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L' Opinione

Daniel Negreanu, tra bucce di banana e sciacalli: il ban di Twitch e l’heads-up contro Polk

Daniel Negreanu è stato bannato da Twitch: vi spieghiamo i motivi ed il perché rimane un grande comunicatore. Dopo le polemiche scatta la sfida in heads-up contro il rivale di sempre Doug Polk che lo ha attaccato in modo ironico con un video su Youtube (bannato!).

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29/07/2020 11:51

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Buon compleanno (in ritardo) al 46enne Daniel Negreanu, ricorrenza che non ha festeggiato (il 26 luglio) nel migliore dei modi. La notizia del suo ban su Twitch ha fatto il giro del mondo: ne avrei fatto a meno di parlarne, considerando l’episodio sconcertante in diretta sulla nota piattaforma (il cui video è diventato virale). Gli sciacalli hanno preso la palla al balzo per attaccare l’antico rivale e maestro di polemiche Kid Poker.

Prima di commentare e sollevare alcune questioni non banali, facciamo un passo indietro e raccontiamo, per chi se lo fosse perso, brevemente i fatti degli ultimi giorni.

 

Lo score di Daniel Negreanu alle WSOP online

Negreanu ha ottenuto durante le WSOP online dei buoni risultati, 15 ITM su 26 tornei ai quali ha partecipato. Il suo nervosismo non è determinato da un downswing o questioni meramente legate alle sue performance. Tendiamo ad escluderlo. Vediamo quale può essere la molla che ha fatto scattare questa reazione (umana) rabbiosa.

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Negreanu-Polk: anche al tavolo scatta la polemica

 

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Il ban ed il danno economico

Il suo problema sono forse i continui attacchi dei troll nella chat delle WSOP ed è proprio per degli insulti a sua moglie, che Daniel ha perso la brocca in live streaming (con minacce dirette al personaggio che aveva fatto apprezzamenti pesanti su Amanda) ed ha indotto Twitch a bannarlo. Non voglio giudicare se sia un provvedimento giusto o sbagliato, ma per il player canadese è un danno economico non marginale.

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Daniel Negreanu in un evidente stato di Tilt

Ancora non è chiaro se e per quanto tempo durerà la sospensione (potrebbe essere anche un provvedimento definitivo) e quale sia il motivo ufficiale, ma è chiaro che le minacce e gli insulti in diretta non sono passati inosservati agli occhi di chi gestisce la piattaforma. Sull’episodio però preferisco tirare dritto e non farlo vedere (non una bella scena). Se volete, ve lo andate a cercare (scusate la scortesia!).

Per Negreanu è un bel danno economico, visto che è testimonial di una poker room che lo paga (bene) anche per fare streaming.

 

Negreanu e la buccia di banana

Diceva il saggio: “chi di spada ferisce, di spada perisce”. Negreanu spesso ha giudicato gli errori degli altri (pensiamo alla sua posizione legittima molto critica sulla truffa del secolo, Full Tilt…) senza mai fare sconti.

Questa volta è scivolato lui. Lungi da me, fare lo stesso errore e giudicarlo, anche perché ve lo dico chiaro: non sarei obiettivo nel giudicarlo, provo simpatica per Negreanu, a me è sempre piaciuto come testimonial, soprattutto negli anni d’oro del poker quando scherzava sempre con gli altri giocatori ai tavoli ed era sempre sorridente. Il suo atteggiamento era leggero ed aperto verso gli amatori, il vero sale di questo gioco.

Errare è umano, però non si può neanche dare torto ai suoi rivali che lo stanno mettendo alla berlina e denunciano il fatto che un testimonial di quello spessore non dovrebbe far scadere in questo modo l’immagine del nostro amato giochino.

Per me le questioni sono altre e non riguarda la brutta figura fatta da Negreanu e dal poker in generale.

 

Gli sciacalli ed il vecchio poker

Scontati i commenti negativi. Doug Polk non ha perso un secondo per attaccarlo con un video molto ironico. Il video è stato bannato da Youtube un’ora fa.

 

Tra i due non corre buon sangue da secoli. Potete darmi del pazzo ma un pizzico di peperoncino non guasta in questo mondo oramai diventato troppo asettico, con molti protagonisti che mantengono il low profile ed hanno paura solo a fare un’intervista.

E’ scattata la classica sfida online, in heads-up NlHE tra Negreanu e Polk. Se ne parlerà per mesi!

Tra Polk e Negreanu le schermaglie sono proseguite anche in queste ore:

 

Almeno su Twitter le polemiche negli USA hanno tenuto caldo l’argomento poker, in un’estate sfigatissima (senza i veri campionati del mondo).

Ben vengano un pò di polemiche e qualche “sbroccata” live per ridare un pò di brio ad un ambiente fiacco.

Oramai la community del poker (sia italiana che americana) preferisce sprecare fiato per temi politici (che noia!) o socio-economici, che discutere con passione (come facevamo un tempo) e leggerezza ed ironia, dei temi del nostro amato giochino. Ridateci le polemiche fuoriose (ma simpatiche) tra Savinelli e Bendinelli, per fare un esempio. Stiamo invecchiando se rimpiangiamo un passato neanche troppo lontano.

Per fortuna c’è stata questa bella buccia di banana sulla quale è scivolato il buon Daniel per animare un luglio molto piatto.

Negli anni d’oro del poker, metaforicamente, volavano gli stracci e le coltellate virutali ogni giorno. Le polemiche erano il sale di quel mondo.Si formavano partiti pro o contro quel pro o personaggio. Non a caso Doug Polk ha sempre un grosso seguito nonostante il suo ritiro. Non è una coincidenza, considerando la scarsa concorrenza.

Ma di questi aspetti sulla comunicazione ne parleremo nei prossimi giorni così come sulla svalutazione delle WSOP, un flop averle giocate online. Ed è proprio su questi aspetti che si celano i reali motivi del tilt di Negreanu.

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