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Vincent Secher, colui che sfiorò il final table dell’EPT Montecarlo in accappatoio

Si era qualificato online spendendo solo 7.50$, ma non aveva trovato alloggio e dormiva in un camping a Nizza. Poi PS gli trovò posto in hotel, e Vincent Secher si presentò al day 4 EPT così...

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31/01/2019 14:03

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Tra poco più di due mesi saranno passati undici anni, giorno più giorno meno. E no, non è una di quelle storie da riempire i pomeriggi raccontandola ai nipotini. Però la storia di Vincent Secher è rimasta un po’ nel cuore di tutti quelli che l’hanno vista o testimoniata perché letta al tempo. Perché siamo abituati a raccontare il sogno del pokerista come quello di chi si qualifica con pochi soldi a un evento importante e poi lo vince. Vincent non vinse il torneo, ma con la sua normalità incarnò quello stesso sogno in un modo più vero, nel quale infatti moltissimi si identificarono.

Vincent Secher durante i primi giorni dell’EPT Montecarlo 2008

L’EPT nel 2008: un’altra epoca

Siamo a Montecarlo, all’EPT Grand Final del 2008. In pieno boom del poker online, quando alla nascita del “.it” mancava ancora qualche mese. Quindi gli italiani giocavano ancora su PokerStars.com, in dollari, e la qualificazione ai grandi eventi live costituiva un elemento di forte traino, forse perché l’onda lunga di Moneymaker non si era ancora affievolita. Erano altri tempi, in cui si vedevano cose impensabili al giorno d’oggi. Ad esempio la qualificazione online all’EPT non era esclusiva di PokerStars, ma diversi altri network potevano offrire satelliti, e i giocatori qualificati avevano il permesso di indossare la patch della room sulle quali avevano ottenuto il ticket.

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Vincent Secher, 7 dollari e 50 per regalarsi un sogno “a step”

Vincent Secher però non aveva coronato il suo sogno su altri lidi, bensì sulla casa madre. A quel tempo la room dalla picca rossa aveva iniziato ad offrire i satelliti a “step”. Si partiva dallo step 1 che costava  7 dollari e 50, per arrivare via via allo step 6, che aveva un buy-in da 2.600 dollari. Ad ogni step ci si poteva iscrivere anche pagando direttamente il buy-in e infatti questi sit’n’go pullulavano di top reg, che avevano spesso vita facile contro giocatori più scarsi che si erano qualificati dagli step precedenti. Gente come Joe “floes” Serock e Stephen “stevie444” Chidwick fece davvero un pozzo di soldi, giocando gli ultimi livelli dei sit’n’go step. Non sempre però vincevano quelli bravi e ricchi, anzi.

Un giorno ai primi di aprile Vincent Secher, 22enne da Arles, cittadina provenzale con una storia bimillenaria, riesce a qualificarsi all’ultimo step, che metteva in palio due ticket per l’EPT Grand Final, che si sarebbe giocato di lì a pochi giorni. Per lui, uno studente come tanti altri che era partito da una spesa di 7.50$, una chance forse unica. E la chance diventa sogno, perché Vincent riesce ad acciuffare uno dei due ticket. In quel caso il pacchetto comprendeva però solo il buy-in da 10.300€, e non l’accomodation completa.

Souvenir da Montecarlo per Vincent e i suoi amici una foto con Negreanu

Dormire a Montecarlo: un bel problema, per uno studente

Secher prova a cercare un hotel ma Montecarlo, oltre che costosissima, era anche strapiena: al tempo un torneo da 10mila euro faceva centinaia e centinaia di iscritti (quell’anno furono poi 842). Vincent Secher allora decide per la “macchinata ignorante”: si porta dietro due amici e i tre riescono a trovare alloggio in un camping vicino Nizza, a 18€ a notte.

Doveva essere un’esperienza fugace, uno sfizio da togliersi. Invece il ragazzo si fa valere: non solo riesce ad andare a premi, ma si fa strada fino al day 4, quello della “road to final table”. Nel frattempo il management di PokerStars viene a sapere della sua storia e del fatto che, ogni sera, lui e i suoi amici avevano dovuto farsi Montecarlo-Nizza in auto, e viceversa la mattina dopo. Così si riesce a trovare un alloggio a Montecarlo per Vincent, che da un camping da 18€ a notte si ritrova in un hotel super lusso. Però, oltre a quello del posto dove dormire, la grande performance al tavolo dell’EPT poneva a Vincent un altro problema: non si era portato abbastanza indumenti.

L’accappatoio, la sfrontatezza, la normalità

Così eccolo spuntare al day 4 indossando accappatoio e ciabatte in dotazione dall’hotel. Un’immagine che al tempo fece il giro del web e che rese Vincent un personaggio di cui parlare, per la spontanea sfrontatezza e per la normalità che impersonava, così distante dall’atmosfera di Montecarlo che è – per definizione – così altezzosamente “high stakes”.

Alla fine il tavolo finale Secher lo sfiora davvero, terminando 13° per un croccantissimo premio da 76.000€.

Del Vincent Secher pokerista non si sono avute più notizie. Probabilmente si sarà goduto una parte di quei soldi insieme agli amici che l’avevano accompagnato, tornando poi alla sua vita di tutti i giorni. Con una storia davvero originale da raccontare –  lui sì – ai nipotini.

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