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Storie di Assopoker

Michael “ Sardo1110” Ibba: “i risultati sono dei boost emotivi, ti rendono affamato, ma non sono mai frutto del caso”

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01/11/2019 16:00

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Le Storie di Assopoker si arricchiscono di una nuova interessante chiacchierata, quella con Michael “Sardo1110” Ibba. 

Poco prima dello start degli Italian Championship Of Online Poker che si sono aperti nella giornata di domenica scorsa, abbiamo assistito all’intensificarsi della partecipazione dei reg più conosciuti del .it, tanto che le vittorie sono arrivate in quantità, vestendo i panni di allenamento in previsione delle Series. Uno dei giocatori che meglio ha interpretato il ruolo, è senza dubbio Michael “Sardo1110” Ibba e la nostra rubrica, “Le Storie di Assopoker”, non poteva non fargli visita.

Michael “Sardo1110” Ibba

Un pizzico di vita privata di Michael Sardo1110 Ibba

Ciao Michael, intanto grazie da parte mia e dei lettori di Assopoker, per aver risposto alle nostre domande. Dalle poche parole che abbiamo scambiato insieme, so che la tua famiglia è originaria della Sardegna ma non ho capito bene se sei nato sull’isola oppure dove vivi ora. 

“Ciao Andrea! Innanzitutto ringrazio te e Assopoker per lo spazio concessomi in questa rubrica.  

Nonostante le origini sarde dei miei genitori, sono nato al nord, precisamente a Tradate, Varese e da sempre vivo a Turate, in provincia di Como. 

Sono solito però tornare in Sardegna almeno una volta l’anno per le vacanze estive (più raramente anche in primavera), generalmente per 10 giorni o due settimane. Il mio nickname su PokerStars.it è abbastanza espressivo del mio attaccamento alla terra sarda.”  

Quale scintilla ha fatto scoccare l’amore verso il gioco? Amici, la tv, qualche sito letto di passaggio? Ti ricordi il momento esatto in cui è scattato tutto?

“Già nel 2013/2014 alcuni amici stretti (citerei su tutti Emanuele “NapoMDR” Napolitano,  Alessandro “Aleilrosso” Cerana e Alessandro “Ale777x” Maffi) grindavano gli mtt e di tanto in tanto aprivo i loro tavoli per capire qualcosa di più riguardo la meccanica che si celava dietro questa disciplina, che giorno dopo giorno aveva cominciato ad affascinarmi.

Alle domande in merito alle giocate che osservavo, ricevevo puntualmente spiegazioni. Anche la TV ha contribuito a far scoccare l’amore verso il gioco, ma sicuramente ha avuto un peso minore rispetto agli amici.” 

Le specialità

Ho notato che la stragrande maggioranza della tua attività pokeristica è formata dagli MTT, poco cash game o altre specialità tipo Spin & Go, Heads Up. Ci ho preso?

“All’apertura del cash game online, mi sono cimentato nella variante Omaha (affascinato dal fatto di giocare con 4 carte), ma ancora non avevo stimoli per mettermi a studiare seriamente la disciplina e abbandonai dopo qualche mese. Più recentemente ho anche provato gli Spin And Go (ne avrò giocati circa 1000 con buy in 5 e 10 euro), ma niente a che vedere con l’adrenalina che solo gli MTT ti possono dare.”  

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Curiosando tra i tuoi risultati, spiccano anche alcune bandierine live, tra cui il raggiungimento della Top Ten all’IPO di Campione del 2018. Ma non mi dai l’impressione di un animale da live al 100%. 

Dici bene, non sono solito fare live troppo spesso, direi esagerando 4/5 volte all’anno. Quando capita, preferisco scegliere mete fuori Italia, anche per visitare posti nuovi. Non amo giocare live ma sono occasioni per ricaricare le batterie, staccare dalla routine quotidiana, incontrare nuovamente gli amici. La prospettiva del “Big shot” è sicuramente stimolante per l’approccio al poker live. 

Il nono posto all’IPO di Campione d’Italia 2018 è stato inevitabilmente un grosso rammarico, ma come ben sappiamo, le delusioni sono all’ordine del giorno per i grinder MTT e occorre quindi abituarsi a questa idea. Ciò nonostante, quel risultato mezzo amaro mi ha regalato una certa consapevolezza di me stesso come giocatore e di quanto io possa ancora fare ai tavoli da poker.” 

I risultati

Ultimamente hai raggiunto un bel po’ di risultati positivi nei tornei di PokerStars, ma ignoro con tutta onestà se in altre room stai facendo bene o semplicemente se stai giocando da altre parti. Cosa scatta nella testa di un giocatore nel momento in cui centra un paio di risultati positivi che poi diventano sei, sette e, a prescindere dalla nostra “amica” varianza, si trasformano in “continuità”?

“Nelle altre room i miei nicknames non sono noti (a parte 888), qualche bandierina qua e la anche su Peoples e Ipoker ma sicuramente PokerStars sopra tutti in quanto a successi. Il susseguirsi di risultati di rilievo rappresenta un boost immediato a livello emotivo non indifferente, ti fa sentire quasi invincibile e ancora più affamato, più risultati ottieni e più ne vuoi avere. Affronti le sessioni più serenamente e più concentrato, si scatena insomma una catena di reazioni / sensazioni che influiscono positivamente sulla qualità del gioco. Spesso però, una lunga serie di risultati sono il frutto di impegno e studio costanti nel tempo, non arrivano cosi per caso. Tanto più li hai attesi e voluti, tanta più soddisfazione avrai quando li vedrai concretizzarsi!  

