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Altra Strategia · Iron

JC Tran contro Mortensen: l’analisi della mano finale

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04/11/2013 07:23

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JC Tran ha cancellato i sogni di gloria di Carlos Mortensen, eliminandolo al decimo posto nel Main Event WSOP, ma la sua giocata è stata corretta? Scopriamolo attraverso l’analisi di Reid Young.

La mano vede il giocatore spagnolo aprire con un minimum raise di 800.000 fiches, con uno stack di 5.500.000 fiches ed in mano a 9 , mentre JC Tran che lo copre ampiamente decide di difendere il grande buio chiamando con 8 7 .

“Credo che la size del rilancio sia standard, così come mi aspetto che il range di Mortensen sia relativamente stretto, visto che nel momento in cui viene chiamato il rapporto fra il suo stack residuo ed il piatto sarà tale per cui si troverà committed su molti board“.

Il flop è 10 6 3 , e JC Tran check/calla una puntata da 800.000 fiches, una size corretta secondo Young, a cui invece non piace l’azione di entrambi i giocatori al river.

Sul turn 9 infatti, JC Tran va all-in per poco più di 3.500.000 fiches effettivi, quando il piatto è di circa quattro milioni. Mortensen chiama, e dopo il 2 è eliminato.

Al posto di JC Tran, credo che la giocata migliore sia il check/call – argomenta Reid – perché mi aspetto che Mortensen possa andare all-in in semibluff con diverse mani, come quelle che contengono l’ a o il k , che invece foldano spesso di fronte ad un all-in”.

Ma Mortensen può davvero evitare il call? “Per chiamare qui, Carlos deve pensare che nel range di Tran ci siano anche dei bluff e semibluff – prosegue Young – ma avendo l’ a in mano è improbabile, anche perché molti draw dovrebbero check/pushare al flop, specie i più deboli, e mi aspetto che anche mani come 98 preferirebbero check/callare piuttosto che andare all-in”.

Come sempre, considerazioni personali da parte di “shootaa“, ma che offrono ancora una volta spunti di riflessione più che interessanti.

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