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Soul reads

Cinque tra le più spettacolari “Soul Reads” della storia del poker (Video)

Soul reads

Le “Soul Reads”, sono una parte del gioco del poker tra le più affascinanti e quelle che, per chi ne è l’artefice, portano maggiori soddisfazioni. 

Cosa sono le soul reads

Italianizzando un po’ il conceto di “Soul Reads”, potremmo definirle come “letture dell’anima”, oppure, se preferite, allargandolo per porlo più vicino a noi e al nostro gioco, sarebbero le “letture profonde” che un giocatore effettua sul range o, addirittura, sulle carte esatte in possesso dei nostri avversari. 

Chi ha giocato a poker sa benissimo che effettuare una lettura delle carte dei nostri rivali, significa “averci preso” e spesso è qualcosa che dà una certa soddisfazione, anche se spesso piuttosto casuale. 

Nella piccola raccolta che vi presentiamo quest’oggi, proponiamo una serie di 5 “Soul Reads”, tra le più spettacolari di sempre, tutte catturate all’inizio della mano. 

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Questo è un particolare da non sottovalutare, poiché è pacifico che, più avanti vai nel corso del colpo, più informazioni puoi aggiungere alla lettura del range dei tuoi avversari. 

Tra Hellmuth e Brunson un quintetto di “Nostradamus”

Il video parte proprio con Hellmuth che folda sull’apertura  di Jennifer Tilly. 

Al termine del solito divertente teatrino di Hllmuth, Joe Hachem indovina in pieno la combo del suo avversario al tavolo. 

Si prosegue con la 4Bet di Daniel Negreanu, “catturata” questa volta da Scott Seiver, che chiede a Daniel se la sua fosse un Fourbet bluff.

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Daniel gli risponde di sì e prima gli dice se vuole vedere una delle sue carte e poi glielo impedisce…

La migliore soul read è quella di Doyle Brunson

A nostro parere la più bella di tutte è quella che Doyle Brunson effettua sullo stesso Daniel Negreanu. 

Più che annoverabile tra le “soul reads”, quella di Texas Dolly è una fortunata profezia legata al flop. 

Le prime tre carte comuni sono infatti 10 8 9 e il grande vecchio del poker mondiale dice: “non avrai mica q j ?”.

Ci ha preso in pieno!

"C'è chi pensa che sia impossibile prendere parte a tutti i tavoli finali dei tornei a cui si partecipa. Questo è vero per tutti. Tranne per chi li racconta".
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