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NeverScaredB: al turn piovono reverse implied odds!

Se pensate che essere Ben “NeverScared” Wilinofsky significhi non sbagliare mai ad un tavolo da poker, siete fuori strada: il canadese pur essendo un professionista straordinario si mette costantemente in discussione, come nell’analisi di questa mano giocata recentemente ad un torneo di PokerStars.

Ci troviamo nelle prime fasi di un MTT da 162 dollari di buy-in, con bui 20/40 e stack di 3.280 fiches: da UTG+1 spilliamo 10 8 ed apriamo a 100, venendo chiamati sia dal giocatore in middle position che dallo small blind.

Il flop è a j 8 , e dopo il check dello small blind Ben punta poco più di mezzo piatto, venendo chiamato dall’MP ma subendo il rilancio dello small blind a 480: “NeverScaredB” chiama, e l’altro avversario folda.

Il turn è la street decisiva secondo Wilinofsky: il 10 gli consegna una doppia coppia, e lo small blind punta 920 fiches su un piatto di 1.487. Ben chiama, ma a suo avviso si tratta di un errore, preferendo a posteriori il fold, scelta che ha poi fatto al river quando lo small blind ha puntato 1.800 fiches sul 3 .

Potrebbe sembrare paradossale, visto che il dieci migliora la nostra mano, ma allo stesso tempo chiude progetti di scala, aprendo soprattutto la strada a delle robuste reverse implied odds.

Scrive infatti Ben: “Non possiamo limitarci a chiamare al turn sperando di migliorare la nostra mano, perché quando accade a volte abbiamo la mano peggiore, e quando non succede un certo numero di volte il nostro avversario potrebbe non essere disposto a pagarci con una mano che battiamo”.

Un ragionamento che certo è piuttosto ricorrente per chi gioca a poker, ma che evidentemente non sempre è così facile mettere in pratica quando più conta, ovvero nel momento in cui si ha poco tempo per riflettere, anche da parte di chi solitamente compie scelte molto migliori degli altri.