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Il business delle slot per i casinò. i gamblers in Nevada hanno perso $7 miliardi. la differenza di payout tra Vegas e l’Italia

Si parla molto dell'apporto strategico, in termini finanziari, delle slot machines per le casse dello Stato italiano. Ma negli altri paesi è lo stesso? Abbiamo voluto consultare i dati generali dell'industria del gambling per eccellenza: quella di Las Vegas e del Nevada, per cercare di capire se "tutto il mondo è paese".

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29/12/2016 14:30

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Nel 2015, l’industria del gambling del Nevada si è assicurata 11,1 miliardi di dollari, ripartiti tra casinò e Stato. Un miglioramento dello 0,87% rispetto ai margini del 2014. E’ dal 2013 che i profitti sono stabili per i casinò. Il record è stato nel 2007, quando i giocatori hanno perso più di 12,8 miliardi, poi è stata modificata una legge sulle slot machines ed i margini lordi sono calati in proporzione. L’anno scorso il  margine per il banco è stato dell’8,03% con una crescita dei profitti lordi del 2,11%.

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UN ESERCITO DI MACCHINETTE A VEGAS

In Nevada, sono attive 149.364 slot machiens, 4.000 in meno rispetto al 2014. In linea con il trend generale: pensate che nel 2001 erano addirittura 191.000 le macchinette, poi una legge ha “calmierato” il mercato. Ben 15 anni fa c’erano 43.400 postazioni in più sulla Strip e dintorni. Ma quando si parla di Las Vegas tutto è relativo. Le slot le trovate in ogni angolo dell’aeroporto, per farvi capire.

Come detto anche in Nevada però hanno voluto dare un segnale. Ed in Italia? Per la Legge di Stabilità del 2016, il Governo Renzi si era impegnato a ridurre, entro il 2018, il parco macchine del 30%. Molto probabilmente questo compito spetterà al nuovo esecutivo guidato da Gentiloni, ma la pressione delle opposizioni rimane forte su questo tema e non potrebbe essere altrimenti, almeno a consultare i dati sulla spesa.

C’è da dire che nel nostro paese però i giocatori perdono, in proporzione, molto di più, complice una tassazione altissima applicata fuori dai casinò.

PAYOUT MEDIO IN ITALIA E IL NEVADA A CONFRONTO

Nei bar e ai tabacchi in Italia il payout medio è bassissimo e corrisponde a circa il 71% del giocato, dopo l’innalzamento del Preu voluto dallo stesso Renzi nella legge di stabilità del 2016.

A Las Vegas invece le slot presentano dati ben diversi. Nel 2015 il margine del banco è stato del 6,57% (payout 93,43%), il migliore degli ultimi 16 anni, molto probabilmente perché alcuni jackpot milionari non sono ancora stati assegnati.

Un trend confermato nella maggior parte dei casinò del mondo (sale italiane comprese) dove la media del denaro restituito ai giocatori è ben superiore al 90%. Nell’online in payout può arrivare anche al 98%.

LE STRATEGIE DEI CASINO’ DEL NEVADA

I casinò vogliono mantenere il gioco molto attrattivo in Nevada, con payout alto, per spingere i gamblers a giocare sempre di più. In questo caso guadagnano “poco” (circa 160 dollari al giorno per postazione) su numeri però giganteschi.

Le slot rimangono il business più in vista per i casinò di Vegas, Reno etc. L’industria del gambling, grazie alle macchinette incassa ben 7 miliardi di dollari su un totale di 11 miliardi di profitti lordi derivante da tutti i giochi.

Numeri che ricordano molto quelli del nostro paese: nei primi 10 mesi del 2016, gli italiani hanno perso 17 miliardi di euro (e la parte del leone la fanno le slot mentre la spesa nell’online è stata di circa il 4%) e ben 9,8 miliardi sono andati allo Stato in modo diretto (più ci sono tutte le imposte indirette e le entrate derivanti dall’indotto).

In base alle ultime stime pubblicate da Agipronews, nel 2016, lo Stato dal gioco ha incassato 5 miliardi e 850 milioni di euro solo dagli apparecchi da intrattenimento (sui 10 miliardi complessivi), dei quali, 4,6 provenienti dalle slot machine.

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