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Auron9999, il fenomeno italiano di Hearthstone: “Diventare pro di eSports? Difficile, ma si può”

Scritto da
09/05/2016 10:30

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Si chiama Marco Maiocco, ma nella community italiana di Hearthstone è conosciuto come Auron9999. Stiamo parlando di uno dei migliori giocatori del nostro Paese, tra i più bravi anche in Europa.

Gustatevi la nostra intervista perché ne vale davvero la pena. Non solo perché Marco è un ragazzo davvero smart e molto disponibile, ma soprattutto perché a leggere molte delle sue risposte pare di trovarsi di fronte a un giocatore di poker professionista – a ulteriore dimostrazione di come Hearthstone e Texas Hold’em abbiano davvero tanto in comune.

Auron9999

L’avatar di Auron9999

Ciao Auron9999 e benvenuto su Assopoker. Raccontaci un po’ chi sei e come hai scoperto Hearthstone.

Ciao, vi ringrazio! Sono un ragazzo di 24 anni e sto finendo gli studi in ingegneria meccanica, nel mentre ho iniziato uno stage. Ho sempre avuto la passione per i giochi di carte o anche dette le “figurine”! Gioco a Magic dal liceo, ma un po’ più seriamente dall’inizio dell’università. Ho scoperto Hearthstone grazie ad un amico, me lo fa vedere un giorno e mi innamoro subito. Il gioco era ancora in fase beta.

A novembre 2015 ti sei classificato nella top 100 dei migliori giocatori europei, sicuramente una bella soddisfazione. Quanto impegno ci hai messo per ottenere un risultato del genere?

A essere sinceri meno di quanto ci si immagini. Probabilmente ho azzeccato il mazzo per il metagame di quel momento, anche se parecchio snobbato dalla comunità all’epoca (MechShaman). Ho giocato con tanta concentrazione calcolando spesso i danni anche due o tre turni prima; ci vuole una certa esperienza ma non è un’abilità difficile da acquisire.

Giocare concentrati è l’unico segreto. Non importa quanto tempo impieghi per riuscire in qualcosa, ma la qualità del tempo. Bisogna sempre mettersi in discussione e cercare di capire quando si sbaglia e se si poteva agire diversamente.

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Quali sono le caratteristiche che deve avere un giocatore che vuole raggiungere il grado leggenda e/o lottare coi migliori in Europa?

Sicuramente deve essere determinato e sapersi mettere in discussione. Molti giocatori anche forti, se non si mettono in discussione di continuo smettono di migliorare, non esprimendo a pieno il proprio potenziale.

Se l’esperienza è importante, le basi lo sono ancora di più. Bisogna padroneggiare i fondamentali, saper calcolare una race (la “gara” a chi porta per primo a 0 i punti vita dell’avversario, ndr), sapere quando andare in testa (attaccare direttamente l’eroe nemico, ndr) e quando invece sui servitori, organizzare il proprio stile di gioco partita per partita e visualizzare il modo in cui si vincerà.

Io penso che queste siano abilità che chi gioca solo in modalità gioco faccia molta più fatica ad apprendere. Quasi tutti i giocatori più forti del mondo fanno moltissime Arene (una delle modalità di gioco di Hearthstone, ndr). Sono molto utili perché ti costringono a fare tante scelte a partire dalla costruzione del mazzo, per poi doversi confrontare con altri giocatori per scenari sempre diversi.

Oltre a te, quali sono gli altri top player italiani?

Ti ringrazio, ma non mi considero assolutamente tra i giocatori più forti italiani! Secondo me il migliore in Italia è Gera89, seguito subito a ruota da ThuFull.

A livello europeo c’è qualcuno che spicca più degli altri e perché?

A parer mio Kolento: è molto seguito nella comunity, il suo parere conta parecchio. È un giocatore che pensa sempre molto prima di fare una mossa anche semplice, inoltre è portato e ha esperienza il che lo rende davvero completo. Gli piace creare mazzi o modificare quelli già esistenti per avere quel piccolo vantaggio sugli altri giocatori che lo spingono sempre un gradino sopra. Davvero forte.

Hearthstone in Italia è ancora poco diffuso: secondo te qual è il motivo?

Secondo me non è ancora molto diffuso perché un po’ impegnativo. Richiede tempo e concentrazione per riuscire a scalare la vetta fino al grado Legend, anche diversi mesi, quindi questo può annoiare giocatori alle prime armi.

