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Curiosità

Sam Trickett: “A Rozvadov ho giocato con €1.300.000 davanti e straddle da €16.000”

Sam Trickett si è raccontato in una recente intervista: il matrimonio, la pausa dal poker e il ritorno, con l'obiettivo di vincere un braccialetto WSOP e l'ambizione di continuare a vincere nelle partite di cash game più alte al mondo

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18/04/2017 11:00

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Sam Trickett ha avuto un percorso particolare nel mondo del poker: contrariamente a molti altri colleghi della stessa generazione, non ha avuto grande successo online, ma è nato e cresciuto con il poker live.

In questo contesto ha vissuto swing incredibili partecipando a partite ben più alte di quanto potesse permettersi, e nel 2009 è andato broke: si è presentato a Las Vegas con £250.000, cifra che ha distribuito interamente agli avversari di una partita high stakes di PLO e ai tavoli di roulette e Blackjack. Nonostante questo crollo che avrebbe posto fine alla carriera di chiunque, Sam riuscì a risollevarsi riprendendo a giocare in bankroll. Il resto è storia: oggi è il giocatore britannico più vincente nella storia dei tornei dal vivo con 20.5 milioni di dollari incassati.

L’ultima tappa della sua straordinaria carriera è stata la prestigiosa sponsorship con PartyPoker, che ha coinciso con il ritorno ai tavoli dopo un periodo di pausa. Lo ha ammesso lui stesso in una recente intervista:

“È vero, non gioco tornei o partite contro top professionisti da diverso tempo. Mi sono calmato molto recentemente. Ero in una brutta relazione prima (con Natasha Sandhu, ndr) e uscivo tutte le sere. Ora non ho più interesse nel fare festa, mi sono sposato e sistemato. Mi sono preso una pausa quanto mai necessaria, e ora sono felice”.

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Sam Trickett e la moglie, l’attrice britannica Mieke Dockley

La pausa del poker è praticamente iniziata quando ha conosciuto Mieke, la sua futura moglie. Era il 2014, Sam era a Las Vegas ed era tiltato come poche altre volte a causa di una eliminazione dolorosa dal Big One Drop, torneo da un milione di dollari di buy-in.

“È divertente come ho incontrato mia moglie”, ricorda oggi. “Avevo 15 milioni di chips al Day 2 del Big One Drop; Ivey era secondo nel chipcount con sette milioni. Avevo grandi aspettative visto che due anni prima avevo chiuso secondo. Ma al Day 3 non ho giocato bene, sono stato sfortunato in due grossi piatti e ho iniziato a tiltare. Allora mi sono imposto di giocare tight, ma poi sono stato eliminato da Daniel Negreanu, che mi ha pure slowrollato…”

“In un torneo da un milione di dollari di buy-in, avere la chiplead e poi venire slowrollati è la peggior situazione che abbia mai vissuto. Quella sera andai al night club per devastarmi e incontrai Mieke. Con il senno di poi, quel giorno è stato uno dei migliori della mia vita”.

Slowroll a parte, Trickett dichiara di avere stima per Daniel Negreanu in quanto parte di un ristrettissimo gruppo di pro che continua a giocare e vincere da molto tempo: “Ci sono pochissimi giocatori che riescono a stare al top da così tanto tempo. Daniel Negreanu ed Erik Seidel fanno parte di questa schiera, Daniel perché è il volto di Pokerstars, Erik semplicemente perché ama il poker. Ho rispetto nei loro confronti perché hanno aggiustato il loro gioco e hanno capito quello degli altri. È molto più difficile di quanto uno possa pensare”.

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Parlando di Negreanu e Seidel, Trickett non può che affrontare l’argomento della “fame“, il desiderio perpetuo di migliorarsi e vincere. Dopo aver vinto decine di milioni di dollari a poker, la sua fame è quasi sparita e solo recentemente gli è tornata la voglia di giocare. A spronarlo è la prospettiva di essere ricordato come colui che ha vinto tanto, ma non ha mai indossato il braccialetto delle WSOP.

“Una volta Doyle Brunson disse che un uomo con i soldi è spacciato quando incontra un uomo con una missione. Quando ero giocane, pensavo ogni giorno a vincere un braccialetto delle World Series. Oggi, considerato quanto ho ottenuto, non so se riuscirò mai a riavere quella fame, ma ho comunque l’obiettivo di vincere un titolo WSOP. Giocherò un sacco quest’estate per farcela. Negli ultimi anni sono stato più interessato a fare soldi che a vincere tornei, quindi ho smesso di giocare alle WSOP. Ma non voglio ritrovarmi più avanti nella mia vita a pensare “Io sono il tizio che non ha mai vinto un braccialetto“. Voglio vincerlo e ora che ho fatto un po’ di soldi, questo è il mio obiettivo principale”.

Vincere un torneo delle World Series Of Poker è quasi un’ossessione, ma non lo terrà lontano dalla sua vera specialità: il cash game high stakes. Sam racconta di aver giocato a stakes altissimi negli ultimi anni, soprattutto a Macao. Quelle partite milionarie lo hanno arricchito ma anche condizionato fortemente a livello psicologico:

“A Macao andavo per giocare il cash game high stakes, poi quando la partita finiva mi buttavo sugli high roller, e perdevo $5.000 o $10.000 come se nulla fosse. Mi sono reso conto che devo smettere di giocare questi eventi, perché non do il massimo. In realtà li gamblo, gioco troppe mani soprattutto preflop. Al giorno d’oggi, poi, tutti giocano secondo GTO e non mi rilanciano più su flop e turn. Una volta era facile giocare contro chi mi rilanciava, bet-foldavo un sacco. Adesso invece mi intrappolano. Quando me ne sono reso conto, ho deciso di prendere una pausa dal poker”.

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Ma ora che è tornato a grindare live a pieno regime, Sam Trickett non ha alcuna intenzione di fermarsi. Lo dimostra una partita privata a cui ha preso parte recentemente al King’s Casino di Rozvadov:

“L’altra settimana ero a Rozvadov per giocare. In alcune mani ho fatto lo straddle a €16.000 ed ero seduto con uno stack di 1.3 milioni di euro. Poi, il venerdì successivo, abbiamo giocato in diretta streaming con limiti £5-£10-£25… È molto difficile riuscire a giocare con disciplina quando scendi nettamente nei limiti”.

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