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Altra Strategia

Flirtate con gli assi, ma evitate di sposarvi con loro. Ecco il perché!

Un torneo di poker, soprattutto se visto da lontano, sembra facile. Vedi gente che spilla gli assi, altri che costruiscono gli stack e altri ancora che portano a casa valanghe di soldi. Ma non è esattamente così.

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10/06/2021 14:05

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Non sposarti con gli assi

Non sposarti con gli assi

Non ho mai voluto giocare i tornei di poker per guadagnarmi da vivere.

Ho sempre pensato che potesse essere solo  un sogno, ma la scorsa settimana ho preso una vacanza dalla realtà, quando mi sono preso sette giorni di ferie per giocare il programma completo di tornei alle World Series of Poker Circuit Planet Hollywood. 

All’inizio di quella settimana ero pieno di eccitazione e speranza, ma alla fine ne sono uscito sconfitto, esausto e completamente demoralizzato.

È bello e facile guardare i tornei di poker da lontano e prendere nota di come i giocatori vincono le mani e costruiscono grandi stack, ma ciò che non vedi, o almeno quello a cui non presti molta attenzione, sono le innumerevoli persone che fanno girare a vuoto le loro gomme fino a quando non si schiantano contro la mano finale che li estromette dal torneo. 

Non sposatevi con gli Assi

Sono stato uno di questi giocatori in quasi tutti i tornei a cui ho giocato.

In realtà sono partito alla grande nel mio primo evento, un evento di no-limit hold’em con buy-in di $ 365. 

Ho ricevuto una coppia di assi quattro volte prima della prima pausa, un paio di volte in mani consecutive. 

Hanno vinto ogni volta, sempre. 

È stato fantastico, ed ero sicuro che fosse un preludio a quella che sarebbe stata una grande serie di tornei. 

Ho capito che mi stavo sbagliando, quando gli dei del poker hanno cambiato presto la loro melodia, trasformando la mia benedizione di carte stupende in una delle run più aride che abbia mai visto.

Nei successivi quattro tornei non sono mai stato al di sopra dello stack iniziale. 

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Ho passato ore e ore a foldare, e in quelle rare occasioni in cui ho visto un flop l’ho mancato completamente. 

Non c’è altro modo per descriverlo se non con pura frustrazione.

Il Main Event e la mano con gli assi

Quando è arrivato il Main Event da $ 1,675, mi sono convinto che le cose sarebbero cambiate. 

Non l’hanno fatto subito, perché ho bustato il Day 1a senza molto di cui scrivere. Niente di nuovo rispetto ai giorni precedenti, insomma. 

Tuttavia, al Day 1b, le cose sono iniziate ad andare per il verso giusto.

Per una volta le carte sono tornate da me, e grazie a diverse pocket pair, sono riuscito a raddoppiare il mio stack iniziale di 20.000, quasi subito. 

Quando i primi giocatori sono stati eliminati e di nuovi giocatori se ne sono aggiunti, alla fine mi sono ritrovato a un tavolo pieno di players fortissimi, che includeva Matt Berkey alla mia sinistra, Gavin Smith alla mia destra oltre che Erick Lindgren e Dennis Phillips seduti di fronte a me.

Con mia grande sorpresa, ho continuato a costruire lo stack anche contro la forte concorrenza, e quando il nostro tavolo si è rotto avevo davanti circa 70.000 a tarda sera. 

È stato allora che una grossa mano mi ha “morso il culo”, non per una bad beat, ma perché ho commesso un errore da amatoriale: mi sono sposato con gli assi.

Nella mano, che è iniziata con i bui a 600/1,200 con 200 di ante, ho spillato a **pc*  da under the gun e ho rilanciato a 3,000. 

L’azione è passata al giocatore da big blind, che ha deciso di difendere. 

Flop non malvagio

Il flop con k 8 5 mi è sembrato abbastanza innocuo, e sono rimasto un po’ sorpreso nel vedere il mio avversario uscire a 2,500.

Ho interpretato l’azione come se avesse preso una piccola porzione del flop – forse una coppia o un progetto di scala – e voleva vedere a che punto si trovava. 

Ho deciso di farglielo sapere rilanciando a 8.000. Ci ha pensato un po’, e sembrava sul punto di 3-bettare, ma alla fine ha semplicemente chiamato, il che ha portato al turn, un 5 .

Il mio avversario ha fatto check e, nel tentativo di controllare l’ammontare del piatto, ho fatto check dietro (pensavo che ci fosse una possibilità che avesse {7-}{6-} per una scala al turn). 

Quando il 2 è sceso al river, il mio avversario si è fermato per alcuni momenti e poi ha puntato 30,000, che era la maggior parte di ciò che gli era rimasto.

Avevo circa 47.000 dietro, quindi una chiamata mi sarebbe costata la parte migliore del mio stack. 

Il problema è che, mentre il mio istinto urlava che qualcosa non andava, stavo cercando di trovare un motivo per chiamare. 

Dopotutto, avevo gli assi! 

Col senno di poi, so quanto fosse incredibilmente stupido pensare in questo modo.

Per farla breve, ho deciso nella mia testa che stava bluffando o overbettando una coppia minore della mia e ho fatto call. 

Ha tirato su una coppia di otto per un set floppato e io ho mandato le mie chips verso di lui

Ero disgustato. 

Non perché avevo perso, ma perché ero il mio stesso peggior nemico. 

Se mi avesse 3-bettato al flop, senza dubbio le avremmo messe tutte e non mi sarei sentito male, sarebbe stato probabilmente un cooler e avrebbe mascherato bene il suo set. 

Opportunità non sfruttata

Invece, mi ha dato l’opportunità di uscire dai guai, ma l’ho comunque pagata fino in fondo perché non sono riuscito a staccarmi dai miei assi.

Il resto delle mie chips è scomparso poco tempo dopo, e il mio WSOP Circuit Planet Hollywood si è concluso senza nemmeno avvicinarmi a un premio. 

Mentre scrivo questo articolo, sto odiando il poker, non ho voglia di giocare.

Sono sicuro che la maggior parte di noi si sente così dopo aver bustato un grande torneo, figuriamoci uno ogni giorno per una settimana. 

So che la sensazione passerà e tornerò ai tavoli tra non molto, ma come ho detto, sono contento di non dover giocare ai tornei per guadagnarmi da vivere. 

Non fraintendermi. 

Ho un pazzesco rispetto per quei grinder da torneo che lo fanno giorno dopo giorno. 

Non è una vita facile. Sto solo dicendo che avere un lavoro a tempo pieno allevia molta della pressione associata al gioco del poker.

Ora, detto tutto ciò, aspiro ad essere come John Morgan, Paul Phua e Bill Klein, i quali hanno tutti fatto fortuna fuori dal tavolo e la usano per giocare ai tornei. 

Giocare a poker senza doversi preoccupare dei soldi, questo è il vero sogno, anche se dubito che accadrà mai!

Ad ogni modo, il punto dell’articolo di questa settimana è duplice. 

Primo, guadagnarsi da vivere giocando ai tornei di poker non è così facile come sembra (faresti meglio a essere un perdente il 90% delle volte). 

E secondo, non sposarti con gli assi. Spesso finisce con un brutto divorzio, soprattutto a Las Vegas!

Articolo scritto da Chad Holloway per Pokernews