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Lingua al tavolo

888poker Madrid: super caos per la lingua usata al tavolo!

Una delle prime cose che si imparano quando un giocatore di poker decide di frequentare trasferte al di fuori dal proprio Paese, è quella di rispettare la lingua che si può utilizzare al tavolo.

Questo non succede solo nella partite live di tutto il mondo, ma anche nelle poker room online, dove la prassi prevede che esista una regolamentazione atta a far sì che tutti capiscano cosa stia succedendo al tavolo.

Nei tour live più importanti del mondo, generalmente è consentito parlare la lingua del posto e una utilizzata molto più largamente, solitamente l’inglese.

888poker Live Madrid 20th Anniversary

Proprio in questi giorni si sta giocando a Madrid uno dei tornei più importanti che 888poker abbia mai organizzato, in virtù del suo 20° anniversario. Nella serata di ieri si è concluso il Day 2 dell’evento da €1.100 di Buy In e in quella di oggi è previsto il Final Day.

I premi sono stati raggiunti alla fine del Day 2 e i restanti 39 giocatori torneranno in campo questo pomeriggio per il decisivo Day 3 del torneo. Dopo la chiusura della registrazione tardiva, sono state messe a referto un totale di 374 iscrizioni e i giocatori rimanenti si batteranno per il montepremi di € 349.241.

I sopravvissuti sono stati in grado di imbustare le proprie chips alle 3 del mattino, dopo un conteggio che ha assegnato la leadership provvisoria del torneo a Sebastian Moreno che ha chiuso la giornata con ben 2.950.000 chips. Nell’ultima mano della serata, Moreno ha vinto un gran piatto contro Paulo Ponciano in bolla, chiudendo un colore che lo ha incoronato chipleader di giornata.

Il fattaccio di fine serata per la lingua

Ciò su cui però vogliamo mettere l’accento, è un episodio capitato durante il livello numero 17, su bui 5.000/10.000 BB Ante 10.000, quando si crea un piatto piuttosto importante che coinvolge ben 4 giocatori.

La dinamica pre flop non viene descritta analiticamente dai colleghi di PokerNews presenti a bloggare l’evento, ma ciò che ci interessa maggiormente, è quello che accade dopo che tre players le mettono dentro tutte mettendo a repentaglio il torneo di uno dei due short stack, il finlandese Julius Kettunen, che in quel momento gioca con poco più di 11x, 114.000.

L’altro giocatore piuttosto corto, si presenta con 8 9 , mentre il protagonista della mano che copre tutti, si presenta con una coppia di Jack rossi.

A mettere ulteriore casino a questa situazione, ci si mette Mario Sousa, giocatore portoghese che, da quarto, deve prendere la sua decisione.

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Galeotta la lingua portoghese

Sembrerebbe ad una prima analisi tutto perfetto, tranne che per il fatto che Sousa comincia amabilmente a discutere della sua stessa decisione, in lingua portoghese, con un altro giocatore lusitano, cosa che, evidentemente, non si può fare.

I giocatori impegnati nella mano fanno notare in modo piuttosto veemente la cosa al dealer e al personale di sala, ma Sousa, evidentemente poco avvezzo a mettere tutti d’accordo, oltre all’episodio della lingua utilizzata, decide di dichiarare il fold mostrando face up il suo AKo, venendo meno anche a quella etichetta che consiglia di muckare le proprie carte quando si è in presenza di un imminente showdown, per non palesare eventuali out che servono ai colleghi invischiati nel colpo.

Allo showdown la situazione che si presenta è la seguente:

  • Kettunen: a q
  • Big Stack: j j
  • Short Stack: 9 8

Il board è pirotecnico, visto che lo short stack chiude subito un insperato colore a picche: a 10 5 , ma turn e river non gli danno scampo, visto che prima il board si paira con un 10 e poi regala il full house a Kuttunen grazie a un a che gli fa triplicare lo stack.

La foto in homepage ( courtesy Pokernews & Pokered ) fa capire con una certa chiarezza quanto gli animi non fossero esattamente distesi.

COMPARAZIONE GIOCHI
"C'è chi pensa che sia impossibile prendere parte a tutti i tavoli finali dei tornei a cui si partecipa. Questo è vero per tutti. Tranne per chi li racconta".