Inoltre, dal momento che è un gioco di carte collezionabili, all’inizio la collezione è vuota, riducendo di molto la possibilità di costruire qualcosa. Molti allora non avendo pazienza si trovano davanti a un bivio:

1) shoppano: ovvero spendono moneta reale per ottenere moneta virtuale

2) disinstallano l’app e scaricano la prossima.

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Sicuramente Hearthstone è un gioco che richiede tempo e dedizione, ma se fosse facile non sarebbe così bello!

Più in generale, il nostro è un Paese ancora arretrato sugli eSports (a differenza ad esempio della Francia). Il motivo è solo strutturale/culturale (banda larga poco diffusa, relativa ignoranza in tema Internet, ecc.) o secondo te c’è dell’altro?

Secondo me il motivo è principalmente culturale. Il mondo che gira intorno al gioco non è nascosto, quanto sommerso. Nel nostro caro stivale chi gioca è sempre considerato un po’ diverso dagli altri, un po’ strano, allora si cerca di non dirlo troppo in giro e di tenerlo per sé.

Si viene troppo spesso e troppo facilmente etichettati per ciò che ci piace, non a caso il bullismo nelle scuole italiane è un problema più che serio. Se giochi con le figurine sei etichettato, ci puoi fare poco… Io ho avuto la fortuna di non aver mai avuto episodi particolarmente spiacevoli.

È possibile diventare giocatori professionisti di Hearthstone?

Credo sia una strada difficile da scegliere. Ci vuole davvero coraggio per puntare tutto su un gioco di figurine elettronico, ma molti giocatori lo fanno. I tornei hanno dei buoni premi e se hai un canale Twitch che viene seguito si riescono a guadagnare dei soldi. Non so esattamente quanti non avendo un canale al momento per motivi di tempo, ma credo sia possibile farlo come lavoro.

Vilrazziatore

Il Vilrazziatore (Fel Reaver), una delle carte preferite di Auron9999

Quali sono i tuoi mazzi e le tue carte preferite e perché?

Prediligo di gran lunga le strategie aggressive. Non sono semplici da padroneggiare, anzi perdersi dei preziosi danni è fatale il più delle volte. Molte volte mi dicono: “ma questo mazzo fa schifo! L’ho giocato e ho perso sempre!”

Dal momento che non ho molto tempo per giocare, adottare una strategia più veloce mi permette di fare più partite nella stessa unità di tempo, il che mi permette di raggiungere più velocemente i risultati che mi prefiggo.

La mia carta preferita è stata senza dubbio il Vilrazziatore! Si tratta di un 8/8 (8 di attacco e 8 di difesa, ndr) a costo 5 (il mana che si consuma per giocarlo, ndr) praticamente senza punti deboli. C’è chi dice che bruciare tre carte del mazzo, cosa che si è costretti a fare dopo aver giocato il Vilrazziatore ogni volta che l’avversario gioca una carta, sia uno svantaggio.

Io però continuo a ripetere che la cosa non ha influenza finché il mazzo non è finito, perché l’ordine delle carte è casuale, quindi pescare la prima la quinta o la settima carta a rigore di probabilità non cambia nulla. Comunque la carta è proprio l’incarnazione del mio stile di gioco, andarci giù duro e in fretta. Come spesso dico anche sulla mia pagina Facebook: #GoFaceOrGoHome

Puoi dare qualche consiglio strategico ai principianti di Hearthstone?

Volentieri! Ne darò solo uno ma è importantissimo e preziosissimo: fate tante Arene. Non sprecate il gold (la valuta virtuale del gioco, ndr) per comprarvi buste, è inutile. Le Arene sono divertenti, si impara tantissimo e si usa sempre il cervello!

Inoltre se diventerete bravi sarà la vostra principale fonte di guadagno all’interno del gioco: io non ho mai speso un euro nel mio account, ma ho tutte le carte, molte anche dorate.

Secondo te ci sono dei punti in comune tra il Texas Hold’em e un gioco come Hearthstone?

Secondo me la gestione delle risorse può essere un buon punto di incontro. In entrambi i giochi si hanno delle risorse a disposizione e ottimizzarle nel corso della partita è sicuramente una delle chiavi più importanti per ottenere la vittoria. Sia in Hearthstone sia nel poker, poi, la probabilità è la chiave di volta delle giocate: saper calcolare la probabilità che accada un determinato evento è fondamentale.