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Phil Hellmuth, sempre lui: vince il 14° braccialetto WSOP!

[imagebanner gruppo=”pokerstars”]Phil Hellmuth è ancora una volta campione WSOP: il professionista americano ha appena vinto il 14° braccialetto della sua inarrivabile carriera. Lo ha fatto nell’evento #17, il Championship di Razz, quella stessa variante che gli aveva già regalato la gioia del 12° titolo iridato nel 2012. Considerando quanto ha vinto in carriera (18.5 milioni di dollari lordi nei tornei live), la prima moneta da 271.105$ passa quasi in secondo piano: Phil era a caccia della gloria e con questo successo ha raggiunto il suo scopo, aumentando il distacco dal rivale Phil Ivey, fermo a quota 10 braccialetti.

Phil Hellmuth

Il final day del Championship Razz da 10.000$ di buy-in incominciava con appena 12 players left, un field rimanente ristretto ma in linea con il numero di iscritti (103). Tra i giocatori ancora in corsa, i favoriti per la vittoria erano sicuramente Phil Hellmuth (3° stack), lo specialista Brandon Shack-Harris, il fresco vincitore del braccialetto nel Championship di Pot-Limit Hold’em Shaun Deeb, Mike Leah e il veterano Erik Seidel, che iniziava la giornata con il 4° miglior stack.

Per il campione americano, tuttavia, la caccia al 9° braccialetto si ferma quasi subito: poco dopo l’eliminazione di Trevor Jones (12°), Seidel si scontra con Shack-Harris ma il suo A-4-9 viene clamorosamente annullato da un altro Asso, un altro quattro e un altro nove, mentre l’avversario chiude un punto 8-high. Per Erik un premio da 22.597$.

L’uomo bolla del final table “unofficial” è Eric Wasserson che da short va ai resti con un A-9-7 che viene superato dall’A-8-9 di Thomas Keller. Nei tornei di varianti solitamente il tavolo finale è 8-handed e a questo non prende parte Shaun Deeb, eliminato in 9° posizione da Phil Hellmuth. In questo caso i due si giocano un piatto enorme andando all-in in 5th street con Deeb che mostra 7-3-9-A-4 e Poker Brat che punta al nuts con A-3-2-5-9. In 6th street Hellmuth riceve proprio un 4 per il nuts e in questo modo elimina l’amico e collega.

Passa un’oretta ed è Brandon Shack-Harris a doversi arrendere, eliminato dal 9-high di Mike Gorodinsky. Poco dopo tocca a un altro esperto variantista come l’inglese Stephen Chidwick, mandato a casa in 7° posizione da Thomas Keller. Rimasti in 6 il gioco si fa più intenso e  a doversi alzare dopo diverse ore è Jyry Merivitra, rimasto ormai cortissimo e chiamato da ben tre giocatori.

In questo momento del torneo Phil Hellmuth domina in lungo e in largo, tanto da arrivare ad avere uno stack pari al 50% delle chips in gioco. L’americano inizia seriamente a vedere il 14° braccialetto WSOP della sua straordinaria carriera, specialmente dopo le eliminazioni in rapida successione di Thomas Keller e Mike Leah, bustati in entrambi i casi da Mike Gorodinsky.

Questo giocatore sembra essere l’unico in grado di tenere testa a Hellmuth e questa convinzione si fa ancora più forte quando elimina anche Adam Owen, portandosi all’heads-up conclusivo con 1.9 milioni di chips, quasi il doppio di quelle in dote all’esperto avversario.

Phil comunque mette in mostra una grande freddezza e padronanza del gioco fin dalle primissime battute del testa a testa, riuscendo a rimontare lentamente ma con costanza. Nel giro di due mani riesce poi a effettuare il sorpasso: prima costringe al fold l’avversario in 6th street dopo avergli fatto investire buona parte dello stack, poi lo supera grazie a un A-6-4-7-J-5 che ha la meglio sul punto 8-high di Gorodinsky.

Tuttavia, ha davanti un giocatore che non è per nulla arrendevole e che non sembra patire la presenza del giocatore più titolato al mondo. La sua determinazione dà vita a una serie di sbalzi nel chipcount, con i due che prima tornano in parità, poi Hellmuth relega Gorodinsky ad appena 600.000 chips e infine subisce la rimonta andando addirittura sotto (1.3 milioni contro 1.7).

Phil non accetta di essere nuovamente dietro ed ecco spuntare fuori il Poker Brat che tutti conosciamo: in preda al tilt si lamenta del dealer, accusandolo di non svolgere al meglio il suo lavoro e chiedendone la sostituzione, anche se la sua unica colpa sembra essere quella di non consegnargli buone carte. Hellmuth arriva addirittura a chiamare il floorman per rimproverarlo: “Voi dovete sostituire i dealer in tempo. Dovete seguire la procedura“.

Le premesse per mandare in fumo il sogno del 14° braccialetto ci sono tutte, ma improvvisamente Phil torna in sè e riprende a giocare con il suo A-game. Il risultato? Riconquista di prepotenza la leadership per poi arrivare addirittura a quota 2.645.000 contro i 455.000 dell’avversario. Gorodinsky tenta l’ennesima disperata rimonta ma non c’è nulla da fare: ormai è troppo corto e per Phil Hellmuth arriva la vittoria, che gli permette di inserire in bacheca il 14° braccialetto WSOP, migliorando in questo modo il record mondiale che già deteneva.

Questo il payout al final table:

1. Phil Hellmuth $271.105

2. Mike Gorodinsky $167,517

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3. Adam Owen $104,914

4. Mike Leah $75,964

5. Thomas Keller $59,370

6. Jyri Merivirta $47,344

7. Stephen Chidwick $38,447

8. Brandon Shack-Harris $31,727

9. Shaun Deeb $26,557

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