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Daniel Negreanu e la strategia ai low blinds

Daniel Negreanu non ama 'saltare' i livelli inizialiDaniel Negreanu è ancora in corsa per il day 3 di quello che è uno degli appuntamenti più attesi di queste WSOP: il Tournament of Champions. Dal suo blog, il pro canadese ha inteso soffermarsi su alcuni atteggiamenti tipici al tavolo. E ad attirare la sua attenzione, questa volta, è il costume diffuso di alcuni noti giocatori che si presentano costantemente in ritardo ai low blinds.

Leggiamo quindi cosa ha da dire in merito a questa sorta di strategia: “Howard Lederer è famoso per presentarsi puntualmente con due ore di ritardo ad ogni evento. Ma non è il solo, sono in molti a farlo. Personalmente credo che in alcune circostanze possa essere una buona idea, soprattutto negli eventi “limit”. La ragione è che in questo genere di tornei, le prime due ore di gioco sono quasi inutili. Faccio questa distinzione, perché ritengo invece che nel “no-limit” i primi livelli si rivelino il più delle volte molto fruttuosi.

In larga parte la questione dipende dalle caratteristiche dei giocatori. Per quelli che tendono ad uno stile di gioco tight-conservativo, giocare con bui 50-100 quando gli stack di partenza sono di 30.000 potrebbe sembrare una perdita di tempo. Sposando l’espressione di Howard: “E’ come aspettare un cooler“. E nel suo caso è proprio così, dal momento che lui si approccia ai primi livelli con un gioco sempre conservativo. Lederer preferisce non speculare sui piatti marginali, attende che le ante salgano per entrare nel gioco raisando le puntate degli altri.

Tom Dwan preferisce far saltare teste, più che livelli...Le cose cambiano con giocatori che mostrano tendenze opposte. Players comeTom Dwan, Phil Ivey o comunque loose-aggressive abituati a giocare a NLHE con deep stack, durante i primi livelli si comportano in maniera del tutto diversa. Costoro offrono una eccellente possibilità di squilibrare il gioco con piatti sostanziosi, in talune occasioni perfino eliminando qualche giocatore, oppure più semplicemente mirano ad aumentare il proprio stack per avere l’iniziativa durante i livelli con le ante.

Mi spiego con un esempio: se “durrrr” raisa a 300 con 5 7 quando i bui sono 50-100 ed un giocatore sul bottone 3betta fino a 1.000, lui può decidere di chiamare perché può outplayare il giocatore postflop, oppure perché ha uno stack abbastanza deep da giustificare un rischio di 700.

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Spesso queste situazioni si verificano solo nei primi livelli, mentre quando l’average è sotto i 60 big blinds neppure un giocatore come “durrrr” può permettersi questa chiamata sperando in un profitto. Di fatto in tal caso, sebbene Dwan possa aspirare a prevalere sul suo avversario dopo il flop, con un rilancio metterebbe a rischio una percentuale troppo elevata del suo stack.

Dunque, quale lezione si può trarre da questo esempio? Io sono giunto alla conclusione che per un giocatore tight i primi livelli appaiano come una perdita di tempo, mentre per i loose-aggressive che tentano immediatamente di ricavare un vantaggio da sfruttare nel prosieguo del gioco, questi primi livelli costituiscono un buon momento nel quale far valere le proprie abilità postflop, magari contro giocatori facili da leggere”.

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