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Vincere il “Mini Sunday Million international” con alle spalle 17mila avversari: il racconto di Francesco La Cognata

Players italiani in luce sulle piattaforme internazionali. Domenica scorsa, il Mini Sunday Million in versione Progressive KO andato in scena sulla estensione dot com di PokerStars ha registrato il trionfo di Francesco La Cognata, siciliano da 5 anni residente a Londra.

Con il nickname ‘dottorsydUK’ il 33enne si è lasciato alle spalle 17.158 avversari per mettere le mani su un premio che, tra taglie e payout, ammonta a più di 23 mila dollari.

Francesco non è nuovo a simili imprese: a maggio dello scorso anno vinse un evento dello SCOOP dot com da 215$ di buy-in, dopo essersi qualificato con un satellite, per una prima moneta di 53 mila dollari. La nostra chiacchierata inizia da qui.

Ciao Francesco, per iniziare vogliamo sapere se e come è cambiata la tua vita dopo l’ incredibile successo SCOOP dell’anno scorso.

La vittoria dell’evento SCOOP è stata un bello sprint da un punto di vista pokeristico e mi ha anche permesso di affrontare in modo diverso la vita qui a Londra, dandomi la possibilità di lavorare come bartender quelle 15-18 ore a settimana e di concentrarmi su quella che è la mia vera passione, il poker. Dopo quella vittoria ho fatto uno degli errori classici dei novizi del poker: mi sentivo fortissimo e ho iniziato a giocare stabilmente i 100€, con alcuni shot anche a livelli più alti, per i quali non mi sento pronto tuttora. Ho swingato 3k, però almeno ho avuto poi la lungimiranza e l’intelligenza di capire che il mio gioco aveva qualcosa che non andava. Parlando con amici pokeristi mi hanno consigliato di prendere un coach. Ho avuto la fortuna di conoscere Emiliano Conti e mi ha cambiato la vita. Sono entrato molto più nelle dinamiche del poker emancipandomi da quello che ero, ossia un buon giocatore da circoletto, molto scarso a livello tecnico. Per iniziare abbiamo aggiustato i range di apertura e i range di difesa da big blind. Abbiamo organizzato una schedule adatta al mio tipo di gioco, per stare comodo ed evitare swing. E’ stato un percorso bellissimo che mi ha portato alla vittoria di questa ‘parrocchietta’ da 17k iscritti.

Raccontaci la vittoria di questo Mini-Millions: quali sono state le mani più importanti?

Al di là dei soldi, l’idea di aver messo alle spalle la popolazione di una piccola città del sud Italia mi dà una grandissima soddisfazione, spero che tutti la possano provare. Il torneo è iniziato in mezzo alla classica sessione domenicale, giocavo tutto il palinsesto di Pokerstars e in generale non stava andando benissimo. Il field era morbido e ho avuto la fortuna di fare un buono stack fin dall’inizio, che in tornei con bounty sposta non poco. Quando ci sono di mezzo le taglie si devono attuare alcuni aggiustamenti, ad esempio con premium hand io tribetto un buio o un buio e mezzo più del normale, in particolare se l’avversario ti copre perché tenderà sempre a chiamarti. Di mani ne ricordo due in particolare. La prima a 35 left, in cui con TT mi isolo per 35bb da bottone sull’openshove 15bb di cutoff, il giocatore su grande buio si permette di avere coppia di donne – cosa che secondo me è illegale – e decide di chiamare. Allo showdown non sono in forma ma al turn arriva un magico dieci che mi fa fare player out e mi consegna il mega-pot da due volte l’average facendomi arrivare top 2. Lì mi sono detto che stava succedendo qualcosa, anche perché con quello stack avevo la possibilità di fare altre taglie e di mettere pressione infinita. Poi un’altra mano a 5 left che è stata un suicidio di ICM ma mi è andata bene: shovo AJ sulla apertura del giocatore che poi è arrivato al testa a testa finale, lui snappa con AQ e un magico J al flop mi fa raddoppiare.

Come era il livello degli avversari al tavolo finale?

