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Annie Duke: “Il poker? Deve imparare dallo snowboard”

Scritto da
23/02/2012 10:02

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Annie Duke nei tornei live ha vinto oltre 4.000.000 $Il poker, che pure negli ultimi anni ha saputo raccogliere proseliti in tutto il mondo, non può ancora essere considerato un fenomeno propriamente di massa, avendo ancora ampio margine perché possa essere ancora più conosciuto dal grande pubblico.

Ne è convinta Annie Duke, che in un’intervista rilasciata a PokerListings sottolinea quanto le nuove leve del poker live non siano così famose quanto dovrebbero, naturalmente riferendosi non tanto al pubblico di appassionati ma piuttosto a chi il Texas Hold’em lo conosce più che altro per sentito dire, magari per averlo sfiorato qualche volta in TV.

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Ho avuto molta fortuna a far parte del circuito quando ai tornei i giocatori erano sempre gli stessi, un gruppo di persone limitato che era conosciuto e apprezzato dai fan più di quanto non accada adesso”.

Il problema in effetti esiste. Spesso i giocatori più popolari al grande pubblico non sono necessariamente anche i più forti o vincenti, ma sono quelli che hanno saputo mettersi in luce in televisione, o guadagnarsi la popolarità precocemente.

Del resto, agli occhi di un quarantenne che si approcci al gioco in modo piuttosto casuale e sporadico che differenza potrà mai esserci fra Jonathan Duhamel o Pius Heinz, come potrà sapere chi sono Chris Moorman o Daniel Cates?

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Questo spiega la popolarità apparentemente sempreverde di personaggi che nel mondo del poker hanno raggiunto l’apice alcuni anni addietro, come ad esempio Phil Hellmuth, ma non solo.

Certo, un giocatore professionista si dirà che non debba far altro che preoccuparsi di guadagnare quanto più denaro possibile, ma giocoforza il suo destino è interconnesso alla popolarità del gioco, e quindi al confluire di player occasionali nel circuito, senza i quali il Texas Hold’em finirebbe per tornare di nicchia, e quindi verosimilmente molto meno profittevole.

John Jackson è uno fra gli snowboarder più famosiPer uscire da questa empasse, c’è chi ha preso a modello lo snowboard, uno sport che dall’essere “underground” in Nord America è diventato molto popolare da quando è approdato sulla tv generalista, facendo intuire a molti quanto potesse trasformarsi non solo in uno sport diffuso ma anche in un mercato profittevole.

L’idea insomma è di percorrere passi simili, con più tornei possibili coperti da dirette televisive e dall’altro con l’intento di emanciparsi da un’immagine negativa che ancora lo opprime: “C’è ancora una larga parte della popolazione che guarda al poker con sospetto, come se fosse qualcosa di ambiguo o peggio”, dice ancora Annie Duke, che proprio attraverso la Epic Poker League aveva cercato di muovere alcuni passi in questo senso.

C’è da dire che secondo più di qualcuno l’esperimento ad oggi non è stato propriamente un successo, ma la strada sembra comunque essere tracciata, perché se essere destinati “a pochi intimi” ha un certo fascino al mondo del poker questo da tempo non basta più.