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Las Vegas

Le partite cash high stakes nei casinò stanno scomparendo da Las Vegas

Nel giro di pochi anni a Las Vegas non si giocheranno più partite pubbliche high stakes nei casinò?

A disegnare questo scenario è il professionista inglese Spencer Lewis che in un post sul social X ha scritto che in futuro, nella Città delle luci, le partite cash game high stakes saranno solo private.

Le conseguenze per l’ecosistema sarebbero imprevedibili, a iniziare dai destini dei regular cash mid-stakes che vogliono salire di livello.

L’accusa di Lewis

Nel suo post su X Spencer Lewis ha scritto che attualmente nelle partite pubbliche dei casinò di Las Vegas il livello più alto disponibile è il 10/20. Per andare oltre ci sono solamente le partite private che possono essere organizzare anche all’interno delle stesse case da gioco.

“La scena delle partite pubbliche di cash game a Las Vegas è davvero folle in questi giorni. É praticamente impossibile giocare pubblicamente qualcosa di più alto della 10/20 e le partite private nei casinò hanno una rake così alta che – ne sono convinto – ogni gioco superiore a 5/10 entro il prossimo anno diventerà privato”.

L’industria del poker non segue i giocatori che studiano di più ma da quelli che capiscono la natura del gambling e dei giochi a somma zero.

Matt Berkey

La testimonianza di Matt Berkey

Secondo Matt Berkey però le cose sono sempre state come delineate da Lewis:

“Non è un cambio recente, le partite private sono state il centro della azione high stakes fin dalle origini del gioco. Quasi mai il Bellagio fa partire in pubblico partite più alte della 10/20/40 – ha scritto Berkey in risposta al post dell’inglese, in cui poi elenca le partite private più folli della città, da quelle organizzate da Esfandiari e Robl nei giorni del Victory a quelle cucite ad arte su Jamie Gold da Gabe Thayer al Venetian nel 2008.

Per lo statunitense la differenza più grande tra il 2023 e il 2008 è che oggi le partite pubbliche sono più soft e c’è più disponibilità di partite private o semiprivate.

“Che si possa scegliere tra 6 giochi diversi non si era mai sentito 15 anni fa. La Bobby’s Room offre partite private nose bleeds, con al massimo una partita semi privata a 25/50 o 50/100 e tre partite pubbliche.”

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Capire l’ecosistema poker

Secondo Berkey le parole di Lewis sono causate dalla frustrazione di essere invitato raramente alle partite private. La ragione di ciò starebbe nel fatto che Lewis ha uno stile di gioco spewy che causa disagio negli amatori che prendono parte a partite di questo tipo:

“L’industria del poker non è guidata dai giocatori che studiano di più, ma da quelli che capiscono la natura del gambling e dei giochi a somma zero. Se vuoi giocare a degli stake che ti piacciono in una competizione che puoi battere, allora aiuta a curare un gioco in cui gli incentivi ti allineano con quelli degli altri nella competizione”.

La soluzione: passare ai tornei

In chiusura del suo intervento Berkey ha invitato il collega che si lamenta delle partite cash game high stakes di Las Vegas a dedicarsi ai tornei.

“Passare ai tornei è francamente la cosa migliore che abbia mai fatto per la mia salute – gli ha ribattuto Lewis – perché partecipare ai ‘giochi politici’ nella scena dei giochi privati esaurisce in un modo incredibile. Nel momento in cui scrivo, nei soli Aria Wynn e Bellagio, ci sono 6 partite private in corso dalla 25/50 alla 100/200!”

Dopo anni passati a scrivere di altro, in un periodo sabbatico mi sono appassionato al poker e dal 2012 è diventato il mio pane quotidiano. Intanto ho scritto un paio di libri che niente hanno a che vedere col nostro meraviglioso gioco.
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