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1M.BanKroLL e la chip utility nei tornei

Giuseppe “1M.BanKroLL” Polichetti ci ha parlato di quanto peso abbia la chip utility nelle decisioni che lui prende quando gioca un torneo di poker: di che si tratta, e perché è tanto importante?

Si tratta di un concetto che si basa su due assunti fondamentali, i quali poi offrono numerose implicazioni. L’idea è che uno stesso quantitativo di fiches non abbia lo stesso valore in termini di expected value, se a giocarlo sono due persone dalle capacità tecniche spiccatamente diverse.

Il giocatore più forte, infatti, prende decisioni più corrette e quindi le sue fiches nel lungo periodo “valgono di più”. E’ per questo, in fondo, che anche se all’inizio del Main Event WSOP sia Phil Ivey che il pensionato 58enne dell’Ohio hanno le stesse fiches, dovendo scegliere puntereste i vostri soldi sul primo.

Quando ho uno stack deep mi faccio quasi paura da solo – ci ha dichiarato Giuseppe – la mia strategia consiste nel giocare aggressivamente fin dall’inizio, così da essere eliminato in breve tempo oppure costruire da subito uno stack importante”.


La chip utilty, infatti, ci dice anche che più le nostre capacità sono elevate, più poter vantare uno stack profondo diventa decisivo. Infatti, quando il pensionato dell’Ohio di cui sopra passa  per esempio da uno stack di 50 ad uno di 100 big blinds il suo expected value aumenta.
Tuttavia, quando questo accade a Phil Ivey, l’expected value cresce molto di più, nonostante entrambi gli stack abbiano subito lo stesso incremento in termini di fiches.

Per questa ragione giocatori abili spesso giocano certe mani significative in modo aggressivo: se va male rimangono comunque in gioco nel torneo, e se invece va bene si candidano per raggiungere le primissime posizioni, quelle che spostano in termini di payout.

Giuseppe, ad esempio, nel corso del WCOOP Main Event dove è arrivato quarto è finito all-in al turn in una mano dove aveva A7 su board 89TA, col suo avversario che ha vinto la mano con AK: “Se avessi vinto quel piatto avrei potuto bullare il tavolo, e comunque anche perdendolo sapevo che mi sarebbe rimasto uno stack sufficiente per poter continuare a giocare”.

Cosa che poi ha fatto, ottenendo fra l’altro un risultato di quelli che non capitano certo spesso.