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Come individuare i tell dal vivo? Rispondono Trickett, Holz, O’Dwyer, Cates e Trueteller

Come abbiamo detto più volte, Paul Phua è uno degli organizzatori del Big Game di Macao e Manila. Il businessman malese ha il potere di scegliere chi può partecipare alle partite di cash game più alte del mondo, motivo per cui tutti i professionisti interessati fanno di tutto per entrare nelle sue grazie.

Così, sul canale YouTube di Paul Phua si trovano consigli di ogni tipo da parte di professionisti che solitamente stanno ben lontani dalle telecamere e ben attenti a non regalare informazioni, anche le più basilari.

Nell’ultimo video pubblicato, alcuni dei più forti giocatori di poker al mondo hanno parlato di come riconoscere i tell ai tavoli live. Ecco cosa hanno detto i vari Fedor Holz e Dan Cates.

Sam Trickett: “Il giocatore medio finge di avere ciò che non si ha”

“Io non guardo ai tell in senso classico, ma penso che sia fondamentale capire quale messaggio ci vuole dare il nostro avversario”.

“Se sono al river e devo decidere se chiamare o no, guardo bene il mio avversario per cercare di capire quale messaggio vuole inviarmi. Se si dimostra debole, probabilmente ha il punto. Se si dimostra forte, probabilmente non ce l’ha“.

“Pochi giocatori sono in grado di fare il doppio bluff, cioè mostrarsi forti quando sono effettivamente forti e viceversa. Le persone solitamente cercano di rappresentare l’opposto di ciò che hanno. Io mi limito ad osservarli: cosa fanno, come si muovono, come parlano, se parlano, dove guardano”.

“In linea di massima, credo che un giocatore che si muove molto e parla tanto abbia un punto molto forte. Quando uno bluffa, generalmente cerca di non dare alcuna informazione“.

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Fedor Holz: “Chiediti sempre se il tuo avversario sembra a suo agio”

“Io credo che alla fine sia tutta una questione di confidence. Mi baso su questo aspetto per leggere gli avversari. La mia analisi parte sempre da una domanda: il mio avversario è a suo agio oppure no?

“Questo vale in senso generico. Più passa il tempo e più devi raccogliere informazioni specifiche sulle persone, che combinerai con altre info sul loro gioco. Io applico la mia strategia in base a quanto mi sento sicuro delle mie letture”.

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Dan Cates: “Solitamente chi bluffa resta immobile”

“I tell non sono solamente una questione di bluff o value. I tell più importanti e individuabili riguardano le size il modo in cui l’avversario si muove o non si muove. Ciò che più conta è individuare il comportamento di un giocatore quando non bluffa. Ad esempio, molti giocatori si muovono molto quando non stanno bluffando, mentre quando bluffano restano immobili”.

Timofey “Trueteller” Kuznestov: “I pro danno pochi tell e poco significativi”

“I tell sono un fattore tipico dei giocatori amatoriali. Per quanto riguarda i pro, quasi sempre i tell ci sono perché il giocatore in questione se ne frega di rimanere composto e impenetrabile. Non dà importanza a questo aspetto e quindi ha dei tell. Succede poco e quasi sempre ci sono dei tell di scarso significato“.

Steve O’Dwyer: “Il tremolio può ingannare”

“I tell più difficili sono quelli che riguardano il tremolio delle mani. È difficile, perché alcune persone tremano sempre. Capita spesso, quando giochi una partita high stakes, di vedere un giocatore tremare per tutto il tempo, perché sta giocando ben oltre le sue possibilità”.

“Il tremolio può ingannare, perché c’è chi trema quando ha un punto forte e chi trema quando è in bluff. L’unico modo per individuare i tell è osservare gli avversari per ore e ore. Solo così puoi associare un tell (come un tremolio) a una determinata action”.

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