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Betting News: grossi problemi tra book europei e banche, William Hill vede crollare i profitti (-91%)

Betting News è la nostra rubrica sulle notizie che riguardano i bookmakers ed il mondo delle scommesse. A tenere banco in questo appuntamento settimanale sono le vicende che riguardano una delle società più in vista al mondo: William Hill, duramente colpita dai continui lockdown in Gran Bretagna con i suoi 1.400 betting shops che sono costretti a rimanere chiusi.

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05/03/2021 17:12

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Il prestigioso bookmaker inglese William Hill sta passando un periodo non semplice:  il crollo dei profitti nel 2020 per via del Covid19 e l’ultima tegola arriva dalla Svezia. Ma procediamo con ordine.

L’aver rifiutato in futuro alcune fusioni (vedi la proposta di The Stars Group 5 anni fa) ha indebolito la società britannica di fronte ad una concorrenza finanziariamente sempre più forte?

Difficile poter rispondere a questa domanda: Bet365 non ha fatto fusioni ed ha mantenuta ben salda la propria governance mantenendo un livello molto alto di performance. Ma Bet365 è una società che è rimasta sempre sotto la conduzione della famiglia fondatrice. Fare paragoni è azzardato, visto che William Hill è una società pubblica, quotata in borsa che deve rispondere a migliaia di azionisti e che opera sia sul terrestre che online.

Di fatto, quindi, le procedure decisionali ed interne sono soggette ad una burocrazia molto particolare ed il board deve rispondere a dei fondi d’investimento che hanno la maggioranza relativa.

William Hill

Photo courtesy of Sigma Malta

L’offensiva di Caesars porterà alla vendita

In un momento così delicato, nel bel mezzo di una pandemia mondiale, avere una leva finanziaria importante è senza dubbio una delle basi. Ma è ancora più importante la diversificazione. E qui entra in gioco una delle catene di Las Vegas più famose.  L’offerta di Caesars per il mercato statunitense pare aver indotto gli azionisti britannici ad accettare. Hills potrebbe presto passare di mano.

Mai come in questo momento è cruciale per le gaming company diversificare ed investire nel mercato americano.

L’esempio di Flutter: l’importanza di diversificare

Prendiamo l’esempio di Flutter che durante il lockdown inglese e dello sport, si è trovata con i betting shops di Paddypower con le porte chiuse e senza eventi sportivi in programma per Betfair. Peter Jackson ed i suoi manager hanno sudato freddo ma hanno velocizzato le procedure per la fusione con The Stars Group e grazie al poker (PokerStars) e ai prodotti online, Flutter ha chiuso un anno record. Inoltre aver assunto il controllo totale del bookmaker nord americano FunDuel ha fatto volare il titolo in borsa.

William Hill: il problema è lo sport retail ed i lockdown del 2020

William Hill invece, avendo un focus orientato soprattutto sullo sport retail (con molte agenzie chiuse in Gran Bretagna) ha sofferto per parecchi mesi con i lockdown imposti dal governo.

Dallo sport betting online si registra un +4% delle revenues (teniamo conto del blocco dello sport per oltre 3 mesi).

A testimoniare tutto ciò sono i dati riguardanti i giochi online che sono cresciuti, ma non come per le altre multinazionali concorrenti: le entrate sono state pari al 10% in più rispetto al 2019.

Morale della favola, il bookmaker della Regina ha registrato un crollo dei profitti (anno su anno) del 91%. L’utile pre tasse rettificato annuo è sceso a 9,1 milioni di sterline dai 96,5 milioni dell’anno precedente.

Le revenues sono calate del 16%, con entrate nette pari a 1,3 miliardi di sterline.

Purtroppo i 1.400 betting shops sono dovuti rimanere chiusi. Le entrate da retail nel 2019 sono state pari a 717 milioni di pounds, nel 2020 354,2 milioni.

A mitigare in parte l’impatto della pandemia sui conti di Hill è stato il rimborso sull’IVA del Governo britannico pari a 208 milioni di sterline.

Buone notizie arrivano dalla divisione internazionale (ricavi netti +12% su base annua) con una performance positiva in Italia e una crescita della quota di mercato in Svezia e Danimarca.

In Svezia problemi gravi con il sistema bancario

Proprio nel paese scandinavo si è registrato un altro spiacevole caso che pone in evidenza il problematico rapporto tra il mondo del gaming online ed il sistema bancario: William Hill è l’ultimo operatore con licenza svedese a presentare un reclamo alle autorità locali (Finansinspektionen), dopo che la Skandinaviska Enskilda Banken AB (SEB) ha deciso di revocare i servizi bancari alla multinazionale, lo stesso atteggiamento di chiusura applicato anche ad altri operatori.

Mr Green (di proprietà di Hills) ha deciso di presentare una richiesta di ingiunzione scritta all’ autorità di vigilanza finanziaria. L’aspetto grave della licenza è che la SEB ha giustificato il provvedimento, facendo riferimento ad espliciti dubbi generali nei confronti del settore del gioco d’azzardo online.

Senza però il sistema bancario a supporto, il settore del gioco legale rischia di non poter più operare. In questo caso le organizzazioni criminali tornerebbero a controllare una grossa fetta di quel business.

EGR Intel – in esclusiva – ha rivelato che a William Hill sono stati negati gli accessi a servizi bancari alternativi da Nordea, Handelsbanken, Danske Bank e Swedbank per motivi simili.

Hills – nella sua denuncia – cita operatori concorrenti con sede in Svezia che stanno mantenendo i loro accessi bancari aziendali, nonostante affrontino gli stessi rischi. I medesimi problemi si stanno riscontrando – da parte di altri bookmakers – a Malta ed anche in Italia. I rapporti tra banche sarà la prossima sfida per l’industria del betting internazionale. C’è però prima da battere una pandemia e contenere gli effetti negativi per l’intero settore.