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Jason Young e la bestia nera della varianza

Scritto da
26/07/2010 13:22

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Anche un pro come Jason Young può trovarsi scosso di fronte alla varianzaSpesso pensiamo che ciò che renda i professionisti migliori dei giocatori amatoriali consista non soltanto nelle capacità tecniche e nella profondità di analisi relativamente al poker, ma anche in un miglior controllo di quelli che sono gli aspetti più duri da affrontare, la varianza su tutti.

Ne sa qualcosa Jason Young, giovane professionista di New York e vincitore fra l’altro di un braccialetto WSOP nel 2008, specialità Shootout, e quinto in un evento No Limit Hold’em di quest’anno, vinto poi da Simon Watt davanti a Tom “durrrr” Dwan.

Nelle pagine del suo blog infatti scrive: “Ultimamente ho giocato molto online rispetto al volume cui sono abituato, sedendomi a sit&go heads-up e six-max da 500 e 1000 dollari. Mentre ero a Las Vegas credo di averne vinte qualcosa come venti di fila, ma negli ultimi due giorni è successo l’incredibile”. Ovvero, la varianza negativa ha cominciato a farsi viva…

Prosegue Young: “Mi sembra di vivere il più grosso scherzo che sia mai stato fatto a qualcuno, in due giorni sono passato dal vincere 30.000 dollari all’essere in passivo di 5.000 $”. Un downswing da meno 35.000 $ che anche per giocatori di questo calibro si fa sentire.

Qualche volta ho certamente giocato male e meritato di perdere controllando le hands histories – ammette Jason –  ma ci sono molti altri casi in cui c’è ben poco da fare. Assi dominati che trovano sempre i giusti tre out lungo il board, oppure finire ai resti con top two pair contro una two pair peggiore e vederli chiudere full, è incredibile ”.

Se sembra incredibile che un professionista reagisca in questo modo, un fattore di cui tenere conto è che Jason – al contrario di molti suoi coetanei – abitualmente punta molto sul gioco live, ed è regolarmente vincente, quindi si domanda come sia possibile che online debba subire tutto questo.

La risposta, per chi partecipi con frequenza al nostro forum, è in realtà piuttosto semplice: giocare a poker online porta a partecipare a molte più mani, quindi parallelamente a subire anche bad beat più frequenti. Inoltre, il field del poker live è mediamente più scarso rispetto al corrispettivo online, e questi due fattori messi assieme probabilmente spiegano molto di quanto è successo.

Prima o poi anche Jason Young arriverà ad accettarlo pienamente,  nel frattempo potrete sorriderne e magari, la prossima volta che capiterà anche a voi di attraversare periodi di varianza negativa, sentirvi un po’ meno soli…

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