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Esfandiari a Laak: “cosa si prova ad avere una fidanzata più forte di te?”

Phil Laak racconta in un'intervista che, nel momento storico in cui unabomber non riusciva a vincere il braccialetto, Esfandiari lo massacrava verbalmente in maniera irrisoria... Fino alle WSOPE 2010...

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27/04/2021 18:16

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Esfandiari e Laak

Esfandiari e Laak

Il braccialetto di Phil Laak

È la mano che non dimenticherai mai. 

O il monout che avevi quella volta che hai chiuso al river per un piatto mostruoso. 

Ognuno ha “la sua mano“, quella che ti ricordi, non importa quanti tornei o cash game tu abbia giocato nella tua vita.

Con la conclusione delle World Series of Poker Europe al King’s Casino nella Repubblica Ceca, Phil Laak parlò con PokerNews di una mano memorabile che gli portò il suo primo braccialetto durante le series nel 2010.

2010 £ 2,650 WSOP Europe Six-Handed No-Limit Hold’em

Le WSOPE aprirono i battenti al loro terzo anno nel 2010 a Londra, al Casino at the Empire di Leicester Square. 

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All’inizio del secondo giorno di azione, Phil Laak si trovava nel bel mezzo dei 31 giocatori rimasti. 

Solo 24 players sarebbero arrivati ​​a premio e, alla fine della giornata, sarebbe stato completato il tavolo finale dell’evento per il Day 3.

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All’inizio del day 2, Laak si intrufolò in una battaglia con Vincent Dalet, un giocatore francese con vincite minime nei tornei, ma Laak ricorda ancora una grossa mano in cui il francese ebbe la meglio su di lui.

I due giocatori si sono trovati heads-up su un board j 9 7 .

Dalet ha puntato per una cifra indefinita (gli importi, Laak, non li può ricordare) e Unabomber ha chiamato. Un’azione simile si è verificata al  turn, il **p7.

L’ultima carta si è rivelata essere un a che ha originato un’interessante dinamica sul tavolo. 

Dalet ora poteva avere un colore, una scala, un tris, oppure, nella migliore delle ipotesi agli occhi di Laak, una doppia coppia molto alta. 

Phil Laak

Quando il suo avversario ha fatto una big bet eccessiva, tre volte più grande del piatto, Laak si è trovato a decidere il destino delle sue rimanenti 67.000 chips.

Laak ha scelto l’opzione più dolorosa: è andato in the tank per diversi minuti prima di foldare, riluttante, una mano che si sarebbe rivelata vincente se avesse chiamato. 

Ma qual è stata la decisione di Laak?

Il vostro semi-eroe ha passato trips, contro l’enorme puntata al river del mio avversario”, disse Laak.

Buttò infatti nel muck i suoi 6 7 , mentre Dalet ha mostrato il suo grande bluff con k q .

All’epoca fece un po ‘male’“, riprese Laak. “Tuttavia, dopo aver vinto l’evento e averlo riguardato su internet, la mano appariva con una nuova prospettiva.”

Laak vinse quell’evento dopo tre giorni di gioco per l’unico braccialetto della sua carriera e £ 170,802. Dalet chiuse invece ottavo per 17.318 sterline.

Niente più aghi

Con quasi $ 3,7 milioni di vincite nei tornei, Laak è diventato uno dei giocatori più popolari nel mondo del poker con numerose apparizioni in format televisivi di successo come “High Stakes Poker” e “Poker After Dark” e il suo curriculum include anche un titolo del World Poker Tour, il WPT Celebrity Invitational nel 2004 per $ 100.000.

Sebbene abbia incassato numerosi premi a cinque e sei cifre, vincere un braccialetto era diventata una sorta di missione per Laak dopo che l’amico di lunga data Antonio Esfandiari aveva vinto il suo nel 2004 e anche la sua fidanzata storica, Jennifer Tilly, lo anticipò concludendo prima al WSOP Ladies Championship per un braccialetto nel 2005 (altri due sarebbero seguiti nel 2012) per $ 158.335. 

Laak ha commentato la situazione con il suo senso dell’umorismo unico.

Il primo braccialetto era davvero più una mossa di difesa che altro”, disse. “Le costanti prese in giro di Antonio (needles, o aghi in gergo inglese), non si sarebbero mai fermate  se non avessi fatto qualcosa al riguardo. ‘Ehi Phil, come ci si sente con una fidanzata che è anche giocatrice di poker migliore di te?’ Oppure ‘Ehi Phil, com’è che la tua ragazza ha un braccialetto e tu no?’ E infinite variazioni sullo stesso tema.”

Gli piace cucire, cosa posso dire? Ama fare trapunte! Pungere con gli  aghi… capito? Ovviamente, con tutto quello che ha vinto Antonio, ne sono arrivati altri di aghi e stanno arrivando altre trapunte. Ma nessuna di loro sarà mai più dolorosa come quella del braccialetto. Per un po’ è stato il suo sfottò preferito. E per me è stata una liberazione metterlo a tacere. Mi ci sono voluti cinque anni, certo, ma comunque è stato molto bello. 

Ad ogni modo, anche se ho conquistato il braccialetto “difensivo”, non sarebbe male averne qualcuno in più. Offensivo, magari!”.