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Global Poker Masters: l’Italia stravince in finale

[imagebanner gruppo=pokerstars] Nel Global Poker Masters non ci saranno state in palio cifre importanti, ma a nessuno piace perdere, a maggior ragione in finale: un confronto, quello con la Russia, che i giocatori italiani hanno vinto senza appello, piazzando un secco 3-0 che se si fosse continuato a giocare avrebbe magari potuto trasformarsi in un punteggio ancora più impietoso.

Visto infatti che i testa a testa erano cinque – tanti quanti i membri di ogni squadra evidentemente – chiunque fosse arrivato a tre sarebbe stato decretato vincitore. Per la squadra italiana nessun giocatore è mai stato a rischio eliminazione, mentre in più di un’occasione i nostri avversari si sono salvati.

Del resto, va pur detto che ogni nostro connazionale poteva contare su uno stack di 409.000 fiches, contro le 148.000 dei nostri avversari: un vantaggio importante che i nostri hanno saputo sfruttare, con gli avversari di Kanit, Dato e Sammartino che si salvavano in almeno tre occasioni, ma lasciavano il compito fatto a metà.

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Il primo a capitolare è stato l’avversario di Rocco Palumbo, che ha perso un coinflip con AK contro 66 di “RoccoGe”: quest’ultimo chiama il set al flop e viene subito accontentato, col suo avversario che è drawing dead al turn.

Il secondo punto lo porta a casa Dario Sammartino, in vantaggio col suo A3 contro il K8 di Alex Bilokur: quest’ultimo trovava un re al flop, ma il napoletano chiudeva una scala runner runner, con un “dieci” chiamato dalla curva che si materializzava al river chiudendo il gutshot.

Con Andrea Dato e Giuliano Bendinelli ancora alle prese coi propri avversari, a chiudere il discorso ci pensava Mustapha Kanit contro Vladimir Troyanovskiy, forse il giocatore più rappresentativo della sua nazionale.

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Su board king high, infatti, “mustacchione” andava all-in, venendo chiamato dal russo che aveva JT, second pair grazie al dieci: troppo poco per battere il KJ di Kanit, che così esultava scherzosamente assieme ai compagni di squadra, sicuramente soddisfatti per essere riusciti a prevalere, malgrado la valenza poco più che simbolica della manifestazione.

Un successo voluto con l’entusiasmo e la determinazione, trovato con quest’ultima, il talento e la fortuna necessaria in un format dove sicuramente la varianza – specie nelle prime fasi – è importante. Di certo si tratta di una manifestazione che può migliorare ulteriormente, ma che ai giocatori è piaciuta, e verosimilmente anche agli appassionati di poker: per questo in futuro sarà bello tornarci, da campioni in carica.

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