Al final table il livello non era altissimo, c’era un giocatore forte ma fortunatamente era short ed è uscito in fretta. Nelle fasi iniziali io ho foldato AQs per 25bb dopo l’openshove di un avversario che mi copriva. Il fattore ICM ha avuto un peso specifico notevole visto che c’erano tanti short al tavolo. Poi c’era un altro avversario abbastanza preparato alla mia destra, qualche volta l’ho tribettato approfittando del buono stack per mettergli pressione. Con lui sono arrivato all’heads-up. L’ho sharkato e ho visto che nel lungo periodo stava perdendo un po’ ma comunque era sensato, aggrediva abbastanza. La mano che mi ha dato la vittoria è stata standard: ero leggermente sopra in stack, tipo 50bb contro 40nbb, apro AK, lui tribetta, io pusho e lui snappa con AJ. Board bianco e vinco 15 mila dollari di premio e 8 mila dollari di taglile.

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Qual è il segreto per vincere un torneo, per dirla con le tue parole di prima, partecipato “dalla intera popolazione di una piccola città del sud Italia”?

Il segreto per vincere un torneo con così tante persone sta nell’ avere un gioco solido, cercare di non uscire troppo fuori dalle linee e cercare di fare un buono stack all’inizio. Da lì sicuramente giocare in maniera aggressiva paga, soprattutto nelle fasi finali con un field così ampio, in cui molte persone non hanno mai giocato per premi importanti. Poi ovviamente serve tanto fattore ‘c’: ci sono colpi in cui devi mettere tutte le chips in mezzo senza paura anche se parti da sotto. Poi ovviamente servono esperienza, studiare sempre, stare sempre sul pezzo, non lasciare mai chips sul tavolo: in questo senso credo che le thin valuebet siano molto importanti. Ultima cosa, non cercare troppi bluff, specie in un field come il punto com in cui ti chiamano sempre.

il grafico e le statistiche di gioco di Francesco ‘dottorsydUK’

Hai festeggiato la vittoria?

Con la mia ragazza siamo andati a cena in un posto molto fancy qui a Londra. Sono stati (diversi bei) soldi ben spesi: lei non è nel poker ma mi sostiene sempre. Era accanto a me anche per la vittoria dello SCOOP, ricordo che dopo l’allin finale ci siamo dati un bacione e un grande abbraccio. Condividere quel momento è stato qualcosa di speciale. Vedo questa vittoria come la ciliegina sulla torta di un percorso iniziato l’anno scorso con la vittoria dello SCOOP, della evoluzione dai primi due mesi catastrofici, in cui giocavo come un maniac. Con la mia ragazza abbiamo prenotato un viaggetto per la Danimarca a fine mese. Per quanto riguarda la vita quotidiana Londra è una città molto cara, sono soldi che sicuramente fanno comodo ma non ti fanno cambiare lo stile di vita.

Quali sono adesso i tuoi progetti pokeristici?

Ho contattato degli amici pokeristi a Malta e andrò per il Poker Festival che inizia il 23 aprile. Andrò per giocare, ma soprattutto per vedere vecchi amici e prendere un po’ di vitamina D visto che Londra è parecchio grigia. Da un punto di vista pokeristico però è una città che ti dà tanto, le sale da poker coi tavoli cash sono aperte h24/7 e ci sono molti festival che ora partiranno in estate. Sicuramente farò qualche altro live perché mi piace l’emozione di confrontarmi con individui in carne e ossa, la facevo nei circoletti quando stavo in Italia. Poi vedrò un po’ quello che c’è. Alla fine il bello del poker è la libertà che ti dà. Sono veramente contento del percorso che sto facendo. Mi piacerebbe conoscere qualcuno qui a Londra per giocare live assieme ma non conosco pokeristi. Online questo gruzzoletto cambia poco a livello strategico, giocherò lo stesso ABI di adesso perché ancora non mi sento pronto a salire di livello, al più shotterò alcuni tornei da 109$ ma in questo gioco per essere giocatori vincenti bisogna avere consistenza.

Giornalista pubblicista dal 2005, in un periodo sabbatico mi sono appassionato al poker e dal 2012 è diventato il mio pane quotidiano. Intanto ho fatto anche altro, tipo scrivere due libri che niente hanno a che vedere col nostro meraviglioso gioco.