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Curiosità

Nicola Cappellesso: “Il cash game va verso la teoria pura, negli MTT sarà sempre fondamentale l’istinto”

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15/11/2016 15:00

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Ieri mattina Nicola Cappellesso ha vinto il torneo PLO KO dell’ICOOP 2016 dopo una maratona di 11 ore al tavolo. Un successo inaspettato soprattutto per lui, che si definisce con grande umiltà un semplice giocatore amatoriale nel Pot-Limit Omaha. Il suo main game, infatti, sono i tornei di No-Limit Hold’em, disciplina nella quale ha vinto più di €100.000 netti nel poker online e circa $81.000 lordi nel poker dal vivo (anche se alcuni risultati importanti non sono tracciati).

Nella nostra intervista abbiamo parlato proprio del dualismo tra online e live, ma anche di molto altro.

Ciao Nicola, benvenuto su Assopoker. Ti abbiamo citato un’infinità di volte nei nostri report, ma alcuni nostri lettori non conoscono la tua storia. Ti va di raccontarcela?

Grazie, un saluto a tutti gli amici di Assopoker. Vengo dalla provincia di Venezia e gioco a poker da ormai 7/8 anni, ma solo quando 5 anni fa ho conseguito una laurea in statistica e ho incontrato diversi problemi nel trovare un lavoro, ho deciso di provare a far diventare questa passione una professione. Inizialmente giocavo solo le partite live in giro con il mio socio Italo Modena, poi ho conosciuto Luca Stevanato e Christian “ninetto” Nuvola che mi hanno fatto conoscere il mondo dell’online. Da lì ho cominciato a diminuire le mie presenza nel circuito live per dedicarmi di più al mondo virtuale.

Da dove nasce il tuo nickname “JhonCheever”? È un tributo allo scrittore americano?

No, il nickname è nato in un altro modo. La sera che mi sono iscritto su Pokerstars.com avevo visto da poco il film “Lucky you, le regole del gioco” dove il protagonista Eric Bana si chiama Cheever. Così avevo deciso di chiamarmi “Mr.Cheever“, da vero ebete (ride, ndr). Quando è nato il .it ormai mi ero affezionato al nick e volevo lo stesso su Pokestars.it ma era obbligatorio cambiarlo quindi ho aggiunto “Jhon” prima di “Cheever” perché mio padre fin da piccolo mi ha sempre chiamato John senza un motivo preciso. Come si può notare, ho pure sbagliato a mettere la H prima della O… Un bel genio insomma!

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Ieri hai vinto il torneo di PLO KO dopo 11 ore di gioco. Pensi che la stanchezza abbia avuto un ruolo importante nel torneo? Com’è stato trionfare in questa variante?

Il torneo è stato davvero infinito e io arrivavo da una nottata in discoteca con gli amici extra poker, quindi già dalle 22:00 cominciavo a sentire la stanchezza. L’ho combattuta con qualche caffè e Red Bull. Poi, quando il torneo è arrivato nella fase cruciale 12 left, l’adrenalina ha invece fatto il suo compito tenendomi concentrato e facendomi giocare il mio miglior Omaha possibile, che comunque non è molto buono rispetto a chi a Omaha sa giocare veramente. Onestamente io sono un semplice amatore in questa disciplina.

Com’è andato il tuo ICOOP 2016? In generale, come sta andando il tuo 2016 ai tavoli?

Le ICOOP in generale non sono andate benissimo fino a questo ultimo evento. Ho fatto qualche ITM ma nessuna deep run degna di nota. Per quanto riguarda l’anno in corso, invece, mi aspettavo un po’ meglio. Diciamo che ho arrotondato vincendo qualcosa live, mentre online ho avuto qualche swing che non mi sta facendo avere i guadagni sperati nei prospetti di inizio anno.

Oltre a grindare online, sei anche piuttosto attivo dal vivo. Quale contesto preferisci?

Tra live e online ho sempre preferito il live, di gran lunga. Il contatto con le persone mi piace, prima di giocare a poker ho sempre lavorato in discoteca e stare in mezzo alla gente e capire cosa pensa credo mi riesca meglio rispetto a molti altri. Ultimamente, però, devo dire sinceramente di stare molto bene seduto a casa con le comodità che questa situazione porta. In più il poter giocare molti più tornei mi permette di non annoiarmi, cosa che live ultimamente mi è successa più di qualche volta.

