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MTT: quando è giusto “chiudersi” preflop?

Scritto da
11/05/2014 09:52

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La storia del poker recente ci ha insegnato come, parlando in generale, l’aggressività sia la strada maestra: tuttavia, ci sono una serie di situazioni dove questa non sia sempre quella preferibile.

Ne parla in dettaglio Tyson “tyson219” Ford, commentando una mano in un torneo di poker online dal basso buy-in, nel quale hero (con uno stack di 22 big blinds) decide di aprire il gioco con q j , ma trova la 3-bet all-in del bottone che ha 11 big blinds: viste le buone pot odds decide di chiamare, ma si trova opposto allo showdown a q e perde la mano.

Questo spot dà l’occasione allo statunitense di esaminare lo scenario sia in generale che nella situazione specifica: “Quando alla nostra sinistra ci sono diversi stack che possono 3-bettare all-in o 3-bet/foldare, dovremmo sicuramente restringere il nostro range di openraise, specie se abbiamo un’immagine piuttosto attiva al tavolo”.

Naturalmente si tratta di un accorgimento dove i fattori legati alla situazione specifica hanno un peso importante. Ad esempio, chi sono i giocatori che potrebbero 3-bettare all-in? “Se si tratta di regular, lo faranno spesso con dei range corretti, il che significa che aprendo mani con cui non sei felice di chiamare ti troverai esposto a molti spot marginali e ad alta varianza”.

In particolare, cosa dovrebbe considerare hero nella mano in questione? “Dopo di noi ci sono altri cinque giocatori a dover parlare – premette Tyson – assumendo che 3-bettino o pushino con un range come 66+/AQ+/KQ+, si tratta del top 9%, considerando i blocker. Questo significa che incontreremo resistenza circa il 45% delle volte, e considerando che ogni tanto potrebbero 3-bettare con un range più largo si tratta di uno spot molto close”.

Per questo secondo lo statunitense potremmo openfoldare, a maggior ragione se i giocatori che faranno azione dopo di noi sono dei regular, in quanto i loro range di 3-bet/fold o di 3-bet all-in saranno più ampi: “Il succo – conclude – è che non possiamo limitarci a dire che la nostra mano sia troppo bella per essere foldata, perché quello che davvero conta è quello che ci aspettiamo facciano i giocatori dopo di noi“. Un’ottima ragione, insomma, per gettare sempre un attento sguardo alla propria sinistra.

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