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Come diventare grandi giocatori di Sit’n’Go – prima parte

Come già detto abbondantemente in altre occasioni, diventare bravi nei sit’n’go è sicuramente difficile. Non solo, infatti, dobbiamo essere in grado di giocare bene full-ring o 6-max, ma dobbiamo anche padroneggiare le tecniche e le strategie per meglio affrontare le fasi intermedie, la zona bolla e l’heads-up conclusivo. Il gioco si è fatto decisamente più duro ultimamente e, pertanto, se si vuole davvero riuscire a trarne un qualche profitto occorre essere preparati al massimo su ogni singolo aspetto di questi mini tornei.

 Ricordo che quando giocavo sit’n’go, ero solito passare molto tempo a revisionare la mia azione ai tavoli tramite programmi come Holdem Manager e SitNGo Wizard. Volevo assolutamente affinare il mio gioco oltre che in generale anche, e soprattuto,  nelle decisioni basate sull’Indipendent Chip Model
Lo scopo di questo articolo é, quindi, quello di illustrarvi il procedimento da me utilizzato per analizzare in maniera metodica e sistematica il grosso quantitativo di mani che giocavo ogni giorno. Dato che ero solito partecipare ad un numero oscillante tra i 50 e gli 80 tornei quotidiani, per me era diventato impossibile controllare ogni singola mano. Non dico che dobbiate farlo voi, l’importante infatti è che – man mano che aggiungete tavoli e che aumentate le ore di grinding – siate sicuri di non aver lacune di qualche genere nel vostro approccio ai sit’n’go.
Gli strumenti principali da me utilizzati, come detto in precedenza, sono stati Holdem Manager e SitNGo Wizard. Penso che la cosa si potesse fare anche con PokerTracker 3, tranne per alcuni tools da me appositamente sviluppati.
Oltre a questi 2 software, ho anche programmato diversi script per AutoHotKey che, tra l’altro, sono ancora disponibili sul mio blog e scaricabili in maniera del tutto gratuira.
Il lavoro che ero solito fare può essere, per comodità, diviso in due fasi (che tratteremo in due articoli separati):
1. La review quotidiana
2. L’apprendimento dell’ICM mediante lo studio di mani reali

Se a prima vista pare che il lavoro da fare sia davvero tanto, in realtà è più semplice di quanto sembri. Normalmente studiavo un’ora o due la mattina,  prima di iniziare a giocare. Dopo di che mi facevo 5-6 ore di grinding. Nei week-end, invece, ero solito fare un resoconto settimanale della durata di alcune ore. Credo fermamente che almeno il 20% del tempo dedicato al gioco vada passato a studiare. Solo in questo modo è possibili progredire. Tramite alcune operazioni che vi descriverò più avanti, sarete in grado di analizzare le vostre sessioni di gioco in maniera molto più rapida, ottimizzando in tal modo il tempo a vostra disposizione.
Io ormai non gioco più tanto i sit’n’go. E, se devo dirla tutta, non mi sono mai piaciuti granchè. Credo di essere stato capace di battere i 6-max a stakes medi su PokerStars per un certo periodo di tempo, ma ero sicuramente lontano da essere uno dei migliori al tavolo. Molti dei miei problemi nascevano, più che altro, dalla scarsa concentrazione che riuscivo a mantenere giocando su tanti tavoli contemporaneamente. Non sono davvero mai stato bravo in questo. Quello che invece mi riusciva veramente bene era interpretare al meglio l’ICM. Datemi una qualsiasi situazione, l’entità degli stack e un calling-range ragionevole e vi so dire immediatamente il giusto range da pushare. Sono anche in grado di fornire una buona approssimazione per l’equilibrio di nash relativamente alle più comuni situazioni di push da sb/bb con 2-4 giocatori. Tutto ciò lo devo, naturalmente, al gran numero di ore passate a studiare.

Sono sicuro che ci siano in giro altri regulars capaci di tanto, ma per uno che si è avvicinato da poco al gioco, questo è un compito assolutamente proibitivo. Ho letto molti post in cui si chideva “ma come faccio a ricordarmi tutte queste cose?” Spero che quanto vi sto per dire possa esservi di aiuto.

