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Eugene Katchalov: “ho lasciato Kiev, due elicotteri militari sulla mia testa, sono in fuga dai russi”

L’Europa è ferita, la guerra è appena scoppiata con l’attacco russo sferrato nella notte in Ucraina. La tensione diplomatica tra est e over è ai massimi livelli: dopo 32 anni sembra di vivere in un clima da Guerra fredda, solo con uno spostamento dei confini più a est (in maniera simbolica da Berlino a Kiev). Il noto poker player Eugene Katchalov sui social ci sta raccontando la sua fuga da Kiev verso il confine con la Polonia per trovare un posto più sicuro. E’ evidente che nella capitale si senta a rischio. Ma non sarà facile raggiungere il confine, così ci ha rivelato su Twitter.

Chi è Eugene Katchalov

Katchalov è il giocatore ucraino più famoso: primo nell’All Time Money List del suo paese con 9,2 milioni di dollari di vincite lorde nei tornei live. Si è laureato all’Università di New York in Economia nei primi anni 2000 e per molto tempo è stato residente nel quartiere di Brooklyn. Ha scoperto il texas hold’em negli States.

E’ co-fondatore della società italiana degli e-Sports Team QLASH insieme all’amico Luca Pagano.

Di recente è rientrato nella sua terra d’origine e da stamani assiste all’invasione russa della sua amata patria. E’ fuggito da Kiev con la moglie e su Twitter sta condividendo la sua drammatica testimonianza.

Eugene Katchalov in fuga da Kiev e dall’invasione: il suo racconto

Eugene Katchalov ha postato tweet con cadenza quasi oraria, dando aggiornamenti agli amici su Twitter da stamani all’alba.

Si è svegliato ascoltando i primi colpi di artiglieria quando era ancora nella capitale. Ha deciso di lasciare Kiev in compagnia della moglie e di altri amici (i militari russi sono a pochi chilometri e stanno contendendo alle forze locali un aeroporto a 35 chilometri dal centro).

 

Lasciata la capitale si è rifugiato in un paesino nella periferia, in attesa di capire cosa fare: “sembra che sia meglio rimanere fermi perché il gas non sembra essere sufficiente per arrivare al confine e il traffico potrebbe essere straordinario, considerando il panico”. Ma la situazione militare presto degenera e il poker player cambia idea.

Nello stato, il Governo ha imposto a tutta la popolazione il divieto di spostamento per evitare che gruppi di infiltrati possa attuare qualche piano di sabotaggio agli obiettivi militari.

Nel villaggio (Eugene non ha rivelato il nome per ragioni di sicurezza sua personale) l’ex poker player ha affittato due camere in un piccolo hotel. Il problema sono le scorte “stanno finendo nei negozi”.

“Due elicotteri sulla mia testa, brividi come a New York l’ 11/9”

In questa area vicino a Kiev si inizia a percepire però ben presto la presenza militare inquietante dell’invasore verso le 13. Lo si evince dalla sua testimonianza diretta: “due elicotteri militari stanno volando sopra di noi. Non avevo nervi così tesi dall’11 settembre a New York”, dove Katchalov nel 2001 risiedeva per i suoi studi universitari in economia. Solo nel 2003 è diventato un giocatore professionista di poker, grazie alla sua esperienza diretta negli States.

Ma torniamo al presente. Quello che afferma Eugene è riscontrato: da notizie delle agenzie di stampa si apprende che degli elicotteri d’assalto russi stanno attaccano il secondo aeroporto più importante di Kiev, in periferia (che verso le 15.30 cadrà in mano nemica).

Nel primo pomeriggio la situazione sembra peggiorare: “tutto surreale, come essere in un film di guerra. Non conosco nessuno che si aspettasse che andasse a finire così male”.

Anche il Governo di Kiev ha confermato che sono in corso pesanti combattimenti attorno all’aeroporto di Hostomel, 35 km a nord dalla capitale.

“In fuga verso il confine con la Polonia”

Come detto i soldati di Vladimir Putin, varcata la frontiera dalla Bielorussia, hanno sfondato il fronte a difesa di Kiev e si stanno dirigendo verso la capitale. Sono a pochi chilometri, molto probabilmente nella parte Nord. La testimonianza del giocatore sembra confermare la presenza dei soldati nemici nelle zone limitrofe. Secondo fonti vicine ai servizi segreti russi, ci sarebbero diserzioni di massa nell’esercito ucraino a difesa della città (solo propaganda?).

La situazione verso le 14.30 del pomeriggio è in grave peggioramento e Eugene valuta la fuga. “Stiamo discutendo nel tentare di estrarre il gas dalla mia auto per trasferirlo in 2 SUV rimanenti verso Lviv e poi la Polonia. Ci potrebbe essere abbastanza gas” per arrivare al confine. Nel frattempo, pochi minuti dopo, i russi conquistano il secondo aeroporto della capitale.

Un racconto drammatico quello del poker player che, in prima persona, ci fa comprendere l’apprensione e i momenti di tensione che sta provando sulla sua pelle il popolo ucraino, invaso dall’esercito russo.

Seguono aggiornamenti

 

Giornalista e consulente nel settore dei giochi da più di due decenni, dal 2010 lavora per Assopoker, la sua seconda famiglia. Ama il texas hold'em e il trading sportivo. Ha "sprecato" gli ultimi 20 anni della sua vita nello studio dei sistemi regolatori e fiscali delle scommesse e del gioco online/live in tutto il Mondo. Editor in Chief.