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Quando lo “squalo” Amarillo Slim scommise 10.000$ a “ping pong” contro il campione di Wimbledon

Thomas Austin Preston, in arte Amarillo Slim, a Las Vegas è lo ricordano ancora come uno dei gambler leggendari che ha contribuito (in maniera decisiva) a scrivere la storia del poker “moderno” e delle World Series. Da ragazzo, in società con Doyle Brunson, ha spennato i polli delle bische più malfamate del Texas, prima di trasferirsi in Nevada. Un vero squalo (al termine dell’articolo capirete).

Il suo bankroll se l’è costruito durante la leva militare, giocando sessioni infinite a poker nella Marina, nel pieno della Seconda Guerra Mondiale. La sua abilità nelle carte era nulla rispetto a quando prendeva una stecca in mano.

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Aveva un innato talento per il panno verde ed anche per gli affari. Proprio grazie a queste sue capacità (era considerato uno dei migliori al mondo nel biliardo) fu trasferito in Germania per intrattenere le truppe americane in Europa. Sfruttò l’occasione per organizzare un colossale giro di contrabbando tra sigarette, benzina, cioccolata e caffè. A solo 19 anni era ricchissimo (tornò a New York con un malloppo di 300.000$, una fortuna al tempo) e dimostro di poter avere anche la stoffa del businessman.

Era però soprattutto un grosso giocatore d’azzardo: Amarillo Slim scommetteva su qualsiasi cosa, ma ad una condizione: doveva essere convinto di avere un edge sull’ avversario, nel caso contrario non raccoglieva mai il guanto della sfida.

Nel 1973 conobbé alle World Series of Poker, l’ex campione di tennis di Wimbeldon (edizione 1939) Bobby Riggs, un’altra leggenda e noto soprattutto negli anni ’70 per aver dato vita alla “Guerra dei sessi”: sfidò, all’età di 55 anni, due tenniste (ma questa è un’altra storia – con un intreccio di scommesse e colpi bassi – che vi racconteremo in un articolo a parte).

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Amarillo Slim in una delle prime edizioni delle WSOP

Anche Bobby era un bel gambler e concordò con Amarillo una sfida a ping pong, scommettendo la bellezza di 10.000$. Il giocatore professionista di poker accettò ma ad una condizione: aveva la facoltà di scegliere il tipo di racchette. Tutti lo davano per spacciato, ma non fu così.

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Il giorno prima del match, Amarillo Slim si presentò nell’esclusivo Bel Air Country Club, in California, con 10.000 bigliettoni in mano e l’arma scelta: estrasse due padelle da cucina identiche. “Bobby – racconta il giocatore texano nella sua biografia – pensava che una delle due fosse truccata ma quando gli diedi la possibilità di scegliere per primo, non esitò ad accettare il mio invito, in programma il giorno dopo alle 2″.

In realtà, come era suo solito fare, Slim si era garantito un edge: per 6 mesi si era allenato con una padella in mano ad un tavolo da ping pong. Alla fine dominò il match (che si concluse 21 a 8) e tornò a casa con i 10.000 dollari in tasca dell’amico.

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Giornalista e consulente nel settore dei giochi da più di due decenni, dal 2010 lavora per Assopoker, la sua seconda famiglia. Ama il texas hold'em e il trading sportivo. Ha "sprecato" gli ultimi 20 anni della sua vita nello studio dei sistemi regolatori e fiscali delle scommesse e del gioco online/live in tutto il Mondo. Editor in Chief.