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Blackjack: dentro un corso di conteggio carte a Las Vegas [video]

Lo YouTuber Steven Bridges ci accompagna alla scoperta di un corso di conteggio carte a Las Vegas.

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29/11/2021 14:37

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L’arte di contare le carte a blackjack dovreste ormai conoscerla tutti: esiste da quasi 60 anni, e dopo la popolarità underground tra i gambler più furbi in circolazione, ha trovato fama nel mondo dopo il noto film 21.

Quello che forse non sapevate, è che esistono dei veri e propri bootcamp del conteggio carte, corsi intensivi dove si può imparare ad affinare la propria strategia.

blackjack

Il prestigiatore e YouTuber Steven Bridges ha di recente pubblicato un video in cui accompagna gli spettatori nella routine del Card Counting Bootcamp di Las Vegas, corso ovviamente a pagamento (e non con cifre banali).

Steven spiega di aver cominciato il corso solo con una piccola infarinatura sul card counting, e che il bootcamp promette di portare dei completi pivelli al livello di poterlo fare in maniera professionale.

“È un po’ strano stare lì e riprendere… anche se oscurerò i volti dei partecipanti e loro lo sanno, mi fa sentire a disagio filmare in un contesto così segreto! Perché di base è naturalmente segreto no? I card counter non vogliono che il loro volto si trovi da nessuna parte. Solo avere la telecamera mi fa sentire uno strano giornalista che sta infrangendo il codice.”

Il corso con il coach Colin Jones

Il coach di riferimento è Colin Jones: card counter, insegnante e imprenditore che vanta 3,2 milioni di dollari in vincite tra il 2006 e il 2011 insieme al suo team di counter. Su Prime Video è disponibile un documentario sulla sua storia, anche se purtroppo non si trova sulla piattaforma italiana.

Il corso è costituito principalmente da lezioni di gruppo alternate alla pratica: gli studenti si siedono al tavolo a giocare con un contatore professionista, che corregge gli errori sul campo degli aspiranti counter e ogni tanto cerca di farli cadere in errore, sempre a scopo didattico. Per concludere la giornata, una chiacchierata/lezione con alcune leggende del conteggio delle carte.

Steven Bridges intervista anche una ex croupier, che ha abbandonato il suo lavoro per darsi al conteggio delle carte, chiedendole il suo parere sull’etica di questa pratica. Persona adatta, visto che si è trovata da entrambe le parti del tavolo.

“Prima di tutto, è legale negli Stati Uniti. Poi in alcuni stati è ambiguo se possono chiederti di andartene, ma in due o tre stati è proprio illegale allontanare chi conta le carte. Un giudice ha decretato che gioca usando le stesse informazioni che sono alla portata di tutti. Inoltre secondo me è una skill, quando mi dicono che sono brava a giocare io mi sento orgogliosa di me.” 

Il secondo giorno ci si concentra più sul livello attuale degli studenti. Una sorta di test uno contro uno davanti al giudizio di Colin Jones, che Steven riesce a passare.

Poi si passa alle tattiche avanzate, al metodo di conteggio “di livello superiore”, e infine i test e i discorsi conclusivi.

L’intervista al coach

Al termine del tutto, Bridges intervista Colin, prima per un feedback sul suo percorso, e poi per alcuni discorsi generici ma sempre interessanti.

“Penso che dovresti imparare a gestire le deviazioni. Si può vincere tecnicamente anche senza considerarle, ma non è una cosa che raccomando. Se conosci il true count, e tu lo sai fare, allora dovresti imparare quelle 20 situazioni dove deviare dalla strategia di base.”

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Come con il poker, pare che anche la strategia del blackjack si sia fatta più aggressiva nel corso del tempo. Steven chiede a Colin cosa ne pensa della “bibbia del blackjack”, Burning the Tables in Las Vegas. 

“È un po’ datato, per questo ho scritto io un libro. Comunque amo quel libro, ogni anno voto che l’autore, Ian Anderson, entri nella Blackjack Hall Of Fame, lo rispetto molto. Però dico a tutti di non seguire la sua cover strategy. Non si applica più al blackjack di oggi. 

Se vuoi vincere i soldi devi giocare nel modo che insegniamo noi, senza paura e aggressivamente. La differenza con i vecchi tempi è che Ian parlava di resistere a Las Vegas per anni e anni con questa strategia di copertura elaborata, ma al giorno d’oggi ci sono tantissimi casinò dove giocare, è un gioco diverso rispetto a 20 anni fa.

Altrettanto battibile, ma devi approcciare in maniera diversa.”

Steven: “Pensi che una volta mostrato il mio volto in questi video sarà difficile per me giocare? O non è così rilevante?”

Colin: “Lo scopriremo, ma non credo. Ci sono tanti casinò che non sono così furbi. Se io posso giocare nella Strip di Las Vegas…

Bridges chiude il suo video dicendosi pronto, e soprattutto davvero carico per mettersi in gioco, e dà l’appuntamento alla prossima puntata. Spoiler: ci saranno molti soldi. 

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