1. LA REVIEW QUOTIDIANA
Per prepararmi la review quotidiana, avevo preso l’abitudine di utilizzare, mentre giocavo, l’opzione “mark hand” presente all’interno di Hold’em Manager.  Ma non solo segnavo le mani che pensavo di aver giocato in maniera non corretta, ma valutavo anche situazioni ipotetiche tipo “ok, ho A4 offsuit ed è un facile all-in, ma se invece avessi J4 offsuit?”. Di fianco al pc, inoltre, tenevo sempre un taccuino per segnare queste cose particolari. Avevo anche programmato uno script AHK così potevo segnare la mano in corso semplicemente premendo un tasto.
Avevo uno script anche per “registrare” intere parti di un torneo, come ad esempio una sequenza lunga di mani interessanti in zona bolla, o una lunga serie di situazioni in Blind War contro un altro regular.
La mattina, ero solito rivedere le mani del giorno prima. Preferivo agire in questo modo per far sì che il mio cervello iniziasse a focalizzarsi sul gioco prima di cominciare il primo set di SNG della giornata. Magari qualcuno potrebbe trovarsi meglio a fare il lavoro di revisione alla fine della giornata, quando le informazioni nella memoria sono ancora fresche. Sicuramente va bene anche così, l’importante è rispettare un certo programma quotidiano.
Una cosa che a me non mi piaceva fare era  usare il “game view” di SNG Wizard. Ritengo che molti giocatori facciano la loro review quotidiana dando in pasto a Wizard una certa quantità di mani, per poi passare rapidamente in rassegna quello dove il programma indica una X rossa. Trovo che tale metologia di studio sia piuttosto inefficace e, anzi, potenzialmente controproducente in termini di apprendimento. Ma di questo parlerò in maniera più approfondita più avanti.

Tornando a noi, andate su Holdem Manager e filtrate le mani del giorno precedente. Andate poi su “hands”, togliete ogni filtro e spuntate solo “only show marked hands”. Cliccate due volte sulla colonna “date” per mettere il tutto in ordine cronologico (dalla più vecchia alla più recente) e poi cliccate con il tasto destro e  quindi “review all hand in replayer”.
Non esiste una scienza esatta per affrontare la parte successiva. Sicuramente, comunque, vi converrà analizzare le mani una ad una, ricontrollando gli spot problematici. Se vi trovate di fronte una decisione di ICM, passate la mano a SitNGo Wizard.
Quando terminavo l’analisi delle mani segnate, facevo la stessa cosa anche per interi tornei. Se non ne avevo identificato uno in particolare, ne prendevo qualcuno a caso oppure l’ultimo giocato. Potete trovare le mani in Tourney-> Results -> Data View. Scegliete il torneo che v’interessa in base al suo numero, mettete le mani in ordine cronologico, e rivedetevele una ad una. Per quanto mi riguarda, usando i miei script riuscivo a fare questo lavoro molto velocemente. Potevo verificarne uno intero, con l’analisi delle mani più importanti e controllando anche gli spot ICM su Wizard, in appena 5 minuti.

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I filtri di Holdem Manager
La seconda parte della mia attività quotidiana era, invece, applicare in Holdem Manager 4 o 5 filtri specifici sulle mani del giorno, al fine di poter controllare spot complessi. La mia paura era di aver misscliccato in alcune situazioni o di aver letto male il board quando impegnato nel multitabling. Per esempio, ricordo che una volta durante l’analisi di un torneo qualunque, ho notato che in uno spot avevo mancato una facile c-bet al flop. Quella distrazione era probabilmente dovuto al fatto che fossi focalizzato su un altro tavolo. Onde evitare in futuro di ripetere lo stesso errore, ho messo a punto il filtro “missed flop cbet” e ho iniziato a lanciarlo quotidinamente. Certo, alcune volte volevo anche fare solo check al flop, per cui poteve riscontrare qualche “falso positivo”, ma avere questo tipo di filtri e sapere di poterli usare ogni giorno mi dava la possibilità di ignorare questi aspetti durante il gioco perchè sapevo che sarebbero eventualmente emersi nella review più tardi.

Allo stesso modo, quando ho deciso di fare alcuni cambiamente alla mia strategia pre-flop di base (per esempio, open-fold delle coppie piccole da utg nei 6 max), avevo paura di non riuscire ad applicare completamente quelle modifiche tattiche, poichè il mio gioco preflop era ormai diventato completamente automatico. Holdem Manager è un programma molto potente per quanto concerne questo aspetto, infatti molti scenari possono essere modellati e salvati come filtri così da poterli verificare quotidianamente. (fine prima parte)

scritto da Hood (QUI l’originale)
tradotto da Emiliano ‘Nimitz’ Cocco