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Poker amarcord: quando “Spider” Festa sfidava Jungleman in un heads up da 100k

Anno del signore 2011, siamo ai primi di novembre. Il Black Friday ha già calato sei mesi prima la sua mannaia, mandando a gambe per aria il mercato internazionale del poker online. Il cash game high stakes vive un momento di empasse quasi obbligato soprattutto online, dunque un fenomeno emergente come Dan “Jungleman” Cates cerca nuovi sfidanti live.

Jungleman sfida il mondo…

Lo scopo del fuoriclasse americano era quello di determinare “il miglior giocatore al mondo”, tramite una sfida mozzafiato di cash game live heads up da almeno 100mila dollari, da tenersi a Praga. Forse qualcuno di voi avrà memoria della Jungleman Prague Challenge, ma quasi nessuno ricorderà che un giocatore italiano aveva annunciato di accettare la sfida. Quel giocatore era “Giuseppe “Spider” Festa.

… “Spider” Festa risponde

Giuseppe Festa era uno dei professionisti di poker della prima ondata del boom, che puntava molto sulla visibilità nei tornei live per strappare contratti di sponsorship. Originario della provincia di Foggia e conosciuto online come “Spider”, Giuseppe era reduce da diverse esperienze da testimonial, tra cui quella con SNAI. Nel frattempo si era trasferito a Praga, dove puta caso si sarebbe dovuta tenere questa sfida lanciata dal forte “Jungleman”.

“Lo faccio per immagine”

Dunque, ai primi di novembre, iniziò a girare una notizia anche sui principali forum internazionali di poker: Jungleman aveva trovato un primo sfidante, ed era l’italiano Giuseppe Festa. In seguito la cosa fu confermata dallo stesso “Spider” in una intervista rilasciata a ItaliaPokerClub. In questa intervista Spider confermava l’intenzione di mettersi in gioco, anche se il livello (cash game heads up 200$/400$ con buy-in minimo di 100.000 dollari) era davvero super impegnativo. “Al momento so che saranno 500 mani con possibilità di rebuy nei primi 90 minuti. Non sappiamo ancora se sarà consentito il rebuy, che sposterebbe tanto i termini della sfida”, diceva.

Si trattava dunque più di una intenzione di acquisto, che di un acquisto vero e proprio. Le ragioni che lo avevano spinto a farsi avanti erano invece piuttosto chiare: “Lo faccio per motivi d’immagine, perché avrò un grosso ritorno in termini economici da questa sfida a prescindere dal risultato [,,,]

Secondo quanto affermava al tempo Spider Festa, c’erano grossi contratti pronti per lui, e altri sarebbero arrivati con la visibilità data da quella sfida stellare. Ricordiamo infatti che, almeno nei programmi, si sarebbe trattato della prima sfida cash heads up in streaming televisivo, con un ritardo di 15 minuti sul reale svolgimento del gioco. Dunque Festa si diceva convinto che la sfida, ancorché proibitiva al livello tecnico, sarebbe stato per lui una sorta di freeroll dal punto di vista commerciale…

Le regole

Tutto sembrava insomma far presagire un reale interesse, anche se fortemente legato ai termini della sfida che non erano stati ancora diffusi. Tali termini vennero poi resi noti qualche settimana più tardi. Confermati gli stakes (200$/400$), il buy-in (100.000$) e il numero di mani da giocare (500), si aggiungevano le seguenti regole, che avevano lo scopo di accostare la sfida a un match di boxe:

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  • KO: Se uno dei due giocatori abbandona il tavolo durante la sfida, perde tutti i 100.000 dollari
  • Vittoria ai punti: se uno dei due giocatori si trova in vantaggio monetario trascorse almeno 4 ore di gioco
  • Squalifica: in caso di comportamento scorretto da parte di uno dei due giocatori

Non se ne fece nulla, ma Spider Festa?

Purtroppo le settimane trascorsero senza nessuna notizia o conferma di sfidanti ufficiali. Nessuno dei tanti giocatori chiacchierati per la sfida, da Patrik Antonius a Daniel Negreanu a Luke Schwartz si fecero avanti, né tantomeno Tom Dwan che con Jungleman aveva ancora in sospeso la famosa “durrrr challenge”, sfida che poi non si sarebbe mai più completata. E poi, oltre al forfait dei grandi nomi, anche di “Spider” Festa e della sua voglia di sfidare il migliore al mondo, si seppe più nulla.

A dire il vero, poi, con il passare degli anni, “Spider” Festa è progressivamente sparito dal mondo del poker, dopo un periodo in cui aveva svolto anche attività manageriali per conto di vari casinò europei. Chissà se la sua carriera avrebbe davvero potuto spiccare il volo, con quella sfida – che probabilmente era una simpatica smargiassata – a un giocatore che ancora oggi rimane tra i più forti in assoluto del panorama mondiale.

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"Assopoker l'ho visto nascere, anzi in qualche modo ne sono stato l'ostetrico. Dopo tanti anni sono ancora qui, a scrivere di giochi di carte e di qualsiasi cosa abbia a che fare con una palla rotolante".