Gioco legale e responsabile

News

Il futuro dei Super High Roller vedrà field separati tra Professionisti e Businessman a inizio torneo?

Scritto da
14/08/2019 16:26

1.234


La settimana scorsa si è svolto a Londra il Triton Million – A Helping Hand for Charity -, il torneo che, oltre ad avere il Buy In più alto della storia del poker, $1.325.351, ha anche introdotto una nuova formula per quanto riguarda la suddivisione dei tavoli di partenza del torneo. 

Non avendo la possibilità di contare su un numero congruo di iscritti che potessero fare fronte a un costo di iscrizione così elevato, si è pensato di facilitare l’allargamento all’entrata al torneo dei giocatori ricreativi, quasi tutti facoltosi uomini d’affari, spaventati dallo scontro coi giocatori professionisti. 

Il draw tradizionale di inizio torneo

In presenza del draw tradizionale, la cieca fortuna suddivideva in maniera totalmente random giocatori occasionali e super campioni, sbilanciando oltre ogni misura a favore di questi ultimi l’equity totale del torneo: più volte abbiamo pontificato sulla concreta possibilità che un giocatore occasionale abbia di vincere un torneo, ma qui si tratta di occasionali contro mostri sacri… la cosa cambia e non di poco. 

Bryn Kenney abbraccia Dan Smith

Ecco che il gruppo Triton ha proposto un approccio diverso per provare a rendere più livellato il sorteggio di inizio torneo, assegnando due status diversi ai partenti, suddividendoli in “recreational” e “professional”. 

L’idea del Triton

Ogni giocatore ricreativo avrebbe ricevuto un invito per partecipare al torneo e, una volta effettuato il bonifico da £50.000, avrebbe potuto scegliere un giocatore professionista da utilizzare come una sorta di corrispettivo per avere uno stesso numero di giocatori per entrambe la fasce.

Un comitato di esperti, secondo il sito di Triton Poker, ha determinato questo status e, seppure la linea di demarcazione tra gli uni e gli altri non fosse in alcuni casi ben delineata, tutti gli interessati hanno accolto con soddisfazione le decisioni di tale comitato. 

Alla fine del sesto livello, un redraw, questa volta totalmente randomizzato, avrebbe “mischiato” “rec” & “pro”, originando la partenza del torneo, chiamiamola così, “alla pari”. 

PokerNews ha raccolto alcuni feedback dei protagonisti e le opinioni sembrerebbero tutte piuttosto positive. 

Il parere dei protagonisti

Dan Smith, che per la cronaca ha chiuso terzo per una cifra da £7,200,000, ha dichiarato: “avevo delle riserve, onestamente, sulla ricerca dei giocatori, ma i numeri e il modo in cui essi sono stati trovati, mi ha sorpreso in modo positivo. C’era della sfiducia dilagante, soprattutto dopo i risultati del One Drop dell’anno scorso, ma coi soldi raccolti in beneficenza dal Triton, non se ne può certamente parlare male”.

Bill Perkins, la controparte di Smith in questo evento, ha anch’egli speso parole di elogio: “l’idea di non dover sopravvivere ad un 90% di giocatori professionisti e giocartela con metà del field che ha caratteristiche pari alle tue, è vincente, in questo modo approdare al Final Table non è un miraggio, ci ha fatto uscire dai nostri gusci”. 

Il suggerimento che si è sentito di dare Perkins è stato quello di abbassare il Buy In, tenendolo comunque elevato, circa $300,000 o $400,000, ma allargando la possibilità di entrata a molti più “businessman”.

Le proposte di Perkins

Perkins ha posto invece l’accento sul numero perfettamente equo di “recs” & “pros”, domandandosi se non sia meglio, a questo punto, allargare l’iscrizione ad un numero maggiore di professionisti che, chi lo sa, per l’occasione sono rimasti fuori dall’evento appena terminato, rimodulando le regole del draw iniziale. 

D’altro canto, invece, la forzatura imposta dal 50%/50%, offre la possibilità di richiamare tutti quei giocatori che vogliono ad esempio cimentarsi su una sorta di Poker Fantasy, come quello stra-conosciuto di ODB Baker o di Negreanu, il 25K Fantasy. 

Segui tutte le notizie sul mondo del poker 24 ore su 24 sulla pagina Facebook AssoNews. Metti like alla nostra pagina!

In quel caso molti giocatori sono meno attratti dal gioco perchè sempre in dubbio rispetto alla partecipazione più o meno parziale di un eventuale “prescelto” agli eventi WSOP, così si darebbe la possibilità a tutti di partire allo stesso modo, richiamando un maggior numero di scommettitori e/o di osservatori, da casa. 

Stesso discorso vale per chi ha venduto action per il torneo sotto forma di sfida, come ha ad esempio fatto Bryn Kenney, il quale ha invitato a scommettere contro la sua squadra, formata con il suo “alter ego” Cary Katz, e che ha sbancato il campo grazie al suo secondo posto che gli ha fruttato, dopo un accordo col vincitore, Aaron Zang, un premio pure maggiore. 

Tu cosa ne pensi? Lascia il tuo commento