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WPT 5 giorni di grande Gus

Eccoci qua, reduci da una notte in bianco con un retrogusto inevitabilmente amaro, in cui un grandissimo risultato rischia seriamente di passare per un mezzo fallimento. Non è così ovviamente, anche se la delusione è comprensibile, viste le premesse. La settimana è stata esaltante: siamo passati dai proclami di Gus a Montecarlo, in cui assicurava che a Las Vegas sarebbe stata un’altra musica, alla dimostrazione, fin dal primo giorno, che il campione danese diceva la verità.

Lo abbiamo visto accostarsi a questo straordinario evento (545 partecipanti e una prevedibile parata di stelle) con enorme entusiasmo, grande umiltà e solida fiducia in sè stesso. Nel suo blog del 20 aprile Gus ne parlava così

Una partenza non fulminea, ma che lo stesso Gus descrive qui, in cui "The Great Dane" saggia il livello dei rivali, e tra alti e bassi chiude la giornata sopra average (grazie ad un suck + re-suck con un 5 al river…).

Il Day2 è quello in cui si capisce definitivamente che Gus è in palla. Mentre i nostri unici due italiani (Dario Minieri e Cristiano Blanco) escono nelle prime fasi dopo parecchia sfortuna, Gus ci restituisce il sorriso mostrando un evidente cambio di marcia: anche senza vedere carte decenti, riesce a chiudere la giornata a 264.000, con alcune mani degne di nota come quella in cui elimina Sammy Farha. Ve la lascio leggere dal racconto che Gus fa del suo Day2. L’umore inizia ad essere veramente alto, e inizia a cercare le canzoni giuste per descrivere il suo stato d’animo, in quello che diventerà un simpatico tormentone.

Il Day 3 è quello dell’impressionante conferma che la condizione di forma di "The Poker Pimp" è sfolgorante: Gus passa dai 264.000 iniziali fino a chiudere da strachipleader a 2.240.000 chips! Cresce la fiducia, cresce lo stack, cresce la varietà di stili che Gus riesce a mescolare. Gus gioca sempre più mani, mette in asfissia qualsiasi avversario, e con la fortuna che dà una mano al momento giusto, chiude a questa quota mostruosa. Gus stesso è irrefrenabile, nel suo racconto del day 3.

Anche il Day 4 è vissuto interamente da protagonista, come peraltro aveva dichiarato Gus il giorno prima dopo aver chiuso a 2.24 milioni "Ci sono ancora circa 28 milioni di chips in giro, non posso certo fermarmi qui!". La giornata lo vede quasi sempre in testa, anche se una mano andata male verso la fine contro Vahedi, lo fa giungere al final table in seconda posizione. Gus ha comunque un giudizio estremamente positivo della giornata nel suo consueto blog.

E si arriva al Day5, alla notte in bianco, allo stupore per una performance pazzesca di Gus Hansen che elimina personalmente i primi 4 giocatori (e contando il pre-final table, Gus è autore di tutte le eliminazioni dall’8° al 3° posto!), in quello che sembra destinato a rimanere un monologo. E l’HU contro David Chiu sembra una pura formalità. Appunto, sembra. David attua una rimonta che ai più pareva impossibile, viste le premesse. Eppure ce la fa, e gliene va dato merito.

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A caldo, Gus dirà: "Ho fatto un solo vero errore in tutto il tavolo finale, e non era un errore grave. Sento di avere giocato un gran poker"

E ancora "Ho reraisato preflop con AA e lui ha foldato. Ho reraisato con KK e lui ha foldato. Ho reraisato con JJ e lui ha foldato. Ho reraisato con 22 e lui ha chiamato con 55. é stato semplicemente una questione di mano che lui non aveva quando io ne avevo una forte, mentre io ho avuto la seconda miglior mano quando lui aveva la migliore. Tutto qui"

Qui trovate le fasi salienti del final table e dell’HU finale

Più in generale, la delusione è quella di chi era pronto ad addentare il boccone e improvvisamente arriva qualcuno a sfilarglielo. Al di là della fortuna avuta in alcune mani – necessaria in un torneo lungo, e comunque pagata nella fase finale – Gus ha mostrato un poker assolutamente asfissiante e dominante. La vittoria sarebbe stata una chiusura legittima. Così non è stato. Pazienza. Voltiamo pagina. Next target: WSOP!!!

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