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Quando il magnate Kerry Packer perse $ 15 milioni in 4 tavoli di roulette: è lui il re delle balene!

Kerry Packer è il re delle balene, the king dei casinò ma anche dei media australiani. Fino al 2005 (anno della sua morte) forse è stata la persona più influente nel mondo dell’informazione in Oceania (prima dell’avvento di Murdoch) e l’uomo più ricco nel suo paese.

Il figlio James Packer e l’impero nel gambling

Famoso per uno stile di vita un pò sopra le righe, ha fatto la fortuna di parecchi casinò in giro per il mondo, a tal punto che dopo la sua morte, il figlio James Packer ha deciso di passare dall’altra parte del banco e di investire gran parte delle risorse della famiglia nella catena Crown Resort Casino, una delle più importanti compagnie di gambling ed intrattenimento mondiale, con sale ed hotel da gioco a Macao, in Australia (pensiamo al Crown di Melbourne) e Las Vegas (anche se è intenzionato a ritirarsi dal Nevada). James ha aperto anche un casinò con Robert De Niro ai Caraibi.

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Quando il nonno trovò per strada 10 scellini e scommise su un cavallo…

Il padre Kerry però è stato uno dei più grossi gambler della storia. Il gioco d’azzardo è stata alla base delle fortune di famiglia: il nonno fece fortuna grazie ad un cavallo. Trovò per strada, nell’isola della Tasmania, alla fine dell’ 800, 10 scellini. Decise di giocarli su un cavallo, vinse e grazie a quel colpo di fortuna, comprò un biglietto per la terraferma australiana, dove trovò lavoro come giornalista.

Da lì è nata l’ascesa dei Packer nel mondo dell’informazione e del gambling, con la stazione televisiva Nine Network e il più grande casinò australiano: il Crown di Melbourne.

Quando perse 15 milioni alla roulette

Kerry Packer era un giocatore high roller che ha lasciato il segno: scommetteva forte, a blackjack è arrivato a puntare anche 450.000$ a mano, lasciò invece ad un dealer di un casinò una mancia a sette cifre ma il record l’ha battuto al Crockford di Londra quando scommise in una sessione 15 milioni di sterline distribuiti su 4 tavoli di roulette: perse tutto! Uscì dal casinò impassibile, per una tranquilla passeggiata.

Era uno degli ultimi giorni del 1990, ma nonostante queste pesanti sconfitte, Packer non si fermò mai.

Amava il poker

Packer è stato un personaggio unico ed eccessivo: appassionato giocatore di poker, fumatore accanito, verrà però ricordato per le sue vincite e perdite titaniche. Aveva un carattere vulcanico ma quando entrava in una sala da gioco assumeva un atteggiamento molto signorile, anche dopo brucianti sconfitte: nel 1999, si rinchiuse per 3 settimane dentro un casinò londinese, lasciando alla fine alla sala da gioco l’equivalente di 28 milioni di dollari che rimane una delle perdite più pesanti del gambling britannico.

Las Vegas

E giocava in bankroll… Per lui era un’altalena continua. Una volta all’MGM Grand di Las Vegas vinse 33 milioni. Era la croce e la delizia dei casinò, in particolare a Londra, spesso i manager sudavano freddo. Per sfidare Packer, le sale da gioco dovevano avere le spalle larghe.

Nell’agosto del 2000, a Las Vegas si rese protagonista di una vera abbuffata ai tavoli di baccarat. Perse circa 15 milioni in tre giorni e, a leggere le cronache del tempo, era reduce da 10 mesi da incubo, con un rosso di ben 27 milioni di sterline.

Quello stesso anno, sempre al Crockford di Londra perse altri 11 milioni di sterline a blackjack. Per lui erano briciole (ma non per questo motivo il suo comportamento non è criticabile), considerando il suo patrimonio personale valutato in 6,5 miliardi di dollari australiani nel 2004.

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Eppure aveva una memoria fotografica ed era comunque temuto: una volta all’MGM Grand vinse 13 milioni a blackjack. Al Crockford era solito bettare 250.000 sterline a mano (ma arrivò a 450.000 pounds).

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Il Crown di Melbourne è di proprietà della famiglia Packer

Coinflip da $ 100 milioni

Era un grosso gambler. Leggenda vuole (lo racconta nella sua biografia Bob Stupak) che durante un torneo di poker allo Stratosphere Casino, era seduto al tavolo con un petroliere texano che riceveva le attenzioni delle belle cameriere in sala.

Packer, per prenderlo in giro, gli chiese quale fosse il motivo di tutta questa attenzione da parte del genere femminile nei suoi confronti e il texano rispose: “possiedo 100 milioni di dollari”. “Davvero?” rispose l’australiano fingendosi stupito, poi con indifferenza tirò fuori una monetina “testa o croce?”. Il petroliere imbarazzato calò la cresta e si rifiutò di sfidare la sorte, il problema è che Packer faceva terribilmente sul serio.

Quella volta a blackjack…

Era noto per la sua condotta signorile nei casinò. Una volta prestò all’attore George Hamilton 125.000 sterline in chips: Hamilton aveva due assi e voleva splittarli, ma non aveva abbastanza soldi, Packer non esitò a prestargli il denaro. L’attore riuscì a fare 21 con entrambi gli assi e offrì una parte della vincita a Packer che rifiutò.

Otto infarti ed una morte apparente solo per pochi minuti

Anche se per lui erano spiccioli, tutti questi swings non hanno fatto bene alla sua salute. Per ben otto volte è stato vittima di attacchi di cuore e, per sua stessa ammissione, è stato dichiarato clinicamente morto il 7 ottobre del 1990, dopo un arresto cardiaco. Si risvegliò in modo miracoloso.

“Sono stato dall’altra parte per alcuni minuti, ma è stato anche troppo tempo per i miei giusti. E lasciate che ve lo dica: non c’è niente!”. Morì nel 2005 (all’età di 68 anni) dopo aver giocato altre migliaia mani a blackjack, poker e baccarat e fumato un’infinità di sigarette.

Attenzione!

Giocate solo per divertimento e non oltre le vostre possibilità. Il Signor Packer è stato per anni l’uomo più ricco d’Australia, disponeva di un patrimonio personale di oltre 6 miliardi di dollari australiani nel 2004. E’ stato calcolato a Las Vegas che quando perse 11 milioni di dollari in una sessione di blackjack, per lui quella non rappresentava nulla o quasi. In proporzione era come se un uomo con 3mila dollari in banca, ne perdesse 15$. Ed in tutti i casi, il suo comportamento non è esente da critiche.

Giocate con responsabilità e tenendo sempre a mente le probabilità di vincita per ogni gioco.

Giornalista e consulente nel settore dei giochi da più di due decenni, dal 2010 lavora per Assopoker, la sua seconda famiglia. Ama il texas hold'em e il trading sportivo. Ha "sprecato" gli ultimi 20 anni della sua vita nello studio dei sistemi regolatori e fiscali delle scommesse e del gioco online/live in tutto il Mondo. Editor in Chief.