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Abbiamo J-J e un giocatore tight va all-in: Daniel Negreanu spiega come ragionare e perché foldare

In un interessante video sul suo canale YouTube, Daniel Negreanu ha spiegato come ragionano i migliori professionisti al mondo, concentrandosi sul concetto di "range advantage" e sul ragionare secondo combo

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27/09/2018 12:00

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Il poker è un gioco fatto di decisioni molto semplici e decisioni molto complesse. Per questo motivo è un gioco così popolare: i giocatori amatoriali si concentrano solo sulle decisioni molto semplici (ad esempio chiamano una puntata solo se hanno centrato qualcosa sul board) mentre i professionisti si dedicano soprattutto alle decisioni complesse, giocando invece con il “pilota automatico” per quelle standard.

Il primo step per diventare un giocatore vincente è quindi iniziare a comprendere le dinamiche più complesse e prendere decisioni ragionate anche nelle situazioni più difficili, senza farsi guidare solo dall’istinto. E se a dirlo è Daniel Negreanu dobbiamo davvero crederci, visto che ha costruito un’intera carriera sul suo “sesto senso”.

Kid Poker ha infatti pubblicato un interessante video sul suo canale YouTube, nel quale ha parlato dell’evoluzione del modo di ragionare e ha spiegato l’importanza di ragionare in base alle combinazioni delle mani. Concetti molto “GTO” che ormai fanno parte del modo di pensare del team pro di Pokerstars.

Daniel Negreanu

L’evoluzione del modo di ragionare nel poker

Nel 2004 nessuno utilizzava la parola range“, ricorda il canadese. “Si ragionava per singole mani. Per esempio, se rilanciavo da UTG e un giocatore mi 3-bettava da UTG+1, sapevo che poteva avere solo A-A, K-K, Q-Q, A-K. Diciamo che io avessi J-J e chiamassi. Su un flop come 8-4-2, molti avversari in questo spot puntavano con il punto (A-A, K-K, Q-Q) e checkavano dietro se non avevano il punto (A-K). Nel secondo caso, il giocatore in questione non aveva un range, ma una singola mano! Era come giocare a carte scoperte”.

Il poker si è poi evoluto, come spiega bene Kid Poker:

“A un livello molto elementare il poker è una questione di mano contro mano: cos’ho e cos’ha il mio avversario? Poi divenne la mia mano contro il range del mio avversario. Poi il mio range contro il range del mio avversario. Questo è il livello di pensiero più alto in assoluto”.

Daniel Negreanu spiega il concetto di “range advantage”

Cosa significa concretamente ragionare secondo range vs range? Curiosamente, Daniel fa lo stesso esempio che ha fatto Dominik Nitsche per spiegare la GTO (lo abbiamo riportato qui):

“Ci sono dei flop o dei board nei quali c’è il cosiddetto range advantage: non importa quali mani abbiano i due giocatori, si ragiona solo sul vantaggio che ha un range sull’altro. Ad esempio se UTG rilancia e il BB chiama e il flop è a 7 2 , l’UTG ha il vantaggio del range. Perché rilanciare da UTG implica un range più forte di quello del flat dal big blind e su quel board il range di UTG hitta alla perfezione. Ragionando in questo modo, il giocatore da UTG è avanti secondo i range anche se nella realtà dei fatti potrebbe essere dietro (ad esempio se UTG avesse K-K e il big blind avesse difeso il buio con A-3, ndr)”.

Ragionare secondo combo

Daniel conclude la sua interessante analisi parlando delle combo, un altro concetto che molti giocatori amatoriali non comprendono e quindi non sfruttano per giocare meglio.

“Ipotizziamo di avere J-J in un torneo, aprire il gioco e fronteggiare un all-in. Ipotizziamo che il range del nostro avversario sia Q-Q+ e A-K. Al di là delle pot odds, degli stack e della fase del torneo, dobbiamo chiamare? Per capirlo, bisogna ragionare sulle combo”, spiega Negreanu.

“A quante di queste mani siamo avanti? Una sola: A-K. Quante combinazioni ci sono di A-K? 16, perché per ogni Asso di un seme diverso, ci sono quattro Re. Quante combo di Assi ci sono? 6 combo. Stessa cosa per Q-Q e K-K, sono 6 combo ciascuna. Ciò significa che con il nostro J-J giochiamo contro 16 combinazioni di carte che battiamo (le 16 combo di A-K) e 18 combinazioni di carte contro cui partiamo indietro (le 6 di A-A, le 6 di K-K e le 6 di Q-Q)”.

All-in di un giocatore tight? Ecco perché foldare J-J

Una spiegazione interessante, che porta a una conclusione: contro un giocatore così tight è sempre meglio foldare preflop con J-J.

“Come vedete, pur essendo tre le mani contro cui siamo nettamente in svantaggio, la decisione non è poi così scontata, perché di queste tre mani ci sono meno combinazioni. Tuttavia, c’è da fare una considerazione: con J-J contro A-K siamo solo leggermente favoriti. In realtà è un coinflip, quindi 16 volte sarai in coinflip e 18 volte sarai in grande svantaggio. Ciò significa che nella maggior parte delle volte dovresti foldare J-J preflop contro un giocatore con quel range“.

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