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Trickett: ‘gli high stakes londinesi e £ 50.000 a braccio di ferro’

Sam Trickett sta mettendo nel cassetto un’estate impegnativa: i bagordi di Las Vegas hanno lasciato il segno nel fisico e la scarsa forma si sta facendo sentire anche nella mente. Non è un caso che il rendimento ai tavoli high stakes di Londra non sia eccezionale. Il pro inglese ha deciso di sottoporsi ad un duro allenamento prima di tornare in action.

“Ho messo su – confessa nel suo blog – un pò di peso a Las Vegas e la gente sta cominciando a farmelo notare. La cosa mi disturba. Sono entrato al Palm Beach di Londra la scorsa settimana e tre persone hanno iniziato a commentare il mio aspetto. Un regular ha detto che dalla faccia sembravo grasso”.

Sam inizia con i buoni propositi: “devo perdere chili e rimettere in forma anche le braccia, poi capirete per quale motivo…”.

“Una sera al Palm Beach giocavo ai tavoli 25/50 e 50/100 Pot Limit Omaha. Non c’è mai azione in questi giorni…”. Gli altri regular l’hanno preso di mira, mettendolo in imbarazzo e il giochino psicologico nei confronti di Big Sam sembra aver funzionato: Trickett non ha gradito e i risultati sono stati a dir poco disastrosi. 

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Sono stato peggiore al tavolo: ho perso 35.000 sterline. Per scordarmi della perdita ho deciso di bere due bicchieri di vino ma è degenerata… ero ubriaco. Ho smesso di giocare verso fine sera e abbiamo deciso di andare a bere due drink in centro. Stavo aspettando un amico quando un regular che conosco, un ragazzo magro di circa 50 anni, mi ha sfidato a braccio di ferro”.

Trickett si sente skillato per il gioco (“avrò perso 3 volte su 100 attacchi“) e l’odore dei soldi facili era nell’aria (“il ragazzo mi sembrava ubriaco e un pò tiltato dopo una sessione alla roulette…“). 

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Sam Trickett divertito al tavolo con la playmate Francesca De André durante il WPT Venezia

Sam ha proposto come posta 500 sterline ma il regular ha rilanciato fino ad arrivare a 50.000… Con l’alcool che scorreva nelle vene, Trickett ha accettato la sfida: “ci avviamo nella sala vip con un seguito di circa 35 persone, ci siamo seduti, l’ho guardato negli occhi, stavo per mettere la mia mano sulla sua… quando ho sentito puzza di bruciato. Sembrava tutto facile… così… mi sono fermato. Calmati amico!”.

Si è scoperto che era un campione, non aveva mai perso una partita, poteva battere anche Silverster Stallone in Over The Top. Mi sarei trovato senza 50.000 sterline e con il braccio strappato”.

Editor in Chief Assopoker. Giornalista e consulente nel settore dei giochi da più di due decenni, dal 2010 lavora per Assopoker, la sua seconda famiglia. Ama il texas hold'em e il trading sportivo. Ha "sprecato" gli ultimi 20 anni della sua vita nello studio dei sistemi regolatori e fiscali delle scommesse e del gioco online/live in tutto il Mondo.
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