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Espen Jorstad

Dilemma Jorstad, il Campione del Mondo di Poker dopo aver vinto 10 milioni: “high stakes? Sono in crisi d’identità”


Essere o non essere? A meno di una settimana dall’inizio delle WSOP 2023, tutti si chiedono: “che fine ha fatto il campione del Mondo, Espen Jorstad?”.

Il norvegese l’anno scorso ha trionfato nel Main Event WSOP a Las Vegas vincendo un assegno da 10 milioni di dollari che ha diviso con i suoi finanziatori e quotisti.

Nella seconda parte del 2022, sotto la scia della storica vittoria di un norvegese nel torneo più importante dell’anno, Espen ha giocato molto tra Las Vegas, Cipro e Londra.

All’EPT inglese è arrivato al quarto posto nell’high roller da 25.000 sterline, vincendone poco meno di 90.000 pounds, oltre 95.000 euro. Ha dimostrato nell’occasione di potersela giocare con i più forti del Pianeta.

Il Main WSOP è una lotteria ma Jorstad è un professionista vero

Sappiamo bene che vincere il Main Event è un po’ come strappare un biglietto vincente della lotteria: ci vuole abilità ma in un torneo del genere è necessaria anche tanta, tanta fortuna. Per questa ragione nell’albo d’oro del Campionato del Mondo di texas hold’em ci sono vere meteore del poker, che sono scomparse nell’anonimato.

Jorstad è un giocatore nel vero senso della parola ma è anche ben consapevole dei propri limiti.
Ha rilasciato un’intervista interessante al World Poker Tour pochi giorni fa, ammettendo di vivere una crisi di identità, che è normale per un Campione del Mondo. Tutto accade in una volta, diventi famoso in poche ore, non è facile.

COMPARAZIONE BONUS DI BENVENUTO

Il norvegese è scomparso nel 2023

Nel 2023 non abbiamo visto Espen giocare eventi importanti. Ha partecipato solo al campionato norvegese (con buy-in da 800 euro), visto che in patria è vietato giocare a poker live. Così i gamblers scandinavi sono emigrati nella bellissima città di Bratislava.

Dopo aver vinto il Main Event, parecchi giocatori riscontrano difficoltà nel trovare la strada giusta. Fino a qualche anno fa era più semplice perché l’industria del poker, soprattutto quella americana (almeno fino al 2011), investiva sull’immagine del Campione del Mondo e, per un anno, la sua agenda era comandata dal marketing.

Oggi, ad esempio, PokerStars fa la stessa cosa con il campione che trionfa nel PokerStars Players Championship. Ma per le poker rooms non c’è più quel interesse vivo di promuovere il giochino con un testimonial come il Campione del Mondo, soprattutto in un paese, la Norvegia, che rimane ostile – dal punto di vista legislativo – al gioco.

Quindi, senza un percorso già stabilito, diventa difficile trovare la propria dimensione.

Poker content Creator

Inizialmente il Campione del Main ha cercato la sua strada nei contenuti: “La mia scelta è stata piuttosto immediata. Avevo già una certa presenza su internet: ero piuttosto attivo su Instagrame e avevo anche fatto vlogging, streaming e simili. Quindi ho pensato che fosse un buon modo, prima di tutto, di costruirmi un marchio personale, approfittando dello slancio, assumendomi anche il ruolo di ambasciatore del gioco”.

“Vivere in maniera sana, voglio dare il buon esempio”

Espen non ha neanche voluto perdere di vista la sua vita personale e la sua salute, nonostante la pressione, visto che tutti guardano nella sua direzione:

“L’immagine che cerco di dare è di una persona sana, cerco di mangiare sano, fare esercizio fisico, non bere troppo, meditare. Ho pensato che tutto ciò mi avrebbe messo in una buona posizione per cercare di essere un buon esempio per il gioco e per quello che dovrebbe essere un ambasciatore”.

“Io negli high stakes? Sono in crisi di identità….”

Nonostante i buoni risultati negli high roller nel 2022, Espen Jorstad dà il buon esempio anche in questo, con un atteggiamento tutt’altro che superficiale come hanno fatto purtroppo alcuni campioni del mondo prima di lui che hanno perso tutto quello che avevano guadagnato. L’attenzione per il bankroll non è trascurata dal player scandinavo.

Il passaggio sistematico negli high stakes lo spaventa, nonostante il bankroll. Diventare un giocatore e regular di high roller richiede tanto studio, applicazione e dedizione. Non è affatto semplice affrontare i giocatori più forti del pianeta. E’ vero che puoi avere la fortuna di trovarti anche con ricchi businessmen ai tavoli ma – in quel mondo – fare il passo più lungo della gamba è nulla. Una vincita da 10 milioni non ti mette al riparo da nulla.

Ho vissuto una sorta di crisi di identità. Dovevo prendere alcune decisioni. Voglio essere un creatore di contenuti e un vlogger, per promuovere il mio marchio personale? Oppure voglio essere il miglior giocatore di poker che posso essere, cercando di competere negli high stakes ed essere molto forte, tecnicamente appartenere alla cerchia dei giocatori migliori della terra? Oppure c’è un terzo scenario nel quale io sono alla guida della mia moto nella giugla tailandese e mi prendo cura del mio fisico e gioco solo quando ne ho voglia facendo una vita rilassata?”.

“Sono ancora alla ricerca della mia identità, ma è molto probabile che non continuerò a creare contenuti”.

L’insegnamento del Campione del Mondo verso il gioco responsabile

Espen Jorstad alla fine – in questa intervista – ci ha lasciato in eredità una riflessione importante sull’importanza di essere responsabili soprattutto nel mondo del poker dove – spesso – viene sottovalutato il fatto di giocare contro altri players e non contro il banco come in un casinò.

Se giochi in un tavolo con players fortissimi, se non è la tua giornata fortunata, devi stare molto attento e gestire al meglio le tue risorse, con la testa e umilità. Di sicuro se ti siederai sempre in quel tavolo, con giocatori più skillati di te, sei destinato a perdere.

Questo è il messaggio che ci lascia Espen: per affrontare gli high stakes devi essere molto preparato, questo richiede studio e applicazione e rischi comunque di fare il passo più lungo della gamba anche dal punto di vista finanziario. Ha senso? Se questo dubbio viene suggerito da un professionista che ha vinto 10 milioni di dollari, potete capire che è una riflessione che devono fare tutti. Siate responsabili e cercate di conoscere bene i vostri limiti e abbiate rispetto per il vostro denaro.

Editor in Chief Assopoker. Giornalista e consulente nel settore dei giochi da più di due decenni, dal 2010 lavora per Assopoker, la sua seconda famiglia. Ama il texas hold'em e il trading sportivo. Ha "sprecato" gli ultimi 20 anni della sua vita nello studio dei sistemi regolatori e fiscali delle scommesse e del gioco online/live in tutto il Mondo.