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Stu Ungar Story: quando a Miami sfidava i ricchi businessman a Gin Rummy

Sappiamo tanto della storia e della vita di Stu Ungar. Ma c'è uno spaccato della sua esistenza che in pochi conoscono. Già imbattibile a Gin Rummy fin da adolescente, fu quasi costretto a lasciare New York appena maggiorenne perché nessuno osava sfidarlo. L'approdo fu in quel di Miami. Nuova vita, nuovi avversari e in qualche caso nuova identità. 

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15/10/2020 12:00

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Dalla Grande Mela alla Florida

Stu Ungar come i ricercati nel Far West. Certo, quelli erano dei criminali, lui un semplice neo maggiorenne, la cui unica colpa era quella di distruggere tavoli di Gin Rummy come se piovesse. Ormai nella grande mela il suo nome era diventato un must e poco alla volta nessuno osava più sfidarlo. Troppo forte, una memoria pazzesca e strategie inarrivabili per i suoi avversari. Insomma, tutti avevano alzato bandiera bianca di fronte al suo strapotere.

Stu Ungar

Così una volta compiuti i 18 anni, anche per scappare da alcuni debiti contratti con le scommesse clandestine sulle corse dei cavalli, il giovane Stu Ungar piena uno zaino di vestiti e soldi, dirigendosi alla volta di Miami. La città della Florida, oltre al clima sicuramente più mite, da alcuni anni attirava ricchi uomini di affari per tornei e partite private di Gin Rummy.

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Siamo agli inizi degli anni ’70, le tecnologie che conosciamo oggi erano un miraggio e dunque infiltrarsi in questa nuova realtà è semplice per uno sveglio come Stu Ungar. A Miami nessuno conosce il suo nome e nessuno può immaginare che razza di fenomeno possa essere. Così piano piano riesce a prendere parte ai tornei più importanti della città, ma soprattutto riesce a prenotare qualche sedia in quelle ricchissime partite private, composte per lo più da uomini d’affari.

Un cecchino

Nel giro di un anno, dal suo arrivo in Florida, Stu Ungar è ormai una presenza fissa nei tornei che si giocano lungo la costa. In questo modo si mette in luce, allaccia nuovi contatti e riesce a farsi invitare a queste partite private fra uomini di affari. Miami agli inizi degli anni ’70 è una città in crescita, che vede arrivare tanti capitali portati da uomini che vogliono impiantare nuove attività e dunque, è il luogo ideale per Stu Ungar.

Infatti una parte di quei soldi finiranno nelle sue tasche, dopo combattute partite di Gin Rummy: adesso nella villa del magnate dell’acciaio, poi nell’attico del Re dei ristoranti della Costa e così via. Ogni ricco che ha la passione per il Gin Rummy, diventa il bersaglio preferito del grande campione. Non solo, ma stando a fonti molto vicine a Stu Ungar nel suo periodo in Florida, i bersagli preferiti erano diventati 3 uomini d’affari che di tanto in tanto si spostavano dalla costa Ovest a quella Est del Paese.

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Tre imprenditori nel campo dell’edilizia. I suddetti uomini fra un grattacielo da costruire e una serie di appartamenti in riva all’oceano da progettare, ingannavano il tempo libero con delle partite di Gin Rummy. Si parla di una decina di sessioni contro Stu Ungar. Il risultato finale ve lo potete immaginare tranquillamente: vittoria agile della futura stella del poker, oltre 1 milione di dollari vinti ai 3 uomini d’affari e il divieto per lo stesso Stu di sedere ancora alle loro partite.

I camuffamenti

A distanza di quasi due anni dal suo arrivo in Florida, per Stu Ungar si ripropone lo stesso problema patito nella grande mela. Il suo nome è diventato di dominio pubblico anche a Miami, tutti conoscono le sue infinite skill nel gioco e nessuno sembra più disposto a sfidarlo. E qui serve il colpo di genio, per continuare a mietere i tavoli di Gin Rummy e vincere un sacco di soldi. Spazio allora alla fantasia e ai camuffamenti.

Parrucche, baffi finti, occhiali da studente modello, e poi ancora abiti signorili da alternare a quelli sportivi e così via. Serve insomma una nuova identità da utilizzare di volta in volta. L’intuizione da i suoi frutti, visto che ancora per un paio di anni Stu Ungar, sempre sotto falsa identità, vince e stravince, soprattutto nelle partite private. Proprio in una di queste, conosce uomini d’affari che bazzicano Las Vegas.

Sin City chiama, Stu risponde

Raccontano di una città che si sta avvicinando sempre di più al poker. La texana a due carte. Un gioco che lo stesso Ungar conosce bene, ma sul quale sembra nutrire dubbi. E invece, un poco alla volta, grazie anche ai racconti di questi avversari, la sua indole di gambler e di giocatore a 360 gradi viene fuori, assieme alla curiosità di misurarsi con i grandi campioni del poker.

Stu Ungar tra Jack Binion e Doyle Brunson, dopo la sua prima vittoria al WSOP Main Event

A metà degli anni 70, Stu Ungar dice addio a Miami e si trasferisce a Las Vegas. Un po’ per giocare a Gin Rummy contro annoiati uomini d’affari, ma soprattutto per mettersi alla prova al tavolo verde da poker. I risultati, i trionfi, le cadute, le risalite le conosciamo a memoria. Fanno parte della storia di una grande leggenda del poker che purtroppo abbiamo perso troppo presto.

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