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Phil Ivey e il suo bluff più grande: la leggenda “No Home Jerome” (Story: 1° puntata)

Jerome Graham, questo nome non vi dice nulla? Stiamo parlando del giocatore più famoso al mondo. Leggete questa storia, vi piacerà.

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08/06/2018 20:03

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Siamo a fine degli anni ’90 ad Atlantic City, l’età dell’oro per questa sbiadita fotocopia di Las Vegas sulla costa orientale, i gamblers e gli uomini d’affari della Grande mela sono attratti dalle luci della cittadina del New Jersey.

Jerome è un anonimo e giovane regular del Trump Taj Mahal. La sua poker face perfetta ed occhi di ghiaccio distolgono l’attenzione del personale del casinò e degli altri giocatori sulla sua reale età e sul suo piccolo segreto. D’altronde la storia del poker è fatta anche di grandi bluff ed inganni. Graham vuol mantenere intatta questa tradizione.

Phil Ivey, no… scusate Jerome Graham

Più di una volta il giovanissimo gambler gioca tutta la notte ai tavoli di Seven Card Stud, perde gran parte del suo denaro e si adagia per qualche ora su una panchina del celebre boardwalk, reso famoso dalla serie TV Boardwalk Empire (l’impero del crimine) di Terence Winter, interpretata in maniera magistrale da Steve Buscemi e co-prodotta da  Martin Scorsese.

Bene, quel ragazzino un giorno diventerà il “Nucky” Thompson del mondo del poker: solo lui riuscirà a salvare faccia e bankroll dei giocatori professionisti a Las Vegas, messi ko dal ricco banchiere texano Andy Beal. Ma questa è un’altra storia, non corriamo e torniamo in New Jersey.

In questo Articolo:

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Il segreto di Jerome Graham

Parlavamo di Boardwalk Empire… Forse ad Atlantic City le regole non sono mai state rispettate. Fin dai tempi del proibizionismo i controlli non andavano di moda. Stessa musica nei casinò anche negli anni ’90 (in special modo nella casa da gioco del futuro presidente degli Stati Uniti), perché nessuno si era accorto del piccolo segreto di Jerome Graham.

In ogni caso, nei primi anni, il ragazzino ha spesso le tasche vuote, gli squali del Taj Mahal abusano del suo roll, così da potersi permettere nelle notti amare, solo un’austera e fredda panchina sul lungomare, qualche ora all’aperto a rinfrescarsi le idee, il tempo di vedere sorgere il sole, in attesa del primo bus della mattina per Roselle (New Jersey) per raggiungere la casa dei genitori.

No Home Jerome

Per questo motivo, chi frequenta il Taj Mahal lo chiamava “No Home Jerome”, l’uomo senza casa. In realtà per il ventenne, il suo tetto sono le cupole dei casinò di Atlantic City. Il piccolo Jerome non si dà per vinto, sa che arriverà il suo momento. Va spesso broke ma a forza di giocare migliora ogni giorno, fa tesoro degli errori, il suo è il destino è quello dei predestinati. Le sue sessioni durano all’infinito, forse troppo, non meno di 15/16 ore consecutive, un vero martello.

Il telemarketing

Jerome vive grazie ad un lavoretto e raccoglie fondi per conto dell’Ordine della Fratellanza della Polizia con il telemarketing. Spesso con quei soldi gioca a poker ma le cose non vanno bene.

Ad Atlantic City, il gioco preferito è lo Stud ed inizia a prendere campo il Limit Hold’em, ma la sua strada è in salita, le sconfitte sono più delle vittorie.

Jerome lo conoscono tutti: i dealer, i players, i manager della poker room. Lui è “No Home Jerome”, prima di diventare una leggenda negli home games in California e nei casinò di Las Vegas, quando oramai tutti giocano la texana no limit, senza limiti, proprio come lui, per questo il suo gioco perfetto.

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Professionismo

Da regular perdente si trasforma, nel giro di qualche anno. in uno dei più forti e talentuosi giocatori americani. A forza di prendere mazzate, “Jerome” cresce, impara dai suoi errori, sale di livello e decide di lasciare il telemarketing e di diventare un giocatore professionista.

No Home Jerome non esiste più, affitta una casa ad Atlantic City e gioca le partite più ricche della città, in genere ai limiti $75/$150 ma alcune sere si siede nei tavoli che scottano $200/$400 Stud. Ha già degli estimatori che lo finanziano.

La verità e il bluff

In realtà, Jerome Graham non esiste, la sua identità è falsa, così come l’ID Card e la patente di guida. Negli Stati Uniti non puoi giocare nei casinò se non hai compiuto 21 anni, ma lui aggira le leggi, la sua vita è sempre borderline: non a caso, in futuro batterà il Borgata Casinò e ripulirà il Crockfort di Londra, con la tecnica dell’edge sorting, distruggendo i tavoli di baccarat. Ma ritorniamo a metà degli anni ’90.

Una sera entra nella celebre sala da gioco di Donald Trump e svela a tutti il suo bluff più grande nella vita:  Jerome Graham è morto per sempre, è solo un fantasma. E’ la notte del 21esimo compleanno e il suo nome non è Jerome ma Phil…. Phil Ivey. Svela la sua reale identità agli amici.

Atlantic City inizia a stargli stretta. Il futuro “Tiger Woods del poker” guarda già verso la costa occidentale, la California e i ricchi home games di Hollywood,  ma questa è un’altra storia…

Leggi puntata per puntata la storia completa di Phil Ivey!

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