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Poker – Manig Loeser: “conoscere la GTO è oramai fondamentale, chi mi ha insegnato a battere gli high rollers”

Manig Loeser è uno degli high roller più famosi e vincenti degli ultimi anni e tra i giocatori europei è forse uno dei regular più presenti a Macao. Sempre con la valigia in mano, il player di Bad Homburg è cresciuto pokeristicamente in Inghilterra ma è diventato tra i top mondiali grazie alla forza dello squadrone tedesco. “Non mi sento tra i più forti, devo ancora migliorare molto e vincere un evento importante”.

In genere ama partecipare agli eventi ad alto buy-in soprattutto per prendere parte all’action parallela ai tavoli nosebleed del Big Game asiatico e non solo. Eppure può suonare strano visto che nel 2013, il tedesco fu molto critico nei confronti degli eventi high roller. Un’altra era pokeristica.

Manig Loeser (photo courtesy of Jayne Furman and Pokernews)

Manig Loeser: “Ho lavorato duramente per diventare un pro”

Il suo inizio di carriera come abbiamo raccontato, non è stato casuale ma il suo sviluppo si. “Non avevo un piano preciso, sapevo quello che volevo fare ed ho lavorato duramente per diventare un giocatore professionista. Sono stato anche molto fortunato visto che ho avuto la possibilità di vincere uno dei miei più importanti tornei. Da quel momento ho solo cercato di aumentare i miei profitti e di viaggiare molto. Per ora la formula ha funzionato, ma non ho mai avuto un piano in testa” e per un tedesco questo fatto può essere inusuale.

“Quando rischiai di andare broke a Las Vegas”

Manig racconta che però la sua carriera non è stata rose e fiori: “qualche anno fa, ho perso molto online prima delle WSOP e in due mesi alle World Series sono riuscito solo fare due ITM. Ogni giorno mi eliminavano, è stato difficile superare quel momento, cercare di recuperare e non perdere fiducia nelle mie capacità non era affatto semplice. Ma non ho mai pensato di lasciare il poker”.

 

La sua forza nei giochi cash game è quello di avere il bankroll e le capacità di adattarsi ad ogni partita: “gioco molto a Macao, in genere limiti molto alti ma dipende dalla situazione, posso anche sedermi ad una partita $10/$25 oppure ad una con bui molto alti”.

“No agli High Roller? Ho cambiato idea, disposto a vendere anche mia azione”

Nel 2013 Loeser dichiarava: “nei Super High Roller da $100.000 non vedo molto valore, non aspiro a partecipare a questi eventi, sarei costretto a vendere un sacco di azione”.

Ma è stato un mezzo bluff del tedesco visto che è uno dei più assidui nei super high roller. “Si è divertente perché ci ho pensato anche io. Era molto diverso allora, perché volevo giocare solo eventi con buy-in più basso per partecipare con soldi miei, inoltre era difficile per me battere quei field“.

“Chi mi ha insegnato a battere i field degli high roller”

Ma qui entra in gioco il team tedesco: “ho parlato con i miei amici che hanno condiviso con me le strategie migliori per avere successo in questo tipo di eventi. A quel punto ho iniziato a desiderare la sfida contro gli high rollers più forti. Mi è andata bene in un primo momento, come sempre, aiuta molto vincere subito. Se perdi all’inizio non hai più quella fiducia in te stesso per proseguire. Penso sia stata un’ottima decisione fare quel tipo di passo”.

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“Ho iniziato a lavorare in modo differente: rispetto ai field estesi dei tornei low buy-in, l’approccio deve essere diverso. Giochi sempre contro i soliti players, ci conosciamo tutti, sia regular che amatori. Se ti alleni con giocatori forti, hai una marcia in più: ti aiuta molto”.

L’amicizia con Dominik Nitsche

Soprattutto quando hai come compagno di stanza un certo Dominik Nitsche…. “Lui mi aiuta molto – ammette Manig Loeser – a migliorare il mio gioco, posso assicurare tutti che lui è più forte di me, molto preparato. In generale, tutti i membri della comunità tedesca sono molto gentili quando chiedi qualcosa. Tutti cerchiamo di aiutarci l’uno con l’altro“.

L’importanza della GTO

“Ora mi sento al top, sto giocando molto bene, fiducia ed abilità vanno di pari passo ma c’è sempre spazio per migliorare. Sono certo di non essere ancora tra i più forti. Devo lavorare su cose più concrete. Il gioco è cambiato e la GTO è diventata molto importante. Tutti ora sanno quale sia la soluzione corretta nella maggior parte dei casi, di conseguenza, bisogna studiare e migliorare molto”.

L’ultimo pensiero è sul rapporto con il denaro: “per molto tempo non ho avuto un soldo poi quando ho iniziato a vincere molto a poker, ho speso gran parte del mio denaro in maniera folle. Oggi cerco di gestire il maniera più intelligente i miei soldi e vendo azioni quando non posso permettermi di giocare Super High Roller. Non spreco più come prima. In ogni caso il mio obiettivo è quello di vincere ancora un grande torneo” ha ammesso al sito asiatico SoMuchPoker.

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Giornalista e consulente nel settore dei giochi da più di due decenni, dal 2010 lavora per Assopoker, la sua seconda famiglia. Ama il texas hold'em e il trading sportivo. Ha "sprecato" gli ultimi 20 anni della sua vita nello studio dei sistemi regolatori e fiscali delle scommesse e del gioco online/live in tutto il Mondo. Editor in Chief.