggi simili) potrebbe presto o tardi piovere ai tavoli: certo, chi cerca di farsi prendere sul serio come “pro” potrebbe passare un brutto quarto d’ora, ma in ogni caso c’è sempre la possibilità di mettere mano alla pistola…O no?