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Strategie di Poker

Non sai mai quando è il momento di fare squeeze? Ecco come cogliere l’attimo

Lo squeeze è uno strumento da maneggiare con cura nel poker, ma se sai come e quando utilizzarlo diventa una delle mosse più potenti ed efficaci.

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02/07/2020 10:00

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Partiamo dalla definizione di squeeze, una particolare tipologia di giocata che prevede di effettuare un grosso raise (non necessariamente all-in) dopo che ci sia stato almeno un altro raise e un call prima che tocchi a noi.

Per uno squeeze di successo, occorre che si verifichino alcune condizioni legate all’immagine che gli avversari hanno su di noi, e naturalmente alle tendenze degli avversari stessi. Insomma, è una questione di tempismo e analisi.

Il tipico esempio

Quando un giocatore loose aggressive apre da late position, gli attribuiamo un range di mani piuttosto ampio. Anche il giocatore che chiama in posizione può farlo con un ventaglio di starting hand molto largo, proprio per sfruttare le tendenze dell’open raiser.

Soprattutto, possiamo escludere dal range del caller le mani più forti come KK+ e probabilmente anche QQ e AK, includendo invece molte combinazioni marginali. Questo significa che il nostro eventuale squeeze ha parecchie probabilità di successo.

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Attenzione a non confondere uno scenario di squeeze come questo con altre situazioni simili, dove però lo squeeze non è consigliato. Ad esempio, se c’è un limp d’apertura seguito da un raise, questa non è un’opportunità per squeezare.

I range di squeeze

Come spesso succede, una giocata che ha determinate caratteristiche nel poker live, nell’online cambia sensibilmente. Online, i giocatori rilanciano e controrilanciano più spesso, ma fanno cold-call meno spesso.

Perciò, quando pariamo di range dobbiamo sapere che possiamo essere un po’ più libertini facendo squeeze dal vivo che online. Secondo molti esperti, è giusto fare squeeze almeno il 3% delle volte giocando a poker online e circa il 4% giocando live.

 

Squeeze

 

In queste percentuali ci sono ovviamente anche i range di squeeze per valore (con JJ+), che online dovrebbero essere attorno all’1,8% del range, mentre dal vivo possiamo aggiungere anche mani come AK (un altro 1,2%) per arrivare al 3% del range.

Perciò, quando dovremmo effettuare questa giocata in steal? Questo dipende più dalle situazioni che dalle carte in nostro possesso. La posizione post-flop è importante, perché migliora le nostre chance di vincere il piatto anche se il board non ci aiuta.

Che succede quando veniamo chiamati?

Facciamo un esempio. Un giocatore LAG apre da middle position e viene chiamato dall’hijack, un player piuttosto passivo. Da bottone, spilliamo 7 7 . Molti giocatori qui farebbero semplicemente una three-bet, rischiando di dare comunque buone pot odds a mani marginali o coppiette che possono voler giocare per set value.

Facendo squeeze, invece, costringeremo gli avversari a disfarsi delle loro mani più marginali, ma comunque pericolose per la nostra pocket pair di 7. E se veniamo chiamati?

Avremo comunque il 12% di probabilità di floppare almeno un set, e supponendo di essere chiamati da un solo player, quando settiamo non dobbiamo neppure fare check, perché oppo si aspetterà quasi sempre una nostra c-bet su qualsiasi tipo di flop.

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