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Scotty Nguyen

Scotty Nguyen, la leggenda: “Da sguattero a milionario nel giro di sei mesi”

Ci sono giocatori di poker che vincono milioni di dollari, ma che – come dire – passano. E ci sono giocatori di poker che magari non sono più sulla cresta del mondo, che non arriveranno a conquistare le cifre che girano al giorno d’oggi, ma che hanno lasciato talmente tanto il segno nella storia di questo gioco da meritarsi lo status di leggenda. Uno di questi è senza dubbio Scotty Nguyen.

Vietnam, 1962. La guerra impazza ormai da qualche anno – di lì a poco ci sarebbe stata la prima offensiva americana. Il 28 ottobre nasce Thuận B. Nguyễn, meglio conosciuto come ‘Scotty’. La madre decide saggiamente di allontanarlo dal conflitto e lo spedisce prima a Taiwan, poi negli Stati Uniti d’America.

Scotty non è un quattordicenne come tanti, nell’America degli anni Settanta. Lontano da casa, lontano dagli affetti, la sua strada è in salita: viene espulso dalla scuola di Orange County, in California, quando il preside scopre che il giovane Nguyen passava più tempo nelle partite di poker underground che con la testa sui libri.

Nel 1983 fa lo sguattero in un ristorante. Non parla ancora benissimo l’inglese e ci sono cinque o sei camerieri che fanno di tutto per metterlo in cattiva luce agli occhi del boss: “Scotty ha fatto questo, Scotty ha detto quest’altro”. Spesso, quando lo prendono in giro, Nguyen non capisce e i suoi aguzzini ridono.

Ma lui non fa una piega: “Sei lì per lavorare, per guadagnare soldi, non per parlare male dei colleghi”, racconta in una video intervista rilasciata quest’estate a PokerListings.com, durante le World Series of Poker 2015. Lui che nel 1998 divenne campione del mondo, vincendo il Main Event.

Scotty Nguyen, da zimbello a leggenda… in sei mesi, baby!

Nguyen ricorda come abbia iniziato male nel mondo del poker: “Allo Stud ero veramente pessimo, perdevo sempre. Poi ho cambiato gioco e ci ho messo sei mesi a diventare milionario Hai capito bene, baby: nel giro di sei mesi avevo vinto il mio primo milione di dollari“.

Scotty Nguyen, oggi Poker Hall of Famer, nel 1983 guadagna $270 per il suo lavoro di garzone. Un giorno, stanco delle vessazioni sull’ambiente di lavoro, ritira l’ultima paga e si lancia in un monito/promessa: “Io prendo questi soldi e mi licenzio. Ma la prossima volta che mi vedrete, mi bacerete tutti il culo. I suoi colleghi, ovviamente, ridono.

“Ho preso quei soldi e sono andato a Lake Tahoe: lì ho vinto tutto quel che potevo vincere. Ho vinto un torneo, ho vinto tutte le partite cash a cui ho partecipato. In 11 giorni ho trasformato $270 in $100.000: No Limit Hold’em, Pot Limit Omaha, qualsiasi cosa. A parte lo Stud ovviamente, quello no”.

Scotty Nguyen
Scotty Nguyen ha vinto il Main Event WSOP nel 1998

Scotty è un duro col sorriso sulle labbra. Uno che dice “nel poker, come nel lavoro, io cerco sempre di divertirmi” non può essere altrimenti. Ma Scotty è anche una persona che non dimentica le ferite più difficili da rimarginare, quelle che colpiscono l’orgoglio. E infatti…

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“Vi do $300 a testa se mi baciate il didietro”

Con quei 100.000 va al casinò di Bob Stupak (che oggi è lo Stratosphere) e gioca finché, per l’appunto, non moltiplica quella cifra per 10: $1.000.000. “Volevo prendermi una bella casa, una bella macchina, ma prima avevo ancora una questione in sospeso”.

Scotty Nguyen torna al ristorante da dove si era licenziato e chiede al suo responsabile, tale Richard (uno dei pochi che gli voleva davvero bene lì dentro) di chiamare quei sei camerieri che lo prendevano sempre in giro e di farli accomodare in tre tavoli. Per il disturbo, dà a Richard $500: Era il 1983, baby: $500 allora erano come $5.000 oggi.

Richard non crede ai suoi occhi, ma naturalmente accontenta Scotty. Ho messo $300 davanti a tutti e sei quei camerieri: per loro era la paga di 4 settimane! Gli ho detto ‘sono vostri se mi baciate il culo. Ve l’avevo detto che sarei tornato e che mi avreste baciato il culo, e io mantengo le mie promesse, baby!”.

Ma non è finita qui. Scotty chiede di vedere il menù del ristorante. Ho ordinato sei volte ogni singola portata del menù. Tutti i tavoli erano pieni di roba da mangiare. Ho detto ‘aspettate un attimo e non toccate i soldi’. Sono uscito, ho raccolto tutti i mendicanti del quartiere, li ho fatti entrare e ho detto loro di godersi quel bendiddio.

Se non è una leggenda Scotty Nguyen…

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