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Bryn Kenney, le carte nel destino: dalle figurine a Magic fino alla scoperta del poker

Bryn Kenney racconta la storia della propria vita, legata a doppio filo ai giochi di carte ben prima di arrivare al Texas Hold’em. Dalle figurine di baseball da piccolo a Magic: The Gathering durante l’adolescenza, prima di scoprire il poker.

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19/03/2019 11:05

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Ci sono giocatori che si imbattono nel poker da ragazzi o addirittura da adulti, senza aver mai davvero giocato a carte prima di quel momento. E poi c’è Bryn Kenney, uno dei giocatori di poker americani più vincenti di sempre, con uno score che recita oltre 30 milioni di dollari incassati in carriera nei tornei di poker live.

Il nativo di Long Beach era in qualche modo destinato ad una carriera del genere, lui che ha cominciato a giocare a carte sin da quando era piccolo. Un’evoluzione, la sua, che lo ha portato dalle figurine a Magic: The Gathering, prima di incontrare il Texas Hold’em.

 

Bryn Kenney

Bryn Kenney

 

La passione per le figurine

Come ricorda nella rubrica Before the Game di PokerNews.com, Bryn Kenney maneggia carte praticamente da sempre. “Quando avevo un anno e mezzo, i miei genitori mi facevano sempre vedere le figurine di baseball. Prima di imparare a leggere, conoscevo i nomi di 75 figurine diverse solo dall’immagine.

Un talento naturale insomma, una memoria fotografica che si può certamente allenare, ma che non arriva mai a certi livelli senza l’aiuto di Madre Natura: “Penso che mi abbia aiutato a sviluppare questa incredibile memoria che ho sempre avuto. Riesco a ricordare di tutto, persino un pranzo consumato tre anni fa, sento ancora il sapore in testa”.

A 12 anni, l’incontro con Magic: The Gathering: “Ero ad un picnic di famiglia e uno dei miei cugini, che aveva un negozio di carte, vendeva questi mazzi base”, spiega Kenney. “Me ne innamorai e cominciai a giocarci di continuo. Magic è un ottimo gioco di strategia.

Il numero 1 al mondo di Magic a 14 anni

Bryn Kenney e Magic, un connubio vincente e a lungo tempo indissolubile. Tanto che a 14 anni, l’americano era in testa alla classifica mondiale per la categoria under 15.

Ma i tempi cambiano, e così le esigenze di un ragazzo che esce dalla pubertà per abbracciare l’adolescenza. Le scuole superiori, le prime ragazze, e Magic passa un po’ in secondo piano: “Una volta cresciuto, mi dissi che Magic non era una cosa così cool da fare il venerdì e il sabato. Alle superiori ero in forma, vestivo aderente, capelli neri gellati. Uscivo con le ragazze più belle e tutti mi odiavano per questo”.

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Bryn Kenney e il poker

Che cos’hanno in comune Bryn Kenney, Bertrand ‘ElkY’ Grospellier, David Williams e i  nostri Dario Minieri e Pier Paolo Fabretti? Hanno tutti cominciato a farsi un nome proprio giocando a Magic: The Gathering.

“Quando David Williams arrivò 2° al Main Event WSOP, tutti quelli che giocavano a Magic pensarono: ‘Caspita, se può vincere lui $3,5 milioni allora posso farcela pure io’. Perché in Magic non giravano molti soldi, quindi fu in quel momento che mi convinsi a giocare a poker”, afferma Kenney.

A dargli la spinta decisiva, però, fu l’improvvisa morte della nonna, che lo aveva spinto a diventare un broker. Per Bryn c’era già pronto un posto di lavoro, proprio nell’ufficio della nonna. Ma una settimana prima dell’esame per ottenere il patentino, la scomparsa della donna cambiò il suo destino.

“A quel punto per me non c’era più motivo di continuare. In realtà non volevo fare quel lavoro, lo stavo facendo solo perché avevo qualcuno che mi spingeva”, ricorda l’americano. Perciò niente esame: Bryn si trasferì dal nonno, per fargli compagnia, e fu lì che cominciò a giocare a poker online.

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“Le carte sono carte”

Fu amore a prima vista.

“Giocavo continuamente, tutto il giorno”, continua Kenney.

Ma come può un giocatore così forte di Magic trasferire le proprie skill da un gioco di strategia a un altro? Le carte sono carte. Credo che passare da Magic a poker sia stato facile: alla fine è solo un mazzo diverso di carte”.

E i risultati non tardarono ad arrivare…

[Fine prima parte]

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