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Rocco Palumbo

Rocco Palumbo: “bad run? La svolta vera è sentirsi bene con se stessi”

[imagebanner gruppo=pokerstars]Sono passate due settimane ma il ricordo del Global Poker Master, finito a sorpresa nella bacheca azzurra è ancora forte. E se c’era un giocatore sereno e tranquillo nel Team Italia, durante le fasi conclusive, quello era Rocco Palumbo, decisivo nella finalissima contro i russi, per aver piazzato il pesante 1-0, di fronte ad Anatoly Filatov, uno degli avversari più brillanti e temibili, giocatore che sono negli MTT online è stato capace di accumulare vincite per 1,7 milioni di dollari e nei tournaments live 1,3 milioni.

Nella lunga trasferta maltese, Rocco era sempre sorridente, disponibile, pronto a fare gruppo con i suoi colleghi e compagni di viaggio, in primis l’amico Giuliano Bendinelli, con il quale ha condiviso gran parte del tempo.

Un comportamento coerente e in linea con una sua dichiarazione, nell’incontro con i media nel post vittoria, quando a microfoni aperti gli domandano: “che effetto fa essere diventato campione del mondo, in una competizione dove non sono in ballo soldi, visto la tua bad run online?”.

Il player genovese (che ha già vinto un titolo iridato individuale durante le WSOP 2012 in un evento NLHE 1.000$) ha parlato senza veli ed in modo diretto: “la run di per sé è quel che è. Non penso che il fatto che ci siano in ballo soldi possa influenzare la run stessa. Non penso che parlare della fortuna (o run come vogliamo chiamarla) per un giocatore professionista così a spot sia giusto. Penso che tutto debba essere valutato in un contesto più generale. Io so di essere una persona fortunata, di avere una vita sopra la media. Certo, per arrivare a certi livelli mi sono fatto un bel mazzo però si, sto badrunnando da due anni”.

Per quelli che conoscono il mondo del poker non da molto tempo, Rocco è noto nell’ambiente per essere stato un gran lavoratore, un grinder che ha macinato parecchio nella sua carriera online, anche affrontando molti sacrifici, soprattutto nei primi anni. Ed è certo che si riferisca a tutto ciò quando afferma: “mi sono fatto un bel mazzo”. D’altronde non esistono scorciatoie per arrivare a certi livelli e, a volte, il dazio da pagare, è non trascurabile. Ci sono fasi difficili nella carriera e vita di un poker pro, ma propedeutiche a raggiungere traguardi sempre più prestigiosi.

Negli ultimi due anni, con il suo trasferimento sul dot com le cose non stanno andando come sperato, ma stiamo parlando di un contesto diverso, dove la varianza e i downswing sono molto più accentuati rispetto al dot it, a causa soprattutto dei field molto ampi.

Il siparietto durante la conferenza stampa improvvisata prosegue, quando Bendinelli si avvicina ed esclama: “basta parlare di questa bad run, bro!”. Rocco risponde secco: “me l’ha chiesto lui, ciccio…”.

La vittoria del Global Poker Master potrebbe rappresentare un punto di svolta?

Si, la vera svolta è star bene con se stessi ed io ora mi sento molto bene, al contrario del passato. E se le cose nel poker non vanno al meglio, io mi sento bene e penso che il gioco ci sia.

Quindi bisogna solo aspettare che tutto torni a girare per il verso giusto…

Si… certo.

Ti è piaciuto il format del Global Poker Master?

Mi è piaciuta la struttura, perché ha favorito chi è stato capace in questi due giorni di esprimere il poker migliore. Bisognerebbe solo aggiungere un day e qualche step in più ma l’idea è stata fantastica. La World Cup meglio riuscita della storia del poker.

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Opinione ascoltata da Alex Dreyfus che ha deciso di aggiungere un giorno in più al nuovo format del Global Poker Master.

Il punto in finale è stato fondamentale per sbloccare a freddo il risultato con la Russia. Cosa ha rappresentato per te vincere un heads-up così importante?

Si. Passare sull’1-0 è stato un sollievo per me perché penso di aver affrontato l’opponent più difficile (Filatov, ndr). Sapevo che era molto forte e sulla carta era la partita che potevamo perdere con maggiore facilità. Temevo che potesse rientrare, non a caso nell’unica mia indecisione, se così possiamo chiamarla (ma forse sarebbe più corretto parlare di scelta al limite), lui ha colto l’occasione e si è preso la mano con prepotenza, in una situazione molto difficile. Il primo giorno è andato tutto storto a me, quindi questo punto è stato importante.

In heads-up però ti abbiamo visto molto tranquillo.

Si in quella disciplina sono molto confident, soprattutto quando la struttura è deep.

Penso ci siano pochi dubbi sull’MVP di Giuliano. E il più forte player che ha partecipato chi è stato?

Per me Bendinelli è il giocatore che ha giocato meglio nei due giorni del Global Poker Master. Il più forte fuori dal contesto GPM è senza dubbio Haxton.

Editor in Chief Assopoker. Giornalista e consulente nel settore dei giochi da più di due decenni, dal 2010 lavora per Assopoker, la sua seconda famiglia. Ama il texas hold'em e il trading sportivo. Ha "sprecato" gli ultimi 20 anni della sua vita nello studio dei sistemi regolatori e fiscali delle scommesse e del gioco online/live in tutto il Mondo.