Ci saranno alcuni amici con cui hai raggiunto un certo livello di confidenza, coi quali ti raffronti in maniera più assidua degli altri. Chi sono se vuoi dircelo e chi, di questi, ammiri di più rispetto ad altri sotto il punto di vista tecnico-strategico?

“Le persone con cui mi confronto molto spesso a livello di gioco e strategia sono anche amici molto stretti, mi limiterò a citarne qualcuno (non me ne voglia chi non verrà menzionato).  

Sopra tutti la persona che ha creduto in me da sempre: Paolo Ciuffi, in arte “Vladharkon”, maestro e amico che mi ha fatto da guida fin dagli albori della mia carriera. Quanto conosco riguardo al gioco e quanto sono diventato a livello di player, lo devo fondamentalmente a lui. Proseguo citando Lucas “Arcadio94” Mascheroni, Domenico “Domenlan” Lando, Riccardo “Overbet91” Bonelli e Mattia “Cheever91” Baccassino. Il confronto con ognuno di essi è per me stimolante, mi permette di approcciare a idee e stili di gioco per lo più diversi dal mio, da cui cerco di trarre sfumature per affinare il mio gioco. Ognuno di questi ha contribuito in misura diversa alla mia crescita, come player e come persona, ma sono grato a tutti allo stesso modo per quanto mi hanno dato nel corso del tempo.” 

OnMyStreet

E se allargassimo l’angolazione della tua prospettiva, quali sono i giocatori in Italia che reputi un gradino sopra gli altri?

“A questo proposito non citerò alcun “Big” del panorama italiano, o comunque nessuno di super conosciuto L’outsider che voglio menzionare risponde al nome di “OnMyStreet” su PokerStars.it, regular ben vincente sulla piattaforma ad un abi non troppo alto ma di cui ignoro l’identità. Un player che incontro con frequenza e che più di ogni altro (attualmente) mi mette in difficoltà negli spot giocati, in grado di cambiare marcia al momento opportuno e che troppe poche volte commette errori a livello di gioco. A mio parere, un esempio di dedizione al gioco a cui ispirarsi. Chiunque tu sia, sappi che hai la mia stima!”  

Michael Ibba dopo il nono posto di Campione

A prescindere dai margini che si possono ancora cogliere nel nostro paese, che tipo di carriera può aspettarsi un giocatore professionista? Può bastare l’atteso annuale di un buon reg sul .it? 

“Tendenzialmente, l’atteso di un buon regular del circuito online italiano dovrebbe variare fra i 30 e i 50K annui. Le cifre più alte sono comunque abbastanza difficili da raggiungere a meno di big shot negli eventi delle Series (SCOOP, ICOOP). 

L’andamento di un anno di lavoro dipende (nella maggior parte dei casi) dall’andamento di questi eventi, non essendoci nel palinsesto giornaliero (fatta eccezione per il NOS) tornei che possano far incassare cifre cosi considerevoli, e dall’andamento delle sessioni domenicali, in cui i prizepool risultano visibilmente più grossi rispetto all’ordinario schedule infrasettimanale. 

Sebbene creda che l’atteso di un reg .it possa ancora bastare, nonostante un evidente crollo del mercato degli MTT nel corso degli ultimi 5/6 anni, non vedo troppe prospettive di carriera per un player che non si affacci prima o poi alle realtà internazionali, sia per una pura questione di competizione, ma anche di stimoli (oltre a prizepools molto più grandi).

Io stesso avevo plannato di trasferirmi altrove per provare a dare una scossa alla mia carriera da grinder, ma per motivi personali ho dovuto accantonare momentaneamente questa idea. Confido comunque di poter riconsiderare il progetto di qui a qualche anno! “

Il futuro e gli obiettivi

Vista con gli occhi di un ragazzo giovane della tua età, pensi che questo gioco possa durare ancora del tempo? E che tipo di sforzo e sacrificio può fare un MTT player Online per raggiungere i suoi obiettivi?

“Sono convinto che nonostante un mercato italiano non proprio florido al momento attuale, la disciplina degli MTT vivrà ancora per molto negli anni. La prospettiva di un guadagno enorme a fronte di una cifra investita generalmente bassa, attirerà sempre i giocatori amatoriali, e ciò permetterà ai tornei multi tavolo di avere seguito nel tempo.  

Per quanto riguarda la questione obiettivi, dipende tutto da quanto un certo player si pone come traguardi da raggiungere. Per chi come me fa del grinding MTT un vero e proprio lavoro, il tempo da impiegare a livello di studio e gioco è considerevole (ma anche in relazione ai sacrifici), complice anche un palinsesto giornaliero decisamente non omogeneo: la grande maggioranza dei tornei si concentra nelle ore serali, mentre fra mattina e pomeriggio il palinsesto risulta abbastanza carente. 

Ciò costringerà i players che giocheranno di sera ad avere orari e in generale una routine abbastanza insoliti. Sarebbe quasi impensabile (almeno in Italia) prendere in considerazione l’idea diventare un grinder MTT e giocare solo durante il pomeriggio, affrontando un field sicuramente più leggero e meno numeroso rispetto a quello serale, in quanto le prospettive di guadagno sarebbero visibilmente ridimensionate, dati i prizepool molto ridotti.  

I più ambiziosi sono quindi “obbligati” a darsi battaglia nelle sessioni serali, per almeno 4/5 volte alla settimana, augurandosi ovviamente che ogni sessione finisca più tardi possibile!”

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