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QUANTI ERRORI! Coach Canavesi ha analizzato lo Spin con moltiplicatore massimo vinto da ‘QueenSusetta’

Abbiamo visto che la settimana scorsa su PokerStars (poker) a uno Spin&Go da 5€ di buy-in è arrivato il moltiplicatore x12.000 del montepremi.

Ieri ci ha raccontato la partita uno dei protagonisti, il secondo classificato ‘asr76’. Oggi approfondiamo lo Spin da 60k con l’analisi di Marco Canavesi, regular di Spin&Go su dot com nonché coach della specialità per la scuola xShove.

L’importanza dell’aspetto mentale

Per iniziare coach Canavesi sottolinea l’importanza dell’aspetto mentale in uno Spin&Go così ricco:

“In uno spin con un moltiplicatore così grande, la parte mentale, quindi il nostro atteggiamento mentale nei confronti dello Spin, è fondamentale. Questo aspetto è molto importante nel poker e spesso viene sottovalutato: si perdono ore e ore sui solver senza poi prepararsi mentalmente quando facciamo le nostre sessioni di gioco. Dobbiamo invece cercare di dare la nostra miglior prestazione possibile, soprattutto quando ci troviamo di fronte appunto un moltiplicatore così grosso. Per fare questo il primo passo più facile da fare, che è anche quello che ho fatto io quando mi sono trovato di fronte a un grosso moltiplicatore in passato, è quello di pensare semplicemente che fino a due minuti prima stavamo giocando uno spin che in caso di vittoria ci poteva dare 10-15-20 euro, magari anche 1000 euro, e invece ora senza praticamente aver fatto nulla abbiamo vinto 4000 euro, ossia il premio del terzo posto. Il secondo aspetto chiaramente importante è che in questo caso c’è un minimo di ICM da considerare perché c’è una differenza di duemila euro tra il secondo e il terzo posto”

Focalizzazione negli Spin dal moltiplicatore massimo

Canavesi ha una soluzione davvero semplice per evitare di sentire la pressione monetaria in queste partite.

“Focalizzare il premio vinto senza fare nulla, dovrebbe aiutarci a evitare pensieri tipo ‘mamma sto giocando per 50.000€’. In realtà stai giocando per 46.000, che comunque anche se non cambiano una vita è una cifra che può essere importante. Focalizzare il pensiero su quello che si è già vinto dovrebbe aiutarci a sgomberare il nostro cervello dalla pressione e dal battito cardiaco accelerato che potremmo avere ad affrontare lo Spin maxi.”

Preoccupazione palpabile

Il coach affronta quindi l’aspetto più tecnico dello Spin da 60k.

“Dal punto di vista puramente tecnico, chiaramente io come professionista sarei avvantaggiato contro due giocatori diciamo occasionali perché conoscendo bene la materia potrei pensare solamente a gestire l’aspetto emotivo invece di dover anche pensare all’aspetto tecnico. Il fatto importante è che in questi spin il giocatore medio, essendo sotto pressione, sarà tendenzialmente più preoccupato ed eviterà di prendersi spot marginali. Spesso eviterà di bluffare, però dovremmo comunque stare attenti a riconoscere se uno dei nostri avversari invece è una persona che giocando proprio su questo fattore della pressione vuole metterla a sua volta e attaccare. Da quanto visto nel replay non è stato il caso di questo torneo, perché chiaramente si vedono dei giocatori un po’ preoccupati. Ad esempio hanno sempre utilizzato size piccole per cercare di controllare il piatto, per poi usare size più grandi quando avevano un buon punto. Ci sono stati pochi showdown ma l’esempio lampante è quello del giocatore che alla fine arriva terzo, che in uno spot con top pair e kicker molto basso, se non erro 8-3 su 8-7-6, ha puntato un buio su tutte le strade in modo da non rischiare lo stack intero”.

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Tanti errori per un reg

Il coach evidenzia poi gli errori più grandi commessi dai partecipanti allo Spin da 60k.

“Sicuramente sono pokeristi che giocano per divertimento. Ho visto tanti limp da bottone quando in generale nel poker l’ideale è sempre cercare di giocare heads-up, perché in tre chiaramente la nostra equity è ridotta. Ho visto degli isolation di due o tre bui su doppio limp da parte del vincitore, che forse è quello che ha dimostrato un po’ più di aggressività e infatti poi, anche baciato dalla fortuna e dalle carte, è andato a vincere. Sicuramente dobbiamo cercare di non morire di bui, ma puntare queste piccole size con mani marginali non è mai la scelta migliore; allo stesso tempo dobbiamo cercare di aggredire.”

Marco Canavesi

L’approccio di un reg al maxi Spin

Snocciolati gli errori macroscopici cui più sono esposti i giocatori occasionali che si trovano impegnati in uno Spin dal montepremi che fa tremare i polsi, Canavesi spiega poi come affronterebbe la partita un regular.

“Quello che farei io, e che in passato ho fatto, è cercare di giocare il mio miglior poker possibile senza missare nessuno spot, probabilmente neanche quelli più marginali, a meno di aggressione da parte del mio avversario. Quindi sicuramente dal punto di vista dell’aggressività metterei massima pressione anche negli spot marginali, dagli shove magari 5-6x al cercare di giocare il 100% delle mani in posizione in heads-up. Proverei anche a isolare con bluff perché comunque se il mio avversario non mette aggressione posso vincere tante chips uncontested. Qualora chiaramente subissi un all-in sarei molto molto più stretto nei call perché il giocatore non preparato probabilmente non lo farà quasi mai in bluff in una partita con un moltiplicatore del genere, ma tenderà sicuramente ad avere più valore nel range con cui è disposto a mettere tutti i suoi soldi nel piatto”.

Uno spot

Abbiamo chiesto al coach i range di uno spot preciso: con il torneo a 3 left su blinds 15-30, ‘QueenSusetta’ openpusha 20x tondi, folda lo short con 135 chips da small blind e ‘asr76’ decide di chiamare con AK da big blind.

‘QueenSusetta’ gira coppia di jack e su board liscio si porta a 1.200 chips ipotecando seriamente la vittoria dal momento che entrambi gli avversari hanno meno di 150 chips (immagine in alto sotto al titolo).

“In questo spot entrano anche considerazioni ICM a causa della differenza tra secondo e terzo posto. Vero che con 20bb e small blind a 5bb vorremmo shovare qualche mano, ma sicuramente non shoveremo mani premium: più coppie dai due ai cinque, qualche AJ-AT magari KQo e probabilmente qualche broadway suited come JTs e QJs. Per il call, da un punto di vista teorico il range dovrebbe essere a spanne qualcosa come 44+ AT+ A8s+ e forse KQs. Ma dal punto di vista pratico, in questo preciso spot dello Spin con moltiplicatore x.1200, come detto nei call starei più stretto: credo che visto che con le coppie possiamo un po’ allargarci, il mio range sarebbe 66+, AJs+ e AQo+”.

Dopo anni passati a scrivere di altro, in un periodo sabbatico mi sono appassionato al poker e dal 2012 è diventato il mio pane quotidiano. Intanto ho scritto un paio di libri che niente hanno a che vedere col nostro meraviglioso gioco.
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