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Marco Fantini Blog: “Alle WSOP il livello è salito molto”

Marco FantiniIl livello di gioco si è elevato alle WSOP, ed i giovani dell’online non fanno sconti a nessuno. Testimone diretto è Marco Fantini, pro del Team di Sisal Poker, che dal blog della room italiana ha espresso le sue sensazioni al termine del Day 1 dell’evento 26 che ha visto ben figurare il suo compagno di squadra Niccolò LuisGallo Caramatti, a lungo tra i chipleaders. Interessante una mano del player originario di Fabbrico contro Phil Galfond.

“Un giorno – scrive Fantini – che sono a Las Vegas e non ho perso tempo ed ho preso parte al No Limit Six Handed da 2500$. Questo è uno degli eventi che preferisco poiché in questa modalità si tendono a giocare tante mani e l’aggressività paga quasi sempre”.
Alle World Series non si è mai scherzato ma ora non c’è più margine di errore: “Come temevo – rivela Fantini – il livello di gioco è incredibilmente salito, ad ogni tavolo affrontato c’erano 4, 5, giocatori giovani dell’online, molto abili, quasi tutti professionisti, a volte anche troppo aggressivi, quindi per fare fiches non si potevano commettere errori e ogni tanto era necessario prendersi anche dei rischi”.

La C-bet non va più di moda neanche al Rio. “Al primo tavolo capisco subito che aria tira: di norma la continuation bet non è più rispettata e nel 90% dei casi viene chiamata o raisata, quindi se davvero si vuol prendere il piatto, o si fa una second barrel al turn, oppure bisogna realmente aver un punto decente. Riesco a farmi pagare bene una doppia coppia e una scala che centro sulla quarta strada, cosi alla prima pausa, chiudo a 11.000 incrementando rispetto ai 7500 iniziali”.

Arriviamo al momento cruciale del torneo, la mano vinta contro Phil “OMGClayAiken” Galfond, uno dei giocatori di cash game online più temibili del mondo. “Dopo il break parto male, provo a rubare qualche buio – racconta Fantini – ma non floppo mai nulla di buono. Scendo sotto i 7mila quando con bui 75-150, mi spostano di tavolo contro Phil Galfond. La prima mano è subito positiva per me: da UTG spillo Q Q e apro a 350 ma vengo subito 3bettato a 1075 dal player statunitense. Essendo un tavolo 6max, una mano del genere non la posso mai passare contro un giocatore aggressivo come lui, così rilancio 2300, lui va all in ed io snappo. Lui mostra AK, sul board esce subito un Q e salgo a 15mila chips”.

Dopo la mano con Galfond sognare è lecito ma… “ a questo punto non vedo più carte e come al solito riesco a rubare poco, quindi scendo a 11mila ma dopo poco cambio ancora tavolo. Ed anche questa volta la prima mano è discreta: sono sul big blind e mi servono KK. Il player seduto in posizione Under The Gun (UTG) apre a 500, flatta il bottone, lo small blind rilancia a 1350 e a questo punto io 4betto a 4.000, per dare l’impressione di voler subito comandare il tavolo ma nessuno aveva una mano realmente forte e tutti passano”.

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L’azione è senza dubbio garantita a questo tavolo e gli scontri sono cruenti con l’azzurro sempre protagonista: “Seconda mano da small blind, spillo AJ suited, il bottone apre a 500, io re-raise 1350, lui chiama. Su un flop Q x x raindow, io rilancio di 1800 e l’avversario continua a seguirmi. Al turn un’altra carta ininfluente e, come detto, se vuoi prendere questi piatti, devi fare una second barrel strong, così punto 3800 e lui passa. In un’altra mano con AK faccio una 3bet e sul board trovo una bottom two pair e chiudo prima della pausa cena a quota 30mila circa”.

Il cheeseburger americano rimane indigesto al pro di Sisal Poker: “Torno a macinare fiches fino a 45mila e poi inizia tutto a girare storto: perdo un coin flip da 20mila con KQ contro A6 con il K subito al flop ma il mio avversario riesce a centrare una scala runner runner”.
“Provo – prosegue – a tendere una trappola con QQ ma al flop cade un bell’asso e pago una strada a un giocatore abbastanza chiuso. Chiudo facendomi coinvolgere nella battaglia di bui contro un giocatore short: non ho creduto alla sua puntata, ho pushato ma lui aveva realmente una mano forte e così ho concluso in 300esima posizione”.

Le sensazioni del primo giorno sono però positive: “Sono abbastanza soddisfatto del mio torneo. Come detto il livello si è alzato molto e, ad eccezione di qualche mano, non ho fatto gravi errori. Mi sono divertito a giocare così tante mani. E’ solo il primo di sei tornei ai quali sono iscritto. C’è ancora tempo per una bella prestazione. Ora è arrivato il momento di rilassarmi un po’: piscina e relax con i miei amici. Tornerò a giocare il 5.000$ Six Handed, torneo al quale tengo molto”.

Giornalista e consulente nel settore dei giochi da più di due decenni, dal 2010 lavora per Assopoker, la sua seconda famiglia. Ama il texas hold'em e il trading sportivo. Ha "sprecato" gli ultimi 20 anni della sua vita nello studio dei sistemi regolatori e fiscali delle scommesse e del gioco online/live in tutto il Mondo. Editor in Chief.