Dopo la vittoria dell'evento 4-Max alle ISOP (courtesy ISOP)

Dopo la vittoria dell’evento 4-Max alle ISOP (courtesy ISOP)

Simone Speranza ci ha detto di aver iniziato con il live perché ha visto molti reg mediocri vincere bene. Sei d’accordo con la sua analisi?

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Sulle dichiarazioni di Simone non sono molto d’accordo. Nonostante stimi lui come giocatore, credo che una affermazione del genere sia molto brutta da leggere, l’ho pensato subito appena ho letto l’articolo. Sicuramente lui è un reg molto preparato tecnicamente, ma penso che sopratutto live non ci sia solo la tecnica e molti di quelli che lui reputa mediocri magari hanno dei punti di forza live che non immagina neanche… Non mi piace far nomi ma conosco molti giocatori che davanti al PC sembrano dei reg medio/scarsi e quando li trovo al tavolo vero spero me li spostino prima possibile. In ogni caso penso che bisognerebbe sempre farsi un piccolo bagno di umiltà prima di giudicare gli altri!

Sei laureato in statistica, quanto pensi che abbia influito la tua preparazione matematica (sicuramente superiore alla media) nella tua carriera?

Penso che la mia preparazione relativa alla statistica non sia così utile nel poker. Le poche cose da sapere a memoria le puoi imparare anche senza avere praticamente alcuna base matematica.

Restando in tema, visto che si parla tanto di GTO applicata al cash game, pensi che il poker in generale (non solo MTT) sia destinato a diventare un gioco basato quasi esclusivamente sulla teoria oppure resterà ancora un’attività fortemente legata all’istinto e al talento puro?

Credo che il cash game sia più propenso a spostarsi esclusivamente verso la teoria pura e credo ci saranno per lo più reg\macchinetta che giocano solo in base ai numeri scritti su un hud e fanno solo mosse che i risolutori gli consigliano. Per quanto riguarda gli MTT penso invece che non succederà mai. L’istinto per me è ancora imprescindibile e anzi, il sapere troppe cose matematicamente corrette a volte può essere un’arma a doppio taglio: in determinati spot non sempre la decisione matematicamente più corretta è quella “giusta” da prendere.

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Dai social network si intuisce che tra te, Luca Stevanato, Christian Nuvola e Italo Modena c’è molta intesa. Quanto è importante avere un gruppo di amici stretti che giocano a poker professionalmente?

Italo, steva e Nino, oltre a esser dei colleghi di lavoro, sono dei grandi amici. Li sento praticamente ogni giorno sia per argomenti poker related sia per tutt’altro, proprio ieri abbiamo prenotato per Capodanno tutti assieme. Credo che avere amici così forti pokeristicamente parlando sia importantissimo perché ti dà davvero la possibilità di crescere continuamente. Poi, trattandosi di persone splendide anche al di fuori del poker, mi auguro che il rapporto resisterà anche quando magari nessuno di noi giocherà più.

In conclusione, dal tuo punto di vista chi sono i top reg del .it negli MTT?

Questa è una domanda che mi hanno fatto molte volte, molte persone. Mi sono reso conto che la risposta cambia di anno in anno perché il gioco è in continua evoluzione e chi fino a un anno fa era top ora potrebbe essere considerato un giocatore medio.  Detto ciò, di giocatori forti ce ne sono parecchi però ovviamente io sono più portato a dirti nomi con cui ho discussioni frequenti e quindi ho più idea dei loro thinking process. Se dovessi fare due nomi ora, direi Davide Marchi e Antonio Bernaudo su tutti, che ormai da qualche anno secondo me hanno un qualcosa in più e sono molto costanti.

Se dovessi dirti invece i talenti del poker allora nominerei Luca Stevanato e Luigi Curcio, che magari sono meno preparati dei primi due ma secondo me sono molto molto talentuosi. Ultima menzione invece la faccio per l’Omaha, dato che è ciò di cui stavamo parlando all’inizio. Il più forte in Italia è senza dubbio Stefano “il vecchio” Bozzato:  grinder live poco conosciuto ai ragazzi che non frequentano il circuito ma davvero fenomenale con le quattro carte.