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Dario Minieri e la trasferta high stakes alla PCA del 2008: bluff pazzeschi e il pot più grande della sua carriera

Tra il 2006 e il 2009, Dario Minieri è stato uno dei personaggi più noti nel mondo del poker. Se in Italia era il punto di riferimento per migliaia di appassionati di Texas Hold’em, anche all’estero Darietto godeva di grande stima tra colleghi e occasionali. Lo dimostra l’entusiasmo con cui è stato accolto il suo ritorno alle WSOP di quest’anno, con elogi di player insospettabili come Conor Drinan e il campione del mondo Ryan Riess.

D’altronde, dieci anni fa Dario giocava nelle partite di poker più al mondo, tanto online quanto live. E al tempo stesso documentava la sua scalata verso l’olimpo del poker su un blog che è visibile ancora oggi. Leggere le sue parole a distanza di quasi dieci anni è un salto nel passato che per molti scatenerà una forte nostalgia.

Dario Minieri

Dario Minieri nel 2008: la trasferta alle Bahamas

Nel gennaio del 2008, Dario era alle Bahamas per partecipare alle PCA di Pokerstars. Ovviamente giocò il Main Event da $10.000, ma il motivo della sua trasferta era un altro: in quei giorni, sfidò i più forti al mondo in una partita di cash game high stakes con centinaia di migliaia di dollari in gioco.

“Cominciamo con il primo giorno: sono andato al cash game e ho perso $30.000 giocando veramente male e vedendo poche carte“, scriveva il pro romano. “Il tavolo era pieno di giocatori online molto forti adz, jcm11, hazard21, monkey101 e altri ottimi giocatori del live”.

Se la prima giornata lo vide perdente per $30.000, la seconda giornata non andò meglio, soprattutto nel Main Event PCA:

“Vi racconto la mano che mi ha buttato fuori dal torneo: faccio un raise all-in su un late position raiser che avrebbe aumentato il mio stack del 20%, vengo chiamato da Tuan Lam con T T sul big blind e dal raiser con A Q. Tuan Lam vince il colpo e finisce così il mio Main Event”.

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Dalla PCA al cash game high stakes

All’epoca Dario non ebbe tempo per rammaricarsi, perché poco dopo era già schierato in una partita di cash game altissima con blinds $50-$100 e straddle fisso di $200. Qua, vinse e perse i piatti più alti della sua carriera (fino a quel momento).

“Finito il torneo vado a giocare al cash game (50/100/200, si gioca con 3 blinds). La partita è abbastanza infuocata, i giocatori sono più o meno gli stessi del giorno precedente con in più traeho (Alec Torelli, ndr) e WestmenloAA (Isaac Baron, ndr); vi racconterò le mani più importanti”.

Il big bluff su Tony (Dunst?)

Dario racconta di aver messo a segno un bluff enorme su un giocatore di nome Tony.

“C’era una sfida tra me e quel giocatore (si chiamava Tony ed era un PRO, ma non era Tony G). Dopo circa quattro ore di gioco ero in profitto di $10.000″, spiegA. La mano inizia con il suo rilancio a $1.200 e il solo call di Tony, che potrebbe essere Tony Dunst visto il contesto e il periodo.

I due si trovano sul flop 10 4 4 e Dario punta $2.100, ovvero quasi tutto ciò che era presente nel piatto. Tony chiama.

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Sul turn 7 Dario alza ancora la posta, senza paura: mette in mezzo $6.000. C’è ancora una volta il call.

Al river scende un 6 che completa il board. Dario punta immediatamente $18.000. Questa volta Tony va in the tank e dopo circa quattro minuti folda.

Dario decide di mostrare le sue carte: ha 5-2 off, per un bluff totale!

Il piatto record da $80.000

In quella trasferta alle Bahamas, Minieri giocò il piatto più grande della sua carriera. Con A-Qoff, decise di limitarsi al call in posizione dopo il rilancio a $700 di Torelli e il call di un giocatore che identifica come “JHigh“.

Sul flop Q-J-3 rainbow, Dario ha la top pair e il top kicker. Torelli punta $2.500, “JHigh” chiama e Minieri piazza subito il rilancio a $8.000. Torelli folda, ma “JHigh” non ci pensa molto prima di andare all-in per $31.000.

Ho cominciato a chiacchierarci al tavolo“, scrive Dario. “Gli ho detto: “Per me hai 10-9 o 10-K o Q-J“. Lui mi ha risposto: “Possibile che abbia una di queste mani ma non ti posso dare la mia parola”. A dire il vero le ipotesi che reputavo più probabili erano il Jack e le open hands. Ci penso due minuti. Considerando il giocatore e le diverse mani precedenti decido di fare call (mi sembrava di riconoscere dei tell che avevo notato nelle mani precedenti in cui stava in draw)”.

“JHigh” sceglie di non mostrare le sue carte (nel cash game live si può fare) e il board viene completato da un 6 e un 2. Dario gira A-Q e il suo avversario mucka la mano.

Dario Minieri impegnato nel Main Event 2017 (courtesy Pokerlistings.com)

$10.000 persi in bluff con 7-2

“Il turn prima e il river poi, mi danno la possibilità di aggiudicarmi un pot da circa $80000, piatto record della mia carriera“, riportava con orgoglio Minieri. “Il mio avversario mi dà ragione dicendomi che aveva proprio una delle mani menzionate”.

Come si concluse quella sessione? Con una delle classiche follie di Dario Minieri:

“Dopo di che mettiamo la regola del 7-2 di High Stakes Poker (chi vince una mano con 7-2 riceve una cifra prestabilita da tutti i presenti al tavolo, ndr) che alla fine mi è costata circa $10.000 per aver provato a vincere un piatto con questa mano. Decido di alzarmi alle tre di notte con $45.000 di vincita“.