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Casino Social App e Gioco Play Money: le applicazioni risarciscono i players perdenti per quasi $200 milioni

Tre cause hanno indotto i principali casino social app a dover risarcire i giocatori perdenti nello Stato di Washington. La somma sfiora i $200 milioni.

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10/09/2020 17:15

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Rischiano di far tremare l’intera industria del gaming play money tre cause legali negli USA, presentate nello stato di Washington, contro le più importanti casinò social app.

I colossi del gioco “fur fun”  si sono accordate con i giocatori perdenti che avevano presentato in tribunale corpose richieste di risarcimento danni. La complessa vicenda giudiziale si è conclusa con 3 accordi distinti.

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Come funziona il gioco play money e le casino social app

Se il gioco real money è ben regolamentato in molti stati, i casinò social game ed i giochi play money sono da considerarsi, da un punto di vista legale, in una zona grigia: non c’è una effettiva normativa, nonostante sia un gioco play for fun molto spesso “mascherato”, in realtà di denaro ne gira parecchio.

I giocatori atterrano su queste piattaforme o giocano sul telefonino attraverso delle app, senza che gli sia richiesto alcun versamento ma, una volta che è iniziato il gioco, i social gamblers hanno l’opzione di poter ottenere più chips ai tavoli, pagando. Se rimangono senza fiches, sono costretti a comprarle se vogliono proseguire.

Queste app play money sono diventate popolari soprattutto grazie ai social network: viene quindi colpito un pubblico non molto esperto.

Di fatto diventa, dal lato del giocatore, un gioco real money dal momento che paga per ottenere extra fiches anche se – in realtà – può solo pagare ma non può ricevere vincite in denaro. Quindi per questi casinò è una situazione win win. Non hanno problemi con la gestione del banco come un casinò classico.

Cosa dice la legge in Italia?

Per la legge italiana, ad esempio, il gioco è considerato real money solo se c’è una prospettiva di una vincita in denaro. Per il nostro legislatore, l’incentivo della vincita è determinante. Ed in effetti è un grosso stimolo per il giocatore, ma non è sempre così: le migliaia di players che fanno uso di queste social gaming app ne sono la testimonianza. La maggior parte dei gamblers gioca somme simboliche per divertimento, ma purtroppo anche in questo settore ci possono essere casi di dipendenza patologica.

Per tutelare i giocatori (soprattutto quelli più a rischio) sarebbe quindi necessario una regolamentazione chiara in materia, con inserimento di limiti di deposito e con la possibilità dell’autoesclusione, come avviene sulle piattaforme dei concessionari.

Solo la Gambling Commission britannica si è seriamente interessata al fenomeno ma, dopo una lunga fase di studio, per il momento, ha deciso di non regolamentare il settore con il rilascio di licenze che sarebbero invece opportune, considerando che le piattaforme social game non hanno alcun tipo di controllo su software, algoritmo, randomizzatore e sistemi di sicurezza per i giocatori.

Cosa succede negli Stati Uniti: le cause

Nello Stato di Washington però la normativa apre degli spiragli per la tutela dei giocatori, alcuni dei quali, dopo aver rimediato forti perdite (con continue ricariche di denaro per ottenere extra chips e sbloccare nuovi livelli e giochi) ha chiamato in causa, davanti ad un tribunale, due noti sviluppatori: Big Fish Games (BFG) e Caesars Entertainment (i proprietari di wsop.com e delle World Series) e della società di sviluppo play money Playtika (sponsor di alcune società di calcio spagnole della Liga). Quest’ultimo social casinò fornisce e sviluppa social slot online.

Il giudice del tribunale distrettuale, Ronald Leighton, ha approvato i 3 accordi sottoscritti tra i giocatori e le due società.

Per la legge dello Stato di Washington, la capacità di poter giocare a denaro è “una cosa di valore” e pertanto va tutelata. Nelle tre cause, i querelanti sostenevano di aver speso ingenti somme di denaro alla faccia del play for fun. Di fatto, secondo il loro punto di vista, si trattava di gioco d’azzardo illegale.

Secondo l’interpretazione legale, se il social game costringe il giocatore (che ha finito lo stake iniziale gratuito) a comprare nuove fiches per proseguire il gioco, allora siamo di fronte ad un caso di gioco d’azzardo.

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Casino social App: le loro strategie legali

Big Fish Games (BFG) è stata chiamata in giudizio insieme a Churchill Downs e Aristocrat Technologies (la prima è la piattaforma di gioco mentre la seconda è la società che ha acquisito tutto l’asset del social game proprio da BFG). Queste tre società dovranno pagare 155 milioni di dollari da distribuire ai players querelanti, in proporzione delle perdite subite.

Playtika sarà costretta a risarcire 38 milioni.

Secondo il portale statunitense Online Poker Report: “questi accordi non devono sorprendere. I prodotti in questione si basano proprio su alcune ambiguità sulla definizione stessa di gioco d’azzardo e le aziende che li producono desiderano preservare tale ambiguità. In genere, le software house, quando sono chiamate in giudizio dai giocatori, cercando di far rigettare i casi in tribunale (per vizi procedurali o formali, ndr). Nel caso contrario cercano di evitare un iter giudiziale che minerebbe il loro modello di business in larga scala e preferiscono quindi sottoscrivere deal extra giudiziali anche costosi.

 

Gli accordi prevedono anche nuove tutele per i players

L’aspetto più importante dell’accordo è che le società coinvolte dovranno impegnarsi a sviluppare il prodotto in maniera differente, dando delle precise garanzie ai social gamblers.

Questi giochi prevedono ora una autoesclusione volontaria: è uno strumento molto efficace che è stato approvato e rafforzato anche nel gioco online italiano regolamentato, di recente, ed è richiesto dai diverse giurisdizioni.

BFG metterà a disposizione dei giocatori problematici materiale per istruirsi dai rischi del gioco d’azzardo e su come potersi curare dai disturbi e dalla dipendenza dai videogiochi e social games.

L’aspetto più importante è che i players che perderanno tutte le fiches, potranno continuare a giocare con extra chips gratuite o, alternativa, può proseguire alcuni giochi senza gettoni (ma non si conoscono ancora i dettagli).

L’effetto domino per i casino social app

Siamo solo all’inizio: questi 3 accordi hanno provocato un effetto domino, almeno nello stato di Washington. Altre cause simili sono state presentate a Seattle e Tacoma, con ancora Playtika coinvolta insieme ad altri social casino come Double Down , High 5 Game LLC e HUUUGE. Al momento non è stato ancora raggiunto nessun accordo.

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