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Come giocare le carte “suited” nel No Limit Hold’em

“Sì, ma erano suited!” Quante volte avete sentito questa odiata frase, di solito usata come giustificazione di una cattiva chiamata da parte di un giocatore che ha vinto una mano contro di voi partendo da dietro? Le carte suited (dello stesso seme, ndr) possono essere molto o niente, o meglio possono essere spazzatura da buttare via o ancore a cui aggrapparsi, a seconda del momento che stiamo vivendo al tavolo.

Essendo la situazione con due carte suited una delle più fraintese – o meglio “liberamente” interpretate – nel no limit hold’em, cerchiamo di mettere qualche punto fermo, analizzando le diverse situazioni e mettendovi in relazione utilità di questo tipo di mani. Partiamo ipotizzando di essere short stacked:

Carte suited da short stack:
Quando sei corto, le carte suited (da adesso le chiameremo SC, ndr) hanno due caratteristiche che rivestono grande importanza nel valutarne la convenienza. La prima è senza dubbio il fatto che le SC accrescono il valore della vostra mano quanto più essa parte dietro. Ad esempio, se vi trovate in uno scontro j 2 vs j j , il fatto di essere suited fa schizzare le percentuali della vostra mano dal 6 a quasi l’11%. Per contro, se avete AK e vi scontrate con AQ, il fatto che le vostre ‘Anna Kournikova‘ siano suited le fa lievitare appena dal 73.5 al 74.5%.

Si potrebbe obiettare: sì ma allora l’essere suited avvantaggia solo le mani da buttare? e solo per piccoli stack? In realtà, i buoni giocatori di poker sanno bene che lo “showdown value” è solo una parte del valore globale di una mano, poichè si può vincere un piatto senza arrivare allo showdown. Infatti in casi del genere, il piano A è che tutti foldino, mentre il piano B (le considerazioni che abbiamo fatto sopra) scatta nel momento in cui c’è un call.

La seconda proprietà delle SC è che la possibilità di centrare un colore “cresce” decisamente se si centrano dopo il flop. Infatti, per una chance di centrare il colore già sul flop ne abbiamo circa quattro di farlo sul turn, e addirittura 10 che ciò accada sul river. I numeri dicono infatti che le probabilità di centrare un flush al flop sono di 118/1, mentre sul turn crescono a 33/1 e sul river a 15/1.

Mettendone insieme queste due proprietà, le SC diventano una ottima occasione per mandare i resti da short stack, specialmente se ti trovi con giocatori tight dietro, con la cospicua possibilità di portare via il piatto uncontested. La maggior parte della tua equity in una mossa del genere risiede nel fold avversario. Se hai identificato come chiuso il tuo rivale, le rare volte in cui egli fa call partirai ovviamente dietro, ma con i due fattori di cui abbiamo parlato prima che sono lì, pronti a far acquisire valore alle tue SC.

Gli steal da short con le SC sono più efficaci se hai mostrato di recente mani con un A. Ciò potrebbe portare i tuoi avversari a volerti fare call con qualsiasi asso “buono” (con un buon kicker, ndr), ipotizzando essi di partire davanti a qualsiasi mano che non sia una coppia, e in coinflip con la maggior parte di queste ultime. Con questo tipo di immagine al tavolo, il tuo 6 5 ha aspettative decisamente maggiori di un A6, che quest’ultimo sia o meno suited.

Assumendo un altro punto di vista, l’avere o meno una mano suited influisce davvero poco sulla tua decisione di fare o meno call all’allin di uno short (o parimenti quando è il raiser deep e tu sei lo short a dover decidere). Le pot odds per il call esistono nel momento in cui pensi di partire davanti, e il fatto che la tua mano sia o meno “a colore” non influisce sulla bontà della decisione.

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Carte suited da deep stack:
Come detto prima, quando sei short centrare il colore fa sempre parte del piano B, dove il piano A è un fold generale. Al contrario, quando hai uno stack rilevante, il piano A diventa di tenere gli avversari dentro fino a che tu non chiuda il colore, e quindi punirli. Parliamo di implied odds.
Diciamo subito che avere uno stack deep davanti non conferisce automaticamente le implied odds. I giocatori di poker sono per natura ottimisti, e quindi verrebbe facile pensare alle implied odds in termini di quanti grandi piatti ti possano portare, ma le cose non stanno proprio così.

Ci sono diversi fattori che possono tagliare le i.o.: un piatto che smette di essere conveniente perchè il gioco si fa aggressivo; il fatto che un avversario ti possa fare il colore, e scappare; non poter fare slowplay per paura di una quarta carta a colore che annusiamo come pericolosa, e così via. Al netto di tutto ciò, rimane un novero di situazioni da cui estrarre valore ma che al tempo stesso non spostano gli equilibri più di tanto.

In realtà le SC lavorano bene quando il flop presenta un draw. Floppare un colore è fantastico, ma accade una volta su 118 e sarebbe da stupidi giocare le SC con quell’obiettivo in testa. Ma la probabilità di floppare un flush draw è di 8 a 1, molto più invitante e che apre prospettive di semi-bluff. A volte funziona meglio da deep stack, a volte da short. Quando sei deep, gli avversari potrebbero foldare mani marginali per paura di ulteriori bet da parte tua, ma se fanno call o addirittura ti raisano in faccia sono dolori. Se invece sei short hai molte più possibilità di venire chiamato, ma la perdita in questo caso è “limitata” e in ogni caso vedresti due carte al prezzo del tuo bluff.
Importante in questo senso è anche la tua immagine al tavolo, perchè più essa è solida, maggiormante accresce la profittabilità dell’ effettuare una mossa del genere anche con SC medio-piccole.

Carte suited e posizione:
Altro importante criterio di valutazione delle SC è la posizione. Ci sono due ragioni per desiderare di essere l’ultimo a parlare:
– la prima è che, dal momento in cui il primo giocatore a parlare dopo il flop spesso checka, è abbastanza facile vedere una carta gratis ed eventualmente chiudere il nostro progetto con poca spesa.
– la seconda è che se le implied odds sono dalla tua parte, è più facile farsi pagare quando si è in posizione.

Se chiudi un colore fuori posizione c’è il rischio che se fai check il tuo avversario ti checki dietro, oppure che  foldi ad un bet anche abbastanza debole. E’ improbabile trovare un avversario che fa raise su un board potenzialmente a colore.

Infine, un accenno ai multiway pot, che in genere sono per chi ha in mano due SC come la marmellata per gli orsi. Certamente queste situazioni aumentano le tue implied odds, perchè è molto più facile trovare un caller quando hai centrato il tuo colore.
Ma attenzione ai “rovesci della medaglia”: in piatti affollati il semibluff rischia spesso di trasformarsi da vantaggio a sventura. E’ infatti molto più improbabile che tu riesca a vedere il turn gratis. Inoltre, non è infrequente che uno dei tuoi avversari abbia in mano due SC più alte del tuo stesso seme, oppure un A del tuo stesso colore che potrebbe rivelarsi molto pericoloso in caso di tuo colore chiuso ma – ad esempio – con un river ancora da vedere.
In definitiva, i multiway pot favoriscono chi ha in mano SC solo in caso di tavoli molto passivi, e ciò è difficile che accada se non a livelli molto bassi di buy-in.

"Assopoker l'ho visto nascere, anzi in qualche modo ne sono stato l'ostetrico. Dopo tanti anni sono ancora qui, a scrivere di giochi di carte e di qualsiasi cosa abbia a che fare con una palla rotolante".