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ABC del Poker

I 12 step applicati al poker, parte II: disciplina e mantenimento

Scritto da
12/11/2019 14:00

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Riprendiamo la scalata verso l’acquisizione di una nuova consapevolezza da pokeristi completi. La seconda parte dei 12 step è quella più difficile, scaliamola lentamente.

 

Ancora sei piccoli grandi sforzi, la seconda parte dei 12 step

Dopo i primi sei passi che vi abbiamo descritto nella prima parte di questo articolo diviso in due tronconi, riprendiamo oggi la scalata verso l’eldorado del pokerista perfetto e proviamo a fare nostra la seconda metà dei concetti.

Buona risalita!

Disciplina e autocontrollo

Non basta la conoscenza per vincere nel poker. Dobbiamo sviluppare una forza emotiva e mentale che ci possa portare a mettere in pratica ciò che abbiamo imparato. 

A che serve imparare che Q-7 da early va foldato se poi quel giorno ci sentiamo fortunati e li giochiamo? 

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Facciamo una lista delle cattive abitudini e combattiamole

La presa di coscienza dei nostri errori comincia con una sana abitudine a metterla nero su bianco. Scrivendo i nostri errori inizieremo a fare il primo passo verso la loro eliminazione.

Vedendoli scritti ci abitueremo a convivere con la loro presenza con il solo scopo di combatterli giorno dopo giorno. 

Combattiamo e risolviamo un problema alla volta

Roma non è stata costruita in un giorno. Abituiamoci a monitorare le nostre mancanze in modo intenzionale e proviamo ad affrontarle quando si presentano senza fare un minestrone.

Affrontiamole senza remore, consapevoli del fatto che non esiste un problema senza una soluzione. Ci vorrà del tempo, ma noi ne abbiamo quanto ne vogliamo.

Facciamo un inventario dei nostri miglioramenti nel momento in cui stiamo provando a crescere

Non basta notare dei miglioramenti e fare dei passi avanti. 

Dobbiamo prendere coscienza del parziale avanzamento dei nostri progressi e di eventuali stop di crescita, prendere nota di tutto in modo da avere un resoconto aggiornato della situazione in un determinato momento. 

Jared Tendler

Applicazione costante di ciò che abbiamo sviluppato per portare il nostro gioco a un livello superiore

La pratica rende perfetti, diceva un vecchio proverbio e anche se ci sentiamo a buon punto, avremo sempre qualcosa da aggiungere alla nostra crescita di giocatore. 

La padronanza di noi stessi richiede un’applicazione regolare e coerente, abbinata ad una disciplina ferrea e senza concessioni alle sbavature. 

Il segreto sta nel trasformare in abitudine e routine ciò che in precedenza era solo un’apparizione estemporanea. Mettiamo SEMPRE in pratica ciò che di buono abbiamo imparato

Condivisione di ciò che abbiamo imparato con gli altri, ma non al tavolo

La vera padronanza sta nell’insegnare agli altri ciò che abbiamo imparato, la condivisione aiuterà gli altri e noi stessi, ancor più se lo facciamo sia con la scrittura che con i discorsi verbali. 

Trovi qui la prima parte

Tratto da Pokernews

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