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Analisi di una mano con Michael Mizrachi: trips alle WSOP

Scritto da
08/03/2011 08:27

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Una caratteristica comune a tutti i top Pro è che partecipano ai tornei soltanto per cercare la vittoria, e a tale scopo possono rischiare tutto lo stack – a prescindere dal livello di gioco – se ritengono di avere la giusta read sull’avversario.

Di questo ci dà infatti dimostrazione il noto giocatore professionista americano Michael Mizrachi, in questa mano giocata al WSOP Main Event 2010 ospitato dal Rio Hotel di Las Vegas.

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Con bui 50/100, “The Grinder” apre di 250 con 7 8 da middle position e due altri avversari chiamano dopo di lui. Il flop porta 7 7 4 e Mizrachi centra quindi un trips di sette: “Ho puntato 500 per apparire weak” racconta Mike, che in carriera ha vinto un braccialetto WSOP e due titoli del World Poker Tour.

“Volevo che qualcuno rilanciasse, ed infatti il primo dei due ha raisato fino a 2.000 e l’altro ha foldato. A quel punto, ho soltanto callato così da permettergli di continuare a bluffarmi su un board dry.”

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Al turn arriva un 2 , che crea la possibilità di chiudere scale, colori o un full-house, e Mizrachi fa check mentre l’oppo punta 3.600 sul quale Mike rilancia poi fino a 7.200: “Volevo dargli la possibilità di andarmi ancora sopra” spiega il Pro di Full Tilt Poker. “Non volevo raisare di più perché sentivo che avrebbe foldato. Volevo dargli l’opportunità di provare un bluff.”

L’altro non si fa pregare e piazza un re-raise in all-in per circa 18.000 che corrispondono a 2.500 chips in meno rispetto a quanto resta a Mizrachi. “C’ho pensato parecchio: poteva avere A7 ma anche 57 o 67, ed in tal caso il mio kicker sarebbe stato buono. Poteva essere in bluff totale oppure avere una coppia alta. In realtà, non mi sembrava capace di grosse giocate con air; non era il tipo che avrebbe callato pre-flop con qualcosa che conteneva un 7. Era invece più il classico giocatore tight che aspetta le carte migliore per provare il colpo grosso.”

“Ho ridato un’occhiata ai semi delle carte sul board perché davvero intanti amano giocare la roba suited in spot del genere. Inoltre, poteva anche aver overplayato una coppia di Jack. Comunque, pensavo di avere la mano migliore e quindi dovevo chiamare. Ritenevo di partire davanti contro il suo possibile range.”

Mike annuncia dunque il call e l’avversario gira j 9 per un flush draw. Il river è infine un 6 e Mizrachi si aggiudica una bella ricompensa per il rischio preso. “Io gioco sempre per vincere. Non importa a che livello del torneo mi trovi: a prescindere che sia il primo oppure che stia partecipando al final table, la mia giocata sarà sempre la stessa!”

Come poi forse ricorderete, “The Grinder” ha concluso il torneo in quinta posizione aggiudicandosi un premio in denaro da 2,3 milioni